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Formula 1

Wolff su Antonelli: nove anni di lavoro, ma il titolo è ancora aperto

Dopo la vittoria di Austin, Toto Wolff ricostruisce il percorso di Kimi Antonelli, seguito da Mercedes fin dagli 11 anni, e parla di oltre 10 milioni spesi per il suo sviluppo. Il pilota guida il Mondiale con 123 punti su George Russell, ma il titolo non è ancora assegnato.

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Illustrazione editoriale di Kimi Antonelli in primo piano accanto a Toto Wolff, con un box automobilistico appena accennato sullo sfondo.
Dopo il successo di Austin, Wolff attribuisce la crescita di Antonelli a un percorso pluriennale di lavoro condiviso. (© Diario del Web / AI)

La vittoria di Kimi Antonelli ad Austin ha portato a 123 punti il suo vantaggio su George Russell, ma non ha ancora assegnato il Mondiale. Dopo il Gran Premio degli Stati Uniti del 25 ottobre 2026, Toto Wolff ha ricondotto il risultato a un percorso iniziato quando il pilota aveva 11 anni: nove anni di sviluppo, lavoro con gli ingegneri e sostegno della famiglia. Il team principal ha anche parlato di oltre 10 milioni spesi per la sua crescita, senza specificare la valuta o una ripartizione delle spese.

La vittoria texana dà concretezza a quel percorso, ma non basta da sola a misurarne ogni componente. Antonelli ha conquistato la pole e ha vinto davanti a Charles Leclerc e Max Verstappen, con 13,078 secondi di margine sul ferrarista. Wolff l’ha definita la migliore gara disputata finora dal pilota: un giudizio del dirigente, che guida la squadra responsabile della sua formazione e lo ha lanciato in Formula 1.

Che cosa intende Wolff per nove anni di lavoro

Nell’intervista ripresa da Formula 1, Wolff ha descritto lo sviluppo di Antonelli come un lavoro che ha coinvolto il programma junior Mercedes, gli ingegneri, l’ambiente del pilota e la famiglia. Ha ricordato che il team lo individuò a 11 anni e ha insistito sul fatto che il risultato non sia arrivato all’improvviso. «Il lavoro di nove anni», ha detto, opponendo la crescita graduale all’idea che il talento, da solo, spieghi il salto di rendimento.

La cifra economica va letta nel perimetro di questa dichiarazione. Wolff ha parlato di «10 o più milioni» spesi per lo sviluppo della carriera, delle capacità e del carattere di Antonelli. Non ha precisato valuta, periodo contabile o voci di costo: non è quindi possibile trattarla come un dato di bilancio verificato o come il prezzo di una singola attività. La stima, peraltro, non consente di isolare quanto abbiano pesato l’investimento, il talento del pilota, il lavoro tecnico o la competitività della Mercedes.

Wolff ha anche ridimensionato il proprio ruolo personale, definendo la crescita un risultato collettivo e attribuendo merito alla squadra junior che lo ha scoperto. Nello stesso racconto ha ricordato le critiche ricevute da Antonelli nella stagione precedente, dopo nove gare senza punti. È la ricostruzione del team principal, che conosce il percorso dall’interno ma rappresenta anche la squadra che ha scelto di sostenerlo.

Austin, una vittoria costruita dopo un venerdì difficile

Il successo non è maturato senza difficoltà. Secondo il resoconto di Formula 1, Mercedes aveva faticato a trovare la finestra di funzionamento della W17 con il pacchetto di aggiornamenti. Antonelli e i suoi ingegneri hanno sistemato la vettura entro le qualifiche; dalla pole, il pilota ha poi controllato la corsa. Wolff ha indicato la gestione della partenza e del ritmo come elementi decisivi per il suo giudizio.

Il team principal ha collegato la stagione anche alle nuove regole tecniche del 2026: a suo avviso, una vettura nuova per tutti ha ridotto il vantaggio di chi aveva già esperienza con le monoposto precedenti. È una sua interpretazione del contesto, non una prova che i regolamenti abbiano favorito Antonelli in modo esclusivo. Il risultato di Austin, invece, è registrato nella classifica ufficiale del Gran Premio.

Il confronto con Monza aiuta a distinguere due prestazioni diverse. In Italia Antonelli era risalito fino alla vittoria partendo dalle retrovie; in Texas ha trasformato la pole in un successo controllato. Interpellato sulla gara migliore, Wolff ha scelto Austin, pur riconoscendo il valore della prova di Monza. Anche la strategia ha contribuito a caratterizzare la corsa texana: Antonelli ha vinto con una sosta, mentre Ferrari ha puntato su due. Il confronto tra le scelte di gomme e le strategie ad Austin chiarisce perché Leclerc sia riuscito a rimontare fino al secondo posto senza raggiungere la Mercedes.

Il vantaggio in classifica non equivale al titolo

Dopo Austin Antonelli è primo con 365 punti. Russell è secondo a quota 242; Lewis Hamilton è terzo con 241, Max Verstappen quarto con 236 e Leclerc quinto con 233. Il margine sul compagno di squadra è quindi di 123 punti, ma la lotta resta aperta: la classifica piloti aggiornata mostra anche quanto siano ravvicinati gli inseguitori tra loro.

Pilota Punti dopo Austin Distacco da Antonelli
Kimi Antonelli 365 —
George Russell 242 123
Lewis Hamilton 241 124
Max Verstappen 236 129
Charles Leclerc 233 132

Il calendario prevede cinque Gran Premi dopo Austin. Il prossimo è quello di Città del Messico, in programma dal 30 ottobre al 1° novembre, come indica il programma ufficiale del Gran Premio del Messico. Antonelli può avvicinarsi alla conquista del titolo, ma l’esito dipenderà anche dai risultati degli avversari e dai punti ancora disponibili: il margine attuale, da solo, non basta a dichiararlo campione.

Per Mercedes Austin vale dunque su due piani: porta punti importanti e offre un nuovo riscontro sul percorso di crescita che Wolff attribuisce al lavoro di squadra. La prossima verifica è in Messico. Solo dopo il Gran Premio, con i risultati e la classifica aggiornati, sarà possibile stabilire se la corsa al titolo si sarà chiusa o resterà aperta.

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