Politica
Conte: «M5S nel campo progressista solo con una legge sul conflitto d’interessi»
Conte lega la partecipazione del M5S al programma progressista a una legge sul conflitto d’interessi. La richiesta apre un negoziato, mentre una riforma già approvata dalla Camera è ancora ferma al Senato.
Giuseppe Conte condiziona la partecipazione del Movimento 5 Stelle al progetto progressista all’inserimento nel programma di una legge sul conflitto d’interessi. Nella registrazione di Accordi e Disaccordi del 31 ottobre, il leader M5S ha detto a Elly Schlein che, se vincerà le primarie, la questione dovrà essere affrontata prima: «Se non si metterà al centro del progetto progressista una legge sul conflitto di interessi seria noi non ci saremo». Ha aggiunto che la regola dovrebbe valere «per chiunque», non solo per Matteo Renzi. La dichiarazione è riportata nel resoconto della registrazione pubblicato da ANSA.
È una condizione politica posta da Conte, non un’intesa già raggiunta con gli alleati né una norma appena approvata. Il tema, però, ha già un risvolto parlamentare: esiste una proposta di riforma approvata dalla Camera nel 2024, il cui esame al Senato non è ancora iniziato. La richiesta del leader M5S arriva quindi mentre il campo progressista si prepara a negoziare il programma e riporta al centro una questione normativa concreta, senza chiarire se Conte intenda ripartire da quel testo o chiedere regole diverse.
La richiesta entra in un negoziato ancora aperto
Conte ha collegato il tema al possibile ingresso di Renzi nella coalizione e, in caso di vittoria, nel governo. Ha contestato il rischio che l’ex presidente del Consiglio possa esercitare un potere di condizionamento, richiamando i suoi affari internazionali. Allo stesso tempo ha respinto la logica del veto personale: nella formulazione riportata da ANSA, la richiesta riguarda una disciplina generale, applicabile a chiunque.
Le valutazioni di Conte su Renzi sono dichiarazioni politiche, non accertamenti su condotte illecite. E non è stato precisato che cosa dovrebbe contenere la legge richiesta: quali incarichi e interessi economici includere, quali obblighi imporre e quali autorità dovrebbero vigilare. È su questi dettagli che la richiesta dovrà eventualmente misurarsi con il programma e con il lavoro parlamentare.
Il 30 ottobre Schlein, Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno concordato di avviare dalla settimana successiva il confronto sul programma, con l’obiettivo di definirlo entro novembre; le primarie per la leadership sono previste entro febbraio 2027. La nota comune fissa una tabella di marcia, ma non definisce già i contenuti del programma né l’adesione di tutte le forze politiche. La nuova richiesta aggiunge un punto al confronto: non prova che gli altri partiti lo abbiano accettato. Il calendario e le sue tappe sono ricostruiti anche nell’articolo sul programma e sulle primarie del campo progressista.
La legge vigente e la riforma ferma al Senato
In Italia una disciplina esiste già, ma ha un perimetro definito. La legge n. 215 del 2004 riguarda i titolari di cariche di governo — tra cui presidente del Consiglio, ministri, viceministri e sottosegretari — e stabilisce incompatibilità e obblighi di astensione in determinate situazioni. La scheda della Camera chiarisce che il conflitto rileva, tra l’altro, quando un atto di governo produce un’incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio dell’interessato o di suoi familiari, con danno per l’interesse pubblico. Non è dunque una regola indistinta per ogni possibile rapporto tra attività politica e interessi privati. Per il quadro della disciplina si può consultare il dossier della Camera sulla legge del 2004.
Un precedente parlamentare più recente aiuta a capire quale riforma sia già sul tavolo, ma non va confuso con la condizione annunciata da Conte il 31 ottobre. La proposta A.C. 304, presentata nel 2022 da Conte e altri, è stata approvata dalla Camera il 28 maggio 2024 e trasmessa al Senato il 30 maggio. Il testo delega il Governo a riformare la disciplina per i titolari di cariche di governo statali e regionali e per i componenti delle autorità indipendenti; comprende inoltre disposizioni sul divieto di percepire erogazioni da Stati esteri per titolari di cariche pubbliche. La proposta non è quindi una legge in vigore: il dossier del Senato sull’A.S. 1154 indica che l’esame parlamentare a Palazzo Madama non è ancora iniziato.
| Passaggio | Che cosa prevede o stabilisce | Stato |
|---|---|---|
| Legge n. 215 del 2004 | Regole su incompatibilità e astensione per titolari di cariche di governo in specifiche situazioni. | Disciplina vigente. |
| Proposta A.C. 304 / A.S. 1154 | Riforma più ampia, affidata in parte a una delega al Governo; include cariche regionali e autorità indipendenti. | Approvata dalla Camera nel maggio 2024; esame al Senato non iniziato. |
| Richiesta di Conte del 31 ottobre | Inserire al centro del programma progressista una legge sul conflitto d’interessi applicabile a chiunque. | Condizione politica dichiarata; contenuto normativo non specificato. |
La proposta approvata dalla Camera era stata presentata come iniziativa di Conte e altri; la scheda del Senato registra anche il ritiro della firma di Conte il 28 maggio 2024. Questo dato parlamentare non basta, da solo, a stabilire se il testo coincida con la riforma che il leader M5S vuole oggi inserire nel programma. Per il dettaglio dell’iter e del testo, la scheda parlamentare dell’A.C. 304 riporta passaggi, contenuti e trasmissione al Senato.
I prossimi passaggi: dal programma all’eventuale legge
Il primo banco di prova è il confronto programmatico, previsto per novembre. I partiti dovranno decidere se inserire un impegno, con quale formulazione e facendo riferimento a un testo già esistente o a una proposta diversa. Un accordo nel programma resterebbe comunque distinto dall’approvazione di una legge: per cambiare le regole occorrerebbe un iter parlamentare, a partire dai passaggi ancora aperti sull’A.S. 1154 o da un nuovo provvedimento.
Se i partner non convergessero, la condizione posta da Conte potrebbe diventare un punto di frizione sull’adesione del M5S al progetto. Per ora non è noto né l’esito del negoziato né il perimetro della riforma auspicata. La distinzione decisiva sarà tra l’intesa politica sul programma e una disciplina effettivamente approvata e applicabile.
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