Politica
TSO, Schillaci annuncia un documento nazionale: le nuove procedure sono ancora da definire
Il ministro porterà un documento in Conferenza Stato-Regioni, ma non ha indicato tempi né contenuti definitivi. Sono già in vigore le garanzie stabilite dalla Consulta per informazione, audizione e difesa della persona sottoposta a TSO ospedaliero.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha confermato al Senato l’impegno a elaborare un documento sulle procedure per accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori (ASO e TSO) e a condividerlo in Conferenza Stato-Regioni. Nella risposta al question time del 29 ottobre 2026 non ha però presentato un testo né fissato una scadenza: le procedure nazionali annunciate sono ancora da definire.
Il lavoro ministeriale si svolge mentre sono già operative le garanzie introdotte dalla Corte costituzionale per i TSO in degenza ospedaliera. Le sentenze non dipendono dall’approvazione del documento: riguardano la comunicazione del provvedimento alla persona interessata, la sua audizione da parte del giudice tutelare e l’assistenza di un difensore nei procedimenti di convalida e proroga.
Il resoconto stenografico della seduta del Senato chiarisce il passaggio politico: il documento è un impegno futuro del Ministero, non una disciplina già approvata o concordata con le Regioni.
Che cosa prevede il lavoro del Ministero
Schillaci ha riferito che il gruppo tecnico è stato istituito con decreto del 23 giugno 2026 e integrato con un provvedimento del 14 ottobre. Ne fanno parte rappresentanti dei ministeri della Salute, della Giustizia e dell’Interno, della magistratura, del tribunale per i minorenni, dell’ANCI ed esperti. Secondo il ministro, il gruppo deve raccogliere ed elaborare dati epidemiologici e analizzare le garanzie amministrative e giurisdizionali applicabili.
Il mandato comprende più questioni. Sul piano sanitario, il gruppo lavora a modalità operative uniformi per ASO e TSO in degenza ospedaliera e valuta la praticabilità clinica e normativa di un TSO extraospedaliero. Schillaci ha citato anche la libertà di scelta del paziente, la possibile individuazione di luoghi di cura alternativi e la definizione di modalità specifiche per i minorenni.
La condivisione in Conferenza Stato-Regioni dovrebbe favorire un’applicazione omogenea sul territorio. Ma il ministro non ha precisato se il documento sarà una linea guida, quale valore giuridico avrà o se richiederà un successivo atto legislativo. Nell’interrogazione, il senatore Marco Lombardo aveva chiesto linee guida nazionali definite d’intesa con l’Istituto superiore di sanità; nella risposta, Schillaci non ha annunciato un accordo già raggiunto con l’ISS.
| Passaggio | Stato al 29 ottobre 2026 |
|---|---|
| Gruppo tecnico | Istituito a giugno e, secondo il ministro, integrato a ottobre |
| Procedure comuni | In fase di elaborazione; comprendono ASO e TSO ospedalieri |
| TSO extraospedaliero | Oggetto di valutazione clinica e normativa, non misura adottata |
| Documento nazionale | Da elaborare e condividere in Conferenza Stato-Regioni |
| Scadenza e forma giuridica | Non indicate nella risposta al Senato |
Le garanzie già stabilite dalla Corte costituzionale
Il quadro applicabile è cambiato con due pronunce sui TSO in regime di degenza ospedaliera. Con la sentenza n. 76 del 2025, la Consulta ha stabilito che l’ordinanza del sindaco che dispone il trattamento deve essere comunicata alla persona interessata; prima della convalida, il giudice tutelare deve sentirla; il decreto di convalida deve esserle notificato. La Corte ha inoltre previsto garanzie di comunicazione in caso di proroga.
La sentenza n. 157 del 2026 ha aggiunto la difesa tecnica nel procedimento di convalida e nell’eventuale proroga. La persona deve essere informata della facoltà di nominare un avvocato di fiducia; se non lo nomina, il giudice tutelare designa un difensore d’ufficio. Il legale viene avvisato e può partecipare all’audizione, e riceve il decreto motivato del giudice.
Non si tratta di indicazioni che il futuro documento dovrà prima rendere efficaci: le pronunce hanno inciso sulla disciplina prevista dall’articolo 35 della legge n. 833 del 1978. La sentenza n. 157 riconosce che la difesa tecnica comporta un aggravio organizzativo e ribadisce l’invito al legislatore a riconsiderare la disciplina complessiva. La Corte indica anche, tra le questioni da valutare, la possibile nomina di un curatore speciale e strumenti di mediazione che favoriscano percorsi di cura consensuali.
Il nodo: rendere praticabili le garanzie
Nell’interrogazione, Lombardo ha segnalato difficoltà applicative legate ai tempi stretti della convalida e alla reperibilità dei difensori anche di notte e nei giorni festivi. Ha chiesto procedure uniformi per non lasciare amministratori, giudici, avvocati e operatori sanitari a gestire le novità in modo frammentato. Queste criticità sono state esposte dal senatore: durante il question time il Ministero non ha presentato una rilevazione nazionale che ne quantifichi la diffusione.
In replica, Lombardo si è detto «solo parzialmente soddisfatto» e ha chiesto risposte urgenti. Il passaggio successivo è la definizione del documento e il suo confronto in Conferenza Stato-Regioni: solo allora saranno conoscibili i contenuti delle procedure comuni e il loro eventuale valore operativo. Nel frattempo, il gruppo tecnico resta al lavoro e le garanzie fissate dalla Consulta sono già parte delle regole per i TSO ospedalieri.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook