Formula 1
Ferrari, Leclerc è secondo ad Austin: Antonelli vince con una sosta
Leclerc chiude a 13 secondi da Antonelli dopo aver superato Verstappen nel finale; Hamilton è quarto. Ferrari raccoglie 30 punti e resta seconda nel Mondiale costruttori. La strategia a due soste ha premiato la rimonta, mentre Mercedes ha allungato il primo stint e completato la gara con una sola sosta.
Charles Leclerc ha chiuso secondo e Lewis Hamilton quarto il Gran Premio degli Stati Uniti, disputato domenica 25 ottobre 2026 ad Austin. Kimi Antonelli ha vinto con una sola sosta, con 13,078 secondi di vantaggio su Leclerc. La strategia a due soste della Ferrari ha consentito al monegasco di rimontare e superare Max Verstappen nel finale, ma non di raggiungere la Mercedes.
In sintesi: Ferrari porta a casa 30 punti contro i 29 di Mercedes e conserva il secondo posto nel Mondiale costruttori, a quota 474 contro 607. La gara conferma il passo competitivo della SF-26 sul ritmo lungo, ma lascia aperte due questioni: il risultato in qualifica e il margine di una strategia diversa da quella scelta dalla Scuderia.
La scelta delle gomme ha separato le strategie
Antonelli è partito con le medie e ha prolungato il primo stint. Dopo la sosta al giro 24 è passato alle dure, che ha portato fino al traguardo. Leclerc e Hamilton hanno invece iniziato con le soft, poi sono passati alle medie e infine alle dure. Hamilton si è fermato ai giri 14 e 38; Leclerc ai giri 15 e 39.
| Pilota | Soste | Giri delle soste | Risultato | Distacco dal vincitore |
|---|---|---|---|---|
| Kimi Antonelli | 1 | 24 | 1° | — |
| Charles Leclerc | 2 | 15 e 39 | 2° | 13,078 secondi |
| Lewis Hamilton | 2 | 14 e 38 | 4° | 18,515 secondi |
La scelta Mercedes si è definita dopo il primo stint: Antonelli ha spiegato che il ritmo sulle medie era rimasto sostenibile e che le dure si sono dimostrate robuste. La squadra ha quindi potuto prolungare la prima parte della gara e puntare sulla sosta singola. Il pilota ha detto anche che non aveva a disposizione un set nuovo di soft, perciò la media era la scelta di partenza più naturale.
La strategia Ferrari ha avuto un’altra logica. Le gomme più fresche nell’ultimo stint hanno dato a Leclerc la possibilità di attaccare: ha superato Lando Norris e poi Verstappen, conquistando il secondo posto. Ma la rimonta non è diventata una lotta per la vittoria. Nel confronto con gli avversari Leclerc ha perso tempo e, come ha riconosciuto, non pensa che avrebbe raggiunto Antonelli neppure con pista libera.
Il monegasco ha detto che per lui e Red Bull le due soste erano probabilmente la soluzione più adatta, anche considerate le gomme disponibili; ha aggiunto che una sosta singola difficilmente avrebbe cambiato molto il risultato Ferrari. È una valutazione del pilota, non una certezza: il confronto con la gara che la Scuderia avrebbe potuto fare con tempi e gestione diversi resta controfattuale.
La lettura di Pirelli aiuta a inquadrare la scelta senza trasformarla in una regola generale: secondo il direttore motorsport Dario Marrafuschi, la sosta singola è stata la soluzione più efficace ad Austin, ma con un margine ristretto. La gomma dura ha reso praticabile l’allungamento, mentre il rientro anticipato di Verstappen per inseguire Antonelli ha influenzato le decisioni strategiche degli altri. In altre parole, il piano Mercedes ha pagato anche perché il ritmo e la gestione degli pneumatici hanno consentito di difendere la posizione; non era un esito automatico per ogni vettura.
Il risultato in gara non cancella il limite emerso in qualifica
Ferrari aveva mostrato velocità nelle prove: Leclerc aveva chiuso davanti a tutti nella prima sessione e Hamilton nella terza. In qualifica, però, Antonelli ha preso la pole; Leclerc è partito quarto e Hamilton quinto. La differenza è stata ridotta, ma la Scuderia non è riuscita a trasferire in Q3 il passo mostrato in precedenza.
Leclerc ha indicato la difficoltà a portare le gomme nella finestra corretta nell’ultima sessione. Fred Vasseur ha parlato di una finestra di funzionamento molto stretta: in un gruppo compatto, ha osservato, pochi decimi possono tradursi in diverse posizioni. Il team principal ha definito la Q3 l’aspetto mancante del weekend, pur giudicando buoni il ritmo e l’esecuzione della gara.
Partire più avanti avrebbe potuto offrire più opzioni, riducendo l’esposizione al traffico e la necessità di adottare una strategia aggressiva. Ma non dimostra che Ferrari avrebbe vinto: Leclerc ha detto che Antonelli era troppo veloce per essere raggiunto anche in aria libera. Austin mostra quindi sia la capacità della Ferrari di competere nel passo gara sia il costo concreto di una qualifica meno efficace.
Il bilancio dei due piloti e degli aggiornamenti
Leclerc ha descritto con favore la direzione degli aggiornamenti e ha detto che, nelle ultime gare, si sente più a suo agio con la vettura. È un riscontro del pilota, non una misura isolata dell’effetto dei nuovi componenti: dalle informazioni pubbliche non è possibile separare il loro contributo da assetto, circuito e condizioni del fine settimana. Vasseur ha sottolineato che la prestazione dipende anche dal trovare la giusta combinazione di assetto e gestione delle gomme.
Hamilton ha indicato il bilanciamento come il problema principale della propria gara. Ha spiegato di aver faticato a far girare la macchina e ha osservato che Leclerc aveva più ala anteriore. Ha anche detto che, partendo con gomme usate, aveva perso prestazione nel primo stint. Il britannico ha giudicato buone le soste e la strategia: una valutazione compatibile con il risultato complessivo della squadra, ma che segnala un limite specifico della sua monoposto.
Il secondo e il quarto posto hanno portato a Ferrari 30 punti, uno in più dei 29 di Mercedes, grazie anche all’ottavo posto di George Russell. Il bottino mantiene la Scuderia seconda nella classifica costruttori con 474 punti, mentre Mercedes resta prima con 607. Il risultato di Austin è dunque utile per Ferrari, ma non riduce il divario con la capolista.
La VSC e il podio mancato di Hamilton
Nel finale, la Virtual Safety Car è stata attivata dopo che Valtteri Bottas si è fermato con la Cadillac. Hamilton era quarto, a 1,030 secondi dal terzo posto di Verstappen al traguardo. Il pilota e Vasseur hanno detto che, senza la neutralizzazione, Ferrari avrebbe potuto ottenere un doppio podio. Va intesa come una possibilità secondo la squadra, non come un esito certo: il rallentamento ha condizionato la fase conclusiva, ma non prova che Hamilton avrebbe superato Verstappen.
Il prossimo appuntamento è il Gran Premio di Città del Messico, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre 2026. Per Ferrari il lavoro immediato sarà verificare se i segnali sul passo gara si ripetono su un altro circuito e trovare già dalle prime sessioni l’assetto e la finestra gomme necessari per migliorare la qualifica.
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