Seguici su

Europa

Serbia, la lista sostenuta dagli studenti vince: i primi dati RIK confermano il vantaggio

Dopo la concessione di Aleksandar Vučić, i dati preliminari diffusi dalla commissione elettorale attribuiscono alla Student List il 52,65% dei voti scrutinati. CRTA le stima 138 seggi, ma il conteggio e la ripartizione dei mandati non sono ancora definitivi: la nuova maggioranza dovrà poi formare un governo.

Avatar

Pubblicato

il

Illustrazione di un’urna elettorale trasparente con alcune schede al suo interno.
I primi risultati diffusi dalla RIK confermano il vantaggio della Student List; il conteggio complessivo resta da completare. (© Diario del Web / AI)

La lista sostenuta dal movimento studentesco serbo ha sconfitto quella guidata da Aleksandar Vučić, che domenica sera ha riconosciuto la sconfitta. Il dato non è più soltanto una proiezione indipendente: il 26 ottobre la Commissione elettorale serba (RIK) ha diffuso risultati preliminari basati sui dati di 8.135 seggi, attribuendo alla Student List il 52,65% dei voti e alla lista di Vučić il 39,22%. Non si tratta ancora del rapporto complessivo definitivo. CRTA, l’osservatore indipendente, stima per la lista vincente 138 seggi su 250, con un margine di due in più o in meno.

In sintesi: il vantaggio elettorale è confermato dai dati RIK finora pubblicati e Vučić ha ammesso la sconfitta; restano da completare l’accertamento ufficiale e l’assegnazione dei seggi. Dopo la proclamazione dei risultati, il nuovo Parlamento dovrà insediarsi e sostenere un governo. La vittoria apre quindi una transizione politica, ma non chiarisce ancora chi guiderà l’esecutivo né quale linea seguirà su Unione europea, Russia e Kosovo.

Che cosa dicono i dati: tre misure da non confondere

La notte del voto si sono sovrapposti tre livelli diversi: la concessione politica di Vučić, le stime campionarie di CRTA e i dati preliminari della commissione. La RIK ha reso pubblici i dati di 8.135 seggi: 2.246.423 voti, pari al 52,65%, per la Student List; 1.673.241, pari al 39,22%, per la lista «Aleksandar Vučić – United Serbia». L’affluenza indicata in questo aggiornamento è del 68,78%, con 4.211.957 votanti. La comunicazione non equivale alla proclamazione del risultato complessivo definitivo.

Momento Dato o dichiarazione Che cosa stabilisce
25 ottobre, ore 20 Chiusura prevista dei seggi, ora locale. Avvio dello scrutinio; in alcuni seggi il voto poteva proseguire se c’erano elettori in attesa o si erano verificate interruzioni.
25 ottobre, circa 21:30 Vučić riconosce la sconfitta e prevede 130-140 seggi per la lista avversaria. Concessione politica sulla base di stime, non risultato certificato.
26 ottobre CRTA stima il 52,45% e 138 seggi per la Student List; alla lista di Vučić attribuisce il 39,2% e 103 seggi. Proiezione campionaria: CRTA segnala un margine di due seggi per le due liste principali.
26 ottobre La RIK pubblica risultati preliminari basati su 8.135 seggi: 52,65% alla Student List e 39,22% a United Serbia. Dato della commissione sui seggi processati; il rapporto complessivo e la distribuzione definitiva dei mandati restano da completare.

Le percentuali RIK e CRTA sono vicine, ma hanno basi diverse: le prime derivano dai seggi processati dalla commissione; le seconde da un campione di osservazione. CRTA esclude dal proprio campione i seggi all’estero, quelli aperti per gli elettori provenienti dal Kosovo e le carceri. Per questo la sua stima dei 138 seggi non va presentata come assegnazione ufficiale. L’osservatore prevede che il dato delle due liste principali possa variare di due mandati in più o in meno.

La sera del voto Vučić aveva parlato di una forchetta fra 130 e 140 seggi per gli avversari; la stima di CRTA rientra in quella fascia. La sua ammissione — «È chiaro che abbiamo perso le elezioni», secondo N1 — ha reso riconoscibile la sconfitta sul piano politico, ma non ha sostituito le procedure della RIK. Anche il conteggio diffuso dalla commissione rimane provvisorio finché non sarà completato l’iter previsto.

Una vittoria nata dalle proteste, con una prova di governo davanti

La lista elettorale è l’esito politico di un movimento di protesta, non un’assemblea composta soltanto da studenti. La candidatura comprendeva anche docenti universitari, professionisti e altre figure pubbliche. Il movimento è nato dalle proteste seguite al crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, il 1° novembre 2024, che provocò 16 morti. La tragedia alimentò accuse di corruzione e richieste di responsabilità; queste accuse restano contestazioni politiche e non vanno confuse con accertamenti giudiziari.

Secondo Reuters, il movimento ha condotto per circa due anni proteste contro il governo e ha trasformato la mobilitazione in una lista elettorale. Il risultato rappresenta una rottura con il predominio politico di Vučić e del suo partito, ma il passaggio dalla protesta alla gestione dello Stato pone questioni diverse: chi sarà il primo ministro, quali persone occuperanno gli incarichi chiave e come verranno tradotte in provvedimenti le promesse di contrasto alla corruzione e di riforma dell’istruzione.

Il calendario istituzionale impone passaggi successivi. La normativa prevede che la nuova assemblea si riunisca entro 30 giorni dalla pubblicazione dei risultati definitivi; una volta costituito il Parlamento, il termine per formare il governo è di 90 giorni. Il rapporto elettorale, la composizione ufficiale dei gruppi e la scelta del premier sono dunque i prossimi riscontri concreti. Una maggioranza prevista dalle proiezioni non equivale ancora a un esecutivo insediato.

Le irregolarità segnalate e il significato del voto

Gli osservatori internazionali coordinati dall’OSCE hanno descritto una partecipazione elevata e una competizione intensa, ma in un contesto polarizzato e con condizioni di campagna non paritarie. Tra le criticità hanno indicato l’uso di risorse pubbliche a vantaggio del partito al governo, pressioni e intimidazioni riferite dagli elettori, squilibri nella copertura dei media e problemi di trasparenza durante la tabulazione. Hanno inoltre segnalato episodi di violenza contro personale elettorale, osservatori civici e giornalisti. La missione ha valutato positivamente la maggior parte delle procedure osservate ai seggi, pur rilevando carenze e problemi nella trasparenza del conteggio.

CRTA, nella propria osservazione, riferisce che le schede sono state fotografate in circa metà dei seggi monitorati, che la verifica dell’identità degli elettori non è stata uniforme nell’8% dei seggi e che lampade UV e spray di controllo non sono stati usati con regolarità nel 29%. L’organizzazione segnala anche criticità nel registro elettorale e denunce di elettori trasferiti senza consenso per votare fuori dalla Serbia. Sono rilievi su procedure osservate e segnalazioni ricevute: non dimostrano da soli che l’esito sia stato alterato. La RIK deve comunque completare il conteggio e trattare gli eventuali ricorsi secondo la procedura prevista.

Europa e Russia: la vittoria non è ancora una svolta di politica estera

La Serbia è candidata all’adesione all’Unione europea e i negoziati sono stati avviati nel 2014. Il cambio di maggioranza a Belgrado sarà seguito a Bruxelles, ma non produce automaticamente progressi nel percorso europeo: riforme, Stato di diritto e decisioni di politica estera resteranno temi centrali.

Il programma della Student List, analizzato dal Foreign Policy Forum, punta a progressi su giustizia e diritti fondamentali, ma non dichiara esplicitamente l’adesione all’UE come obiettivo. Sulle sanzioni alla Russia la piattaforma si oppone alle misure restrittive contro Mosca; al tempo stesso afferma il principio dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono posizioni programmatiche, non ancora decisioni di governo. La futura maggioranza dovrà inoltre misurarsi con il dossier Kosovo e con la necessità di tradurre in scelte coerenti i diversi orientamenti presenti nel movimento.

I prossimi passaggi da seguire sono la pubblicazione del rapporto elettorale definitivo, la distribuzione ufficiale dei mandati e la formazione della nuova assemblea. Solo dopo la scelta del premier e la presentazione del programma di governo sarà possibile misurare quanto il mandato ottenuto si tradurrà in riforme interne e in un cambiamento concreto nei rapporti con l’UE e con Mosca.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *