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Genoa-Venezia 1-0: Ellertsson e Bijlow portano i rossoblù a quattro punti dai lagunari
Il gol dell’ex decide lo scontro salvezza del Ferraris: Genoa a 7 punti, Venezia fermo a 3. Le parate di Bijlow fanno la differenza, ma la ripresa indica cosa devono correggere entrambe le squadre.
Il Genoa batte il Venezia 1-0 e porta da uno a quattro punti il vantaggio sui lagunari: nello scontro salvezza del Ferraris, disputato il 25 ottobre 2026, decidono il sinistro dell’ex Mikael Ellertsson al 25’ e le parate di Justin Bijlow. La squadra di Daniele De Rossi sale a 7 punti; quella di Davide Nicola resta ultima a quota 3 dopo otto giornate.
È il secondo successo stagionale dei rossoblù, ma non una partita risolta dal solo marcatore. Il portiere protegge il risultato anche nel recupero, quando ferma il diagonale di Akor Adams. Per il Venezia, la pressione della ripresa non si traduce né in gol né in punti.
Il peso del risultato nella corsa salvezza
La conseguenza immediata è nella distanza fra le due squadre. Il Genoa cominciava la sfida con un solo punto in più del Venezia e la chiude con quattro: guadagna margine su una concorrente diretta, senza che questo basti a considerare risolte le difficoltà del suo avvio di campionato.
| Squadra | Punti prima | Punti dopo |
|---|---|---|
| Genoa | 4 | 7 |
| Venezia | 3 | 3 |
Per Nicola arriva invece la prima sconfitta dopo l’esordio vincente contro il Napoli. Il risultato del Ferraris interrompe subito la continuità nei punti, non necessariamente quella nel lavoro: il secondo tempo offre segnali offensivi, ma lascia aperto il problema della concretezza.
Bijlow pesa quanto il gol di Ellertsson
La sequenza che indirizza l’incontro arriva a metà del primo tempo: Bijlow respinge la conclusione di Yeboah e poco dopo Ellertsson trova l’incrocio con un mancino da fuori area. Il Genoa passa così dal rischio di andare sotto al vantaggio, poi sfiora il raddoppio con Messias prima dell’intervallo.
Nella ripresa cambia l’equilibrio. Hainaut spreca di testa una possibilità per il pareggio, Kike Perez impegna Bijlow e Adams trova ancora il portiere sulla sua strada nel finale. De Rossi inserisce Frendrup e Colombo, ma non riesce a togliere stabilmente l’iniziativa agli ospiti.
La vittoria premia la tenuta del Genoa, non dimostra un controllo continuo della gara. È la distinzione utile per leggere il successo: i rossoblù difendono il vantaggio, ma dipendono anche dagli interventi del portiere. De Rossi riconosce la difficoltà del secondo tempo: «Non siamo riusciti a spingerli via». Il margine di miglioramento è qui, nella capacità di risalire e alleggerire la pressione dopo aver segnato.
Al Venezia non basta attaccare dopo lo svantaggio
Nicola individua un problema diverso: collegare la compattezza iniziale alla maggiore fluidità mostrata nella ripresa, anziché alternare le due qualità. Il tecnico chiede di diventare «maniacali nel capitalizzare le occasioni» e di unire i due atteggiamenti nella stessa partita.
L’analisi del confronto suggerisce quindi due esigenze distinte. Se il Genoa riuscisse ad accompagnare la resistenza difensiva con una migliore gestione del pallone, potrebbe ridurre la dipendenza dalle parate di Bijlow. Se il Venezia mantenesse la pericolosità della ripresa senza attendere di essere in svantaggio, avrebbe più possibilità di trasformare le prestazioni in punti. Sono prospettive da verificare: al Ferraris, la differenza concreta resta fra chi ha sfruttato il proprio episodio e chi non ha convertito le occasioni per recuperarlo.
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