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Formula 1

Leclerc domina le FP1 in Messico: Minì chiude 14° al debutto

Charles Leclerc firma il miglior tempo in 1:18.128, con 659 millesimi su Kimi Antonelli. Gabriele Minì è 14° con l’Alpine dopo 22 giri, in una sessione con giovani piloti in dieci team.

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Illustrazione di una monoposto rossa di Formula 1 sulla pista, a richiamo del miglior tempo di Charles Leclerc nelle prime prove libere in Messico.
Una monoposto rossa in pista richiama il miglior tempo di Charles Leclerc nelle FP1 del Gran Premio di Città del Messico. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Charles Leclerc ha chiuso al comando la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Città del Messico 2026: il pilota Ferrari ha girato in 1:18.128, precedendo Kimi Antonelli di 659 millesimi. Gabriele Minì, al debutto in una sessione ufficiale durante un weekend del Mondiale, ha terminato 14° con l’Alpine in 1:19.946, dopo 22 giri. La classifica pubblicata dalla FIA colloca Leonardo Fornaroli al 17° posto con la McLaren.

In breve: Ferrari ha occupato la prima e la quarta posizione con Leclerc e Lewis Hamilton. La sessione ha avuto una formazione insolita: dieci degli undici team hanno schierato un giovane pilota, mentre soltanto Ferrari ha mantenuto entrambi i titolari.

Leclerc davanti ad Antonelli, Vesti terzo

Il miglior tempo è arrivato con le gomme morbide, nella seconda parte della sessione. Antonelli, leader del campionato, ha chiuso secondo in 1:18.787; il terzo posto è andato a Frederik Vesti, riserva Mercedes, a 733 millesimi da Leclerc. Hamilton ha completato la doppietta Ferrari con il quarto tempo.

Posizione Pilota Tempo Distacco Giri
1 Charles Leclerc 1:18.128 — 29
2 Kimi Antonelli 1:18.787 +0.659 30
3 Frederik Vesti 1:18.861 +0.733 24
14 Gabriele Minì 1:19.946 +1.818 22
17 Leonardo Fornaroli 1:20.235 +2.107 25

Minì ha preso il posto di Franco Colapinto per la FP1, mentre Fornaroli ha guidato la vettura di Lando Norris. Per il pilota Alpine si trattava della prima partecipazione a una sessione ufficiale in un fine settimana di Formula 1, non di un annuncio di promozione a titolare. La sua posizione e i 22 giri completati sono il bilancio concreto dell’ora in pista; non bastano, da soli, a valutare il potenziale della vettura o a prevedere l’esito del Gran Premio. Anche Fornaroli ha chiuso la sessione con un piazzamento utile a completare il quadro dei due italiani al via delle FP1.

Perché in Messico c’erano tanti giovani

La presenza di tanti volti nuovi risponde anche a un obbligo regolamentare: ogni team deve affidare una sessione di FP1 per ciascuna vettura, in due occasioni del campionato, a un pilota che abbia disputato non più di due Gran Premi. La disposizione è riportata nel regolamento sportivo FIA 2026. In Messico dieci squadre hanno schierato un giovane: tra loro, oltre a Minì e Fornaroli, c’erano Vesti, Ayumu Iwasa e altri piloti di riserva o provenienti dalle categorie propedeutiche. Ferrari è stata l’unica a mantenere in macchina entrambi i titolari.

Per chi guida, l’occasione significa misurarsi con la vettura e il circuito in una sessione ufficiale; per la squadra, raccogliere indicazioni e dati. Ma i tempi non costituiscono un confronto perfettamente omogeneo: cambiano piloti, programmi di lavoro e condizioni di pista. La classifica resta quella della sessione, ma va letta come un primo riferimento, non come una gerarchia definitiva per qualifiche e gara.

Pista sporca e interruzione con Virtual Safety Car

La pista polverosa offriva poco grip nelle fasi iniziali e i piloti hanno cercato progressivamente più prestazione, passando alle gomme morbide per le simulazioni sul giro. L’Autódromo Hermanos Rodríguez si trova a oltre 2.000 metri di altitudine, una condizione che contribuisce a rendere particolare il lavoro sul circuito. La sessione è stata inoltre neutralizzata brevemente con Virtual Safety Car dopo che Jak Crawford ha fermato l’Aston Martin alla curva 1: il pilota aveva completato 15 giri e, secondo il resoconto FIA, la squadra ha poi indicato un possibile problema al sistema di recupero dell’energia.

Le FP1 hanno dunque consegnato due indicazioni diverse: Leclerc è stato il più rapido sul giro secco, mentre Minì e Fornaroli hanno completato una sessione utile per i rispettivi team e per la loro esperienza. Le prove successive offriranno un confronto più rappresentativo con i piloti titolari, ma saranno qualifiche e gara a stabilire il valore sportivo del fine settimana.

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