Economia
IDOS: sono 673 mila le imprese di persone nate all’estero in Italia
Il Dossier IDOS conta 673.103 imprese condotte da persone nate all’estero nel 2025 e stima per il 2024 entrate pubbliche superiori alle uscite di 4,8 miliardi. Il rapporto segnala anche divari nella qualità del lavoro.
Nel 2025 le imprese condotte da persone nate all’estero sono state 673.103, pari all’11,5% di quelle registrate in Italia, secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2026 di IDOS. Il rapporto stima inoltre per il 2024 un saldo di entrate e uscite pubbliche associato all’immigrazione pari a +4,8 miliardi di euro: 40,7 miliardi di entrate e 35,9 miliardi di spesa. Sono indicatori distinti, calcolati su periodi e classificazioni diverse: non descrivono da soli l’intero contributo economico dell’immigrazione.
La scheda di sintesi del Dossier IDOS, presentato il 27 ottobre 2026, riunisce questi dati con quelli sull’occupazione. Il quadro combina un peso rilevante delle imprese e della forza lavoro di origine migratoria con divari nella disoccupazione, nella qualifica e nella stabilità degli impieghi.
- Imprese: 673.103 attività condotte da persone nate all’estero, secondo IDOS, nel 2025.
- Finanza pubblica: saldo stimato positivo per 4,8 miliardi nel 2024.
- Lavoro: tasso di occupazione straniero lievemente più alto di quello italiano, ma disoccupazione più elevata e maggiori difficoltà di accesso a lavori qualificati.
Come si compone il saldo fiscale stimato da IDOS
Per il 2024 IDOS stima entrate medie di 7.700 euro per ogni cittadino straniero e uscite medie di 6.800 euro: il saldo medio risulta quindi positivo per 900 euro. Per gli italiani, la scheda riporta rispettivamente 10.300 euro di entrate e 11.700 di spesa media, con saldo negativo di 1.400 euro. Sono medie elaborate dal rapporto, non il conto individuale di quanto ciascuna persona versa o riceve.
La scheda attribuisce il saldo complessivo di 4,8 miliardi alla differenza tra 40,7 miliardi di entrate e 35,9 miliardi di uscite. Nel prospetto IDOS le entrate sono composte soprattutto da contributi previdenziali, Irpef e Iva; tra le uscite figurano previdenza e sicurezza sociale, istruzione e sanità.
| Voce nel prospetto IDOS, 2024 | Importo stimato |
|---|---|
| Contributi previdenziali | 19,4 miliardi di euro |
| Irpef | 12,3 miliardi di euro |
| Iva | 7,0 miliardi di euro |
| Altre imposte, fondi Ue, permessi e cittadinanza | 2,0 miliardi di euro complessivi |
| Previdenza e sicurezza sociale | 14,5 miliardi di euro |
| Istruzione | 8,4 miliardi di euro |
| Sanità | 5,9 miliardi di euro |
| Giustizia e sicurezza, accoglienza, servizi locali e casa | 7,1 miliardi di euro complessivi |
| Totale entrate / uscite | 40,7 / 35,9 miliardi di euro |
La scheda indica come basi di elaborazione Eu-Silc, Euromod e aggregati Cofog. Il saldo è dunque una stima di IDOS costruita attribuendo entrate e spese a una popolazione, non una voce autonoma del bilancio pubblico. La scheda sintetica non espone nel dettaglio tutte le scelte metodologiche e il perimetro di ciascuna componente: il dato va letto come risultato del modello e non come misura completa di ogni effetto economico dell’immigrazione o come previsione per gli anni successivi.
Imprese: attenzione alle classificazioni e agli anni di confronto
Il conteggio IDOS riguarda imprese condotte da persone nate all’estero. Non coincide con una classificazione basata sulla cittadinanza o sulla proprietà prevalente dell’azienda. Per esempio, Unioncamere ha rilevato 677.188 imprese guidate da cittadini stranieri al 30 giugno 2026, pari al 12% del totale: un dato riferito a un’altra data e a una definizione che non va sovrapposta automaticamente a quella usata da IDOS.
Il confronto aiuta a collocare la dimensione del fenomeno, ma non consente da solo di calcolare una crescita precisa tra i due valori. Anche le serie precedenti richiedono cautela: Unioncamere-InfoCamere indicava circa 670 mila imprese a guida straniera a fine 2024, senza che quel dato possa essere trattato come perfettamente omogeneo al conteggio IDOS per nascita all’estero.
Occupazione in crescita, ma con divari di genere e qualità
Nel 2025 gli occupati con cittadinanza straniera sono stati 2,587 milioni, il 10,7% del totale e il 2,9% in più sul 2024, secondo IDOS. Il tasso di occupazione indicato dal rapporto è stato del 62,9%, contro il 62,5% degli italiani; quello di disoccupazione è però rimasto più alto, al 9,1% contro il 5,8%. Anche i dati Istat sul 2025 rilevano una crescita del tasso di occupazione più marcata tra gli stranieri e una diminuzione più forte della loro disoccupazione rispetto agli italiani.
| Indicatore nel 2025 | Cittadini stranieri | Italiani |
|---|---|---|
| Tasso di occupazione | 62,9% | 62,5% |
| Tasso di disoccupazione | 9,1% | 5,8% |
| Occupati in professioni non qualificate | 29,9% | 8,0% |
| Occupati in professioni qualificate | 9,1% | 39,6% |
| Occupati laureati sovraistruiti rispetto al lavoro svolto | 54,8% | 19,2% |
| Occupati con lavoro non standard | 27,0% | 15,8% |
Il dato sull’occupazione complessiva non descrive da solo stabilità e qualità del posto. IDOS definisce non standard il lavoro a termine — compresi i collaboratori — e/o il part-time involontario. La sovraistruzione, invece, indica che il titolo di studio è superiore a quello richiesto dal lavoro svolto. Sono due segnali distinti del disallineamento tra competenze e impieghi disponibili.
Il divario emerge anche guardando al genere: il tasso di occupazione degli uomini stranieri è del 77%, contro il 70,5% degli italiani; tra le donne straniere scende al 49,1%, rispetto al 54,3% delle italiane. La distribuzione settoriale è concentrata: gli stranieri costituiscono il 21,5% degli occupati in agricoltura, il 19,2% in alberghi e ristorazione e il 17,9% nelle costruzioni. Tra gli uomini stranieri il 42,3% lavora nell’industria e nelle costruzioni; tra le donne, il 28% è impiegato nei servizi alle famiglie.
Domanda di manodopera e disoccupazione possono coesistere
La presenza contemporanea di persone in cerca di lavoro e di imprese che faticano a trovare personale non è necessariamente una contraddizione. IDOS indica tra gli ostacoli all’incontro tra domanda e offerta le competenze, la distribuzione territoriale e le condizioni d’impiego, senza quantificare nella scheda il peso di ciascun fattore. Il quadro occupazionale aggiunge un elemento concreto: molti lavoratori stranieri sono concentrati in pochi comparti e in mansioni non qualificate, mentre una quota elevata di laureati svolge lavori sotto il proprio livello di istruzione.
Il rapporto propone di sostenere l’occupazione di chi è già presente e di regolare i nuovi ingressi in relazione ai fabbisogni effettivi, con procedure e condizioni rispettose dei diritti. Si tratta di indicazioni di IDOS, non di misure già adottate né della garanzia che nuovi ingressi risolvano automaticamente le carenze di personale. I prossimi passaggi concreti dipendono dalle scelte pubbliche su accesso al lavoro, riconoscimento delle competenze e condizioni d’impiego; per valutare l’effetto delle proposte serviranno dati successivi e confronti costruiti su definizioni omogenee.
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