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Lavoro

Disoccupazione al 6,3% a settembre: sale il tasso, cala quello giovanile

Eurostat registra per l’Italia un tasso di disoccupazione del 6,3%, contro il 6,2% di agosto e il 5,9% di un anno prima. Tra gli under 25 scende al 19,9%.

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Due giovani adulti in un’illustrazione editoriale sul mercato del lavoro italiano.
Un’illustrazione simbolica accompagna i dati di settembre: il tasso complessivo di disoccupazione sale al 6,3%, mentre quello giovanile scende al 19,9%. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

A settembre 2026 il tasso di disoccupazione italiano è al 6,3%, rispetto al 6,2% di agosto e al 5,9% di settembre 2025. Il dato armonizzato pubblicato da Eurostat il 30 ottobre mostra però una dinamica diversa per gli under 25: la disoccupazione giovanile è scesa al 19,9%, dal 20,3% del mese precedente.

La fotografia non significa che un giovane su cinque in Italia sia senza lavoro: il tasso giovanile si calcola sulla forza lavoro della fascia d’età, cioè su chi lavora o cerca lavoro, non su tutti i giovani. Nella rilevazione Istat di settembre, i disoccupati tra i 15 e i 24 anni rappresentano il 4,3% della popolazione di quella fascia, mentre il tasso di inattività è al 78,4%.

Il rialzo mensile è minimo nei valori non arrotondati

Il confronto tra le cifre pubblicate da Eurostat e Istat può sembrare discordante: l’Istat indica un tasso complessivo del 6,3% sia ad agosto sia a settembre, mentre la serie Eurostat passa dal 6,2% al 6,3%. La nota metodologica Istat chiarisce che i valori non arrotondati sono rispettivamente 6,242% e 6,261%: l’aumento effettivo è di 0,019 punti percentuali, ma entrambi i dati risultano 6,3% se arrotondati a una cifra decimale. La differenza è quindi nel modo in cui si presenta il confronto, non in una diversa direzione del dato.

La rilevazione nazionale, pubblicata dall’Istat il 29 ottobre, aggiunge che a settembre gli occupati sono rimasti sostanzialmente stabili sul mese, a quota 24 milioni e 328 mila, con un tasso di occupazione del 63,0%. Le persone in cerca di lavoro sono cresciute dello 0,3%, pari a 4 mila unità. Su base annua gli occupati sono aumentati di 198 mila, mentre le persone in cerca di lavoro sono cresciute di 117 mila.

Chi rientra nella definizione di disoccupato

Per la definizione internazionale adottata da Eurostat, è disoccupata una persona senza lavoro che lo ha cercato attivamente nelle ultime quattro settimane ed è disponibile a iniziare entro due settimane. Chi non lavora ma non cerca attivamente, oppure non è disponibile a breve, rientra invece tra gli inattivi e non entra nel tasso di disoccupazione. Per leggere il mercato del lavoro, quindi, il dato va considerato insieme a occupazione e inattività, non isolatamente.

Tra i giovani, il calo mensile del tasso al 19,9% convive con un valore superiore al 18,6% di settembre 2025. È un miglioramento rispetto ad agosto, ma non cancella il confronto annuo né dice, da solo, quanti giovani abbiano trovato un impiego stabile: il tasso misura la quota di disoccupati nella forza lavoro giovanile, non la qualità o la durata dei contratti.

I dati Eurostat sono destagionalizzati e comparabili tra Paesi; la comunicazione Istat fornisce il dettaglio della rilevazione nazionale e dei suoi indicatori. Il prossimo aggiornamento mensile di entrambe le istituzioni è previsto per il 2 dicembre 2026.

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