Calcio
Napoli-Roma 3-3: Balerdi pareggia all’89’, non basta la doppietta di McTominay
Al Maradona gli azzurri perdono prima il vantaggio di 2-0, poi quello di 3-2. I cambi aiutano la Roma a recuperare: per Allegri resta il problema di proteggere il risultato.
Il Napoli segna tre volte ma non riesce a chiudere la partita: il 3-3 con la Roma del 24 ottobre 2026, nell’ottava giornata di Serie A, lascia agli azzurri il rimpianto di due vantaggi cancellati. Prima il 2-0, recuperato da Soulé e Balerdi; poi il 3-2 di McTominay all’83’, neutralizzato ancora da Balerdi all’89’. Un punto a testa, con un peso diverso per chi ha inseguito e per chi non ha difeso il risultato.
La distinzione è importante: il Napoli non ha sprecato due volte un margine di due reti. Ha perso prima un doppio vantaggio e poi una lunghezza. È soprattutto questa seconda rimonta, arrivata appena sei minuti dopo il nuovo sorpasso, a rendere concreto il problema della gestione del finale.
Due vantaggi, due problemi da distinguere
Anguissa aveva aperto la gara in rovesciata; McTominay aveva raddoppiato di testa sul cross di Politano. Il Napoli aveva dunque costruito le condizioni per vincere, senza però trasformarle in controllo del risultato. Soulé e Balerdi hanno cancellato il 2-0 in cinque minuti. Nemmeno il successivo destro dello scozzese è bastato: sul traversone di Wesley, Balerdi ha trovato di testa il pareggio definitivo.
| Minuto | Marcatore | Risultato |
|---|---|---|
| 28’ | Anguissa | 1-0 |
| 48’ | McTominay | 2-0 |
| 69’ | Soulé | 2-1 |
| 74’ | Balerdi | 2-2 |
| 83’ | McTominay | 3-2 |
| 89’ | Balerdi | 3-3 |
La lettura non può fermarsi alle occasioni mancate. Allegri ha ricordato anche la possibilità del 3-0, ma ha riconosciuto il difetto nella protezione del vantaggio: «ci sono dei momenti in cui dovevamo essere più bravi a difendere e non subire». Il tecnico ha inoltre parlato di troppe rimonte subite dall’inizio della stagione: è la sua valutazione, non una tendenza qui quantificata con una serie storica.
La Roma recupera anche attraverso la panchina
Gasperini ha inserito Balerdi, Molina e Castro nella ripresa. La doppietta del difensore rende immediatamente misurabile il contributo di uno dei subentrati. La rimonta, però, non nasce soltanto dagli ultimi assalti: Gollini aveva già evitato che il divario diventasse più ampio.
I dati complessivi aiutano a distinguere pressione e precisione. La Roma ha chiuso con 24 tiri contro 15 e 11 corner contro 2; il Napoli ha invece prodotto più conclusioni nello specchio, 9 contro 4. Sono numeri che non assegnano da soli un vincitore “meritato”, ma mostrano perché sarebbe riduttivo descrivere gli ospiti come una squadra rimasta soltanto in attesa dell’episodio.
Il punto da correggere per il Napoli
L’indicazione di questa partita è circoscritta ma netta: ritrovare il gol non è bastato a ritrovare il controllo. Dopo il 3-2 gli azzurri avevano nuovamente il risultato dalla propria parte, ma non lo hanno conservato. Per la Roma, invece, il recupero arriva in due situazioni diverse: sotto di due reti e poi di nuovo sotto a pochi minuti dalla fine. La capacità di reagire è documentata dal punteggio; che possa diventare una risorsa stabile nelle prossime gare resta un’ipotesi da verificare.
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