Politica
Tajani chiede al G7 di discutere le minacce ibride dopo la diffusione dei dati
Dopo la diffusione di suoi dati personali sul dark web, Tajani chiede al G7 di affrontare le minacce ibride. La Francia ha pubblicato le priorità della riunione, ma non indica il tema: l’incontro deve ancora svolgersi.
Antonio Tajani ha chiesto alla presidenza francese del G7 di discutere le minacce ibride e i recenti attacchi informatici contro infrastrutture critiche europee. La richiesta, riportata da Reuters dopo aver consultato una lettera del ministro al collega francese Jean-Noël Barrot, arriva dopo la diffusione sul dark web di dati personali di Tajani. La riunione degli Esteri del G7 è in programma a Parigi il 9 e 10 novembre 2026; al 7 novembre non è noto se il tema sarà inserito nell’agenda né quali decisioni potranno emergere.
La Farnesina ha confermato la richiesta e riferito che le strutture di cybersicurezza hanno individuato i dati nei giorni precedenti. Il comunicato del Ministero degli Esteri non precisa quali informazioni siano state pubblicate e non attribuisce tecnicamente la diffusione a un responsabile.
Che cosa si sa sui dati e sulle responsabilità
Il ministero afferma che i contenuti sono comparsi in un’area del dark web accessibile attraverso la rete Tor. Il comunicato non descrive i dati né specifica se si sia trattato di un’intrusione nei sistemi della Farnesina: non consente quindi di stabilire da dove provengano le informazioni o quale tecnica sia stata usata.
Le ricostruzioni giornalistiche riportano formulazioni diverse sull’attribuzione. Reuters riferisce che Tajani ha parlato di hacker che definisce filorussi e che Giorgia Meloni ha espresso solidarietà dopo le rivelazioni sulle attività di hacker filorussi. L’Associated Press scrive invece che Tajani non ha indicato chi possa essere responsabile. Il comunicato ufficiale della Farnesina non nomina autori; le fonti consultate non riportano un’attribuzione tecnica pubblica. Reuters riferisce inoltre di screenshot che mostrerebbero la fotografia del ministro in un elenco di persone ostili alla Federazione Russa e segnala che sono in corso ulteriori verifiche.
Tajani ha collegato le minacce alla posizione italiana a sostegno dell’Ucraina e ha detto che gli autori cercano altre informazioni su di lui e sui familiari. Anche in questo caso si tratta della valutazione e delle dichiarazioni del ministro, non di un accertamento pubblico sull’identità dei responsabili o sulle motivazioni dell’episodio.
La Farnesina ha espresso solidarietà anche al procuratore di Roma Francesco Lo Voi, al direttore della Polizia postale Ivano Gabrielli e al sindaco Paolo Tassan-Zanin, citando minacce analoghe. Il comunicato non fornisce dettagli sulle indagini o sulle misure di protezione adottate nei loro casi.
Perché la richiesta riguarda le minacce ibride
La richiesta di Tajani va oltre il singolo episodio: secondo Reuters, la lettera al ministro francese chiede di discutere anche gli attacchi informatici contro infrastrutture critiche in Europa e di cercare una risposta coordinata. La Farnesina collega l’iniziativa all’innalzamento delle minacce ibride contro l’Italia e altri Paesi europei.
Il termine non indica un solo tipo di attacco. Il Consiglio dell’Unione europea descrive le minacce ibride come attività potenzialmente coordinate che possono combinare strumenti diversi, tra cui attacchi informatici, manipolazione delle informazioni, pressioni economiche o manovre politiche. Questo quadro aiuta a capire il perimetro della discussione richiesta al G7, ma non dimostra che la diffusione dei dati di Tajani faccia parte di una campagna coordinata: per sostenerlo servirebbero elementi specifici sull’episodio.
Che cosa è già previsto al G7 di Parigi
La Francia ha pubblicato il programma della riunione del 9 e 10 novembre. Tra i temi indicati figurano il sostegno all’Ucraina, le crisi in Medio Oriente e in altre aree, la sicurezza marittima e portuale, l’efficacia degli aiuti umanitari e la sicurezza dell’intelligenza artificiale. Le priorità pubblicate dal ministero degli Esteri francese non menzionano esplicitamente le minacce ibride o gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche. La richiesta italiana è dunque distinta dai temi già annunciati: il suo eventuale inserimento resta da verificare durante l’incontro.
Un confronto fra i ministri potrebbe offrire una sede per coordinare valutazioni e posizioni, ma la richiesta non equivale a una decisione del G7 né annuncia nuove misure italiane. I prossimi passaggi da seguire sono l’agenda effettiva dei lavori e le eventuali conclusioni della riunione, oltre agli aggiornamenti sulle verifiche relative alla diffusione dei dati.
La Direzione cyber della Farnesina
Nel comunicato Tajani ha ricordato anche la creazione, dal 1° gennaio 2026, di una nuova Direzione cyber per proteggere il ministero dalle incursioni informatiche. È una struttura indicata come già istituita, ma la Farnesina non ne dettaglia organico, risorse o risultati e non annuncia che sia stata attivata una misura specifica in risposta alla diffusione dei dati.
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