Economia
Fitch conferma la Francia ad A+, ma porta l’outlook a negativo
Fitch lascia invariato il rating sovrano francese, ma segnala rischi maggiori per debito e conti pubblici. Stima che il debito salga al 124% del Pil nel 2028; il progetto di bilancio 2027 punta a un deficit del 5%.
Il 30 ottobre Fitch ha confermato alla Francia il rating sovrano A+, ma ha abbassato l’outlook da stabile a negativo. Non è un declassamento: il giudizio sul merito di credito resta invariato, mentre aumenta il rischio di una futura revisione al ribasso. Nel comunicato originale, l’agenzia motiva la scelta con crescita più debole, costi di finanziamento più alti, deficit più ampio e difficoltà politiche nel rendere duraturo il risanamento dei conti.
La valutazione mette sotto pressione il percorso di bilancio del governo francese: il progetto per il 2027 mira a ridurre il deficit al 5% del Pil, mentre Fitch ne prevede uno al 5,5%. Per l’agenzia, il debito pubblico continuerebbe a salire anche negli anni successivi, fino a circa il 124% del Pil nel 2028.
Che cosa cambia con un outlook negativo
Il rating e l’outlook descrivono due aspetti distinti: il primo è la valutazione attuale della capacità di rimborsare il debito; il secondo indica la direzione dei rischi che l’agenzia vede nel medio periodo. Fitch ha mantenuto il voto A+, ma considera meno sicuro che la Francia riesca a stabilizzare il debito. Un outlook negativo non fa scattare automaticamente un taglio: segnala che una futura azione negativa è diventata più plausibile.
Fitch prevede una nuova revisione del rating entro la fine di febbraio 2027 al più tardi. Tra i fattori che potrebbero favorire il ritorno a un outlook stabile cita un consolidamento dei conti più rapido di quello previsto; al contrario, un debito che continui a crescere o prospettive di crescita ulteriormente più deboli potrebbero contribuire a un declassamento.
Debito, interessi e margini per il bilancio
Secondo le stime Fitch, il debito pubblico salirebbe dal 115,7% del Pil nel 2025 a circa il 124% nel 2028. La previsione per il 2028 è più alta di quella formulata ad agosto, pari al 122,7%. L’agenzia calcola inoltre che per stabilizzare il rapporto debito/Pil servirebbe un aggiustamento cumulato dei conti di circa il 3,5% del Pil, contro il 3% stimato nella revisione precedente.
È aumentato anche il costo a cui il Tesoro francese si finanzia sul mercato: Fitch indica un rendimento dei titoli decennali al 4,9% a fine ottobre, rispetto al 4,1% al momento della revisione di agosto. Il rendimento è il costo di riferimento per le nuove emissioni, non il tasso applicato in un solo momento a tutto il debito già in circolazione. Il maggiore costo si trasmette gradualmente quando i titoli vengono rinnovati: Fitch prevede che la spesa per interessi raggiunga il 3,3% del Pil nel 2028, dal 2,5% del 2025.
Il rendimento francese a dieci anni ha inoltre superato il 5% per brevi periodi a ottobre. Nel comunicato, Fitch segnala che lo scarto rispetto ai titoli tedeschi comparabili si è ampliato temporaneamente fino a 174 punti base, prima di ridursi verso i 150. Lo spread misura la differenza tra i rendimenti richiesti dai mercati per prestare ai due Paesi: è un indicatore delle condizioni di finanziamento, non una misura diretta del deficit.
Il bilancio 2027: obiettivo del governo e stima Fitch
Il progetto di bilancio presentato dal governo il 1° ottobre fissa un obiettivo di deficit pubblico al 5% del Pil per il 2027 e indica misure di risanamento per 43 miliardi di euro. È un obiettivo contenuto in una proposta sottoposta all’esame parlamentare, non un risultato già conseguito. Il resoconto ufficiale del Consiglio dei ministri riporta anche la previsione governativa di un deficit al 5,4% nel 2026.
Fitch giudica probabile l’approvazione del bilancio, ma stima per il 2027 un disavanzo del 5,5% del Pil. La differenza rispetto al target governativo riflette, secondo l’agenzia, una crescita più debole e il rischio che l’esame parlamentare porti a concessioni. Fitch considera inoltre incerta la capacità di mantenere il consolidamento dopo le elezioni presidenziali e legislative del 2027, in un quadro politico frammentato.
Una crescita trimestrale in calo, ma non basta a parlare di recessione
La prima stima dell’Insee registra nel terzo trimestre 2026 una contrazione del Pil in volume dello 0,1% sul trimestre precedente, dopo la stabilità del secondo trimestre. Il risultato è stato frenato soprattutto dal calo degli investimenti, pari allo 0,6%, e dalla flessione delle esportazioni, scese dell’1,7%. I consumi delle famiglie sono invece cresciuti dello 0,4%. Il dato è trimestrale e, da solo, non dimostra che l’economia sia in recessione. L’Insee precisa che si tratta di una prima stima.
Fitch ha ridotto le proprie previsioni di crescita reale allo 0,5% per il 2026 e allo 0,9% per il 2027. Una crescita più lenta rende più difficile ridurre il deficit e stabilizzare il rapporto tra debito e Pil: è uno dei canali attraverso cui il quadro economico pesa sulla valutazione del credito.
Il confronto con le altre agenzie
La Francia ha outlook negativo anche per Moody’s e DBRS, mentre S&P e Scope indicano una prospettiva stabile. I giudizi riportati dall’Agence France Trésor mostrano valutazioni diverse tra le agenzie, che utilizzano scale e metodologie proprie.
| Agenzia | Rating | Outlook | Ultima valutazione indicata |
|---|---|---|---|
| Fitch | A+ | Negativo | 30 ottobre 2026 |
| Moody’s | Aa3 | Negativo | 23 ottobre 2026 |
| DBRS | AA | Negativo | 18 settembre 2026 |
| S&P | A+ | Stabile | 29 maggio 2026 |
| Scope | A+ | Stabile | 18 settembre 2026 |
Il prossimo passaggio da seguire è l’esame parlamentare del progetto di bilancio 2027: da lì dipenderà se l’obiettivo di deficit del 5% sarà tradotto in misure approvate. Fitch valuterà nuovamente la Francia entro la fine di febbraio 2027 al più tardi, considerando anche l’evoluzione del debito e della crescita.
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