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Nord Stream, l’UE conferma l’uscita dal gas russo entro il 2027
La Commissione ricorda che il regolamento europeo sul gas russo non dipende dalla fine della guerra. Il calendario distingue tra GNL, da eliminare entro il 2026, e gas via tubo, entro il 30 novembre 2027; i contatti Usa-Russia su Nord Stream non sono un accordo.
La fine della guerra in Ucraina non cancellerebbe il calendario europeo per l’uscita dal gas russo: la Commissione Ue lo ha ribadito il 28 ottobre 2026, dopo una domanda sul possibile futuro di Nord Stream. La legge prevede scadenze diverse per il gas naturale liquefatto (GNL) e per quello trasportato via tubo. La portavoce per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha precisato che la Commissione non decide se il gasdotto sarà funzionante: la norma regola le importazioni, non lo stato tecnico dell’infrastruttura.
Il chiarimento arriva mentre circolano notizie di contatti tra esponenti statunitensi e russi sull’ipotesi di coinvolgere un investitore americano nei gasdotti. Ma i colloqui riferiti da Reuters non equivalgono a un’intesa di riapertura, né modificano il regolamento europeo. Nel briefing ufficiale della Commissione, Itkonen ha detto che l’uscita dal gas russo è prevista dalla legislazione REPowerEU e non dipende dagli sviluppi geopolitici.
Il calendario europeo ha due scadenze
Il regolamento (UE) 2026/261, entrato in vigore il 3 febbraio 2026, stabilisce la fine graduale e permanente delle importazioni di gas naturale russo. Non indica però un’unica data per ogni fornitura: la Commissione distingue tra GNL e gas via gasdotto.
| Tipo di gas russo | Scadenza dell’uscita prevista |
|---|---|
| Gas naturale liquefatto (GNL) | Entro la fine del 2026 |
| Gas trasportato via tubo | Entro il 30 novembre 2027 |
Le date sono indicate dalla scheda della Commissione sull’attuazione di REPowerEU. Il divieto è graduale: la sua applicazione tiene conto delle fasi previste per le diverse importazioni e dei contratti interessati. Perciò la formula «entro il 2027» riassume il calendario, ma non significa che GNL e gas via tubo abbiano la stessa scadenza.
Il regolamento non è una decisione sulla funzionalità di Nord Stream e non autorizza, da solo, eventuali flussi futuri. Anche se si discutesse di riparare o cambiare la proprietà dell’infrastruttura, resterebbero da affrontare le regole sulle importazioni. La Commissione, nel briefing, ha ribadito che la legislazione impedisce di riprendere le importazioni di gas russo.
Che cosa sappiamo dei contatti tra Stati Uniti e Russia
L’8 ottobre Reuters ha riferito, citando cinque persone informate, che funzionari russi e statunitensi avevano discusso di coinvolgere un investitore americano nelle infrastrutture Nord Stream. La ricostruzione menziona tra i partecipanti Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, e l’inviato statunitense Jared Kushner.
Il resoconto non descrive un accordo raggiunto. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a Reuters che non c’erano state discussioni recenti su Nord Stream; un altro ha giudicato improbabile un’intesa nel medio periodo, viste le difficoltà. La stessa agenzia ha riferito che le condotte sono soggette a sanzioni statunitensi ed europee e che, secondo una portavoce del ministero tedesco dell’Economia e dell’Energia, una riapertura richiederebbe l’approvazione del governo tedesco, che non la desidera. Sono dichiarazioni e valutazioni riportate dall’agenzia, non una decisione annunciata dalla Commissione il 28 ottobre. La ricostruzione di Reuters sui colloqui e sugli ostacoli si basa in parte su fonti anonime.
Un gasdotto fermo e danneggiato
Il dibattito riguarda infrastrutture che non sono oggi una via operativa di fornitura. Le esplosioni del settembre 2022 danneggiarono Nord Stream 1 e Nord Stream 2: il primo aveva trasportato gas russo verso la Germania, mentre il secondo non era mai entrato in servizio. L’Associated Press ha ricordato questi elementi nel resoconto sul processo in corso in Germania per le esplosioni; l’imputato è accusato, ma le accuse non equivalgono a una condanna. Il quadro sul danneggiamento dei gasdotti e sul procedimento tedesco aiuta a distinguere l’ipotesi di un futuro riavvio dalla situazione attuale.
Prima dell’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022, la Germania acquistava dalla Russia oltre metà del gas attraverso i due Nord Stream, secondo Reuters. La dipendenza europea si è ridotta: la Commissione indica che la quota del gas russo sul totale delle importazioni Ue è scesa dal 45% del 2021 al 12% del 2025. Nel 2025, tuttavia, l’Unione ha ancora importato 36 miliardi di metri cubi di gas russo.
Che cosa cambia per Italia ed Europa
Il briefing non ha annunciato modifiche immediate alle forniture o ai prezzi in Italia. La conseguenza concreta del richiamo di Bruxelles è normativa: il percorso di uscita resta in vigore anche nell’eventualità di una fine della guerra, salvo un cambiamento delle regole europee. La scadenza più vicina riguarda il GNL, entro la fine del 2026; per il gas via tubo il termine indicato è il 30 novembre 2027.
Il possibile futuro di Nord Stream è una questione distinta e ancora aperta sul piano politico, tecnico e delle autorizzazioni. Il prossimo passaggio verificabile non è una riapertura annunciata, ma l’applicazione delle scadenze del regolamento e l’eventuale presentazione di decisioni formali da parte degli attori coinvolti. I contatti descritti da Reuters, da soli, non cambiano né il calendario europeo né lo stato dei gasdotti.
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