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Medio Oriente

Gaza, le piogge allagano 70mila tende: 1.500 richieste di soccorso

Il Media Office di Gaza stima 70mila tende allagate. La Protezione civile riferisce 1.500 richieste d’aiuto; l’Ocha documenta gravi carenze nelle scorte per l’inverno.

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Illustrazione di tende-rifugio circondate dall’acqua piovana stagnante.
L’allagamento di tende e rifugi nella Striscia di Gaza dopo le piogge. Illustrazione editoriale. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© DiariodelWeb.it / AI)

Le piogge del 7 novembre 2026 hanno allagato circa 70mila tende nella Striscia di Gaza, secondo il Media Office del governo locale. La Protezione civile riferisce di aver ricevuto circa 1.500 richieste di soccorso in dieci ore. Il dato sulle tende è una stima delle autorità di Gaza, riportata da Reuters e da Al Jazeera, non un conteggio verificato in modo indipendente. Le fonti consultate non chiariscono quante persone siano state raggiunte o evacuate.

Le squadre hanno segnalato acqua nei rifugi e danni agli effetti personali delle famiglie. Nel nord della Striscia, due persone sono rimaste ferite quando è crollato il muro di un edificio già danneggiato dai bombardamenti, secondo la notizia dell’agenzia palestinese Wafa. Il dato riguarda quel crollo: non costituisce un bilancio complessivo definitivo delle conseguenze del maltempo. Il Media Office ha inoltre stimato in circa 3 milioni di dollari le perdite iniziali, cifra attribuita alle autorità locali e non verificata indipendentemente.

Le scorte disponibili non coprono il fabbisogno invernale

L’allagamento arriva mentre le organizzazioni umanitarie si preparano alla stagione fredda con scorte molto inferiori ai bisogni stimati. Nel suo rapporto umanitario del 5 novembre, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) riporta le stime del Shelter Cluster, il gruppo di organizzazioni che coordina gli interventi per gli alloggi: al 1° novembre nella Striscia servivano circa 121mila tende, 561mila teloni, 57mila kit di emergenza per ripari e 1,7 milioni di materassi.

Le scorte disponibili nell’enclave erano molto più ridotte. La tabella riassume i dati riportati dall’Ocha: il fabbisogno e le disponibilità si riferiscono alla stessa rilevazione, ma non tutte le forniture già acquistate o in preparazione erano arrivate a Gaza.

Materiale Fabbisogno stimato Scorte disponibili a Gaza
Tende 121.000 2.800
Teloni 561.000 76.000
Kit per ripari d’emergenza 57.000 Nessuno
Materassi 1.700.000 4.993

Secondo il medesimo rapporto, le necessità complessive per la preparazione all’inverno erano stimate in 267,9 milioni di dollari, con un deficit di finanziamento di 186,5 milioni. L’Ocha avverte che carenza di fondi, tempi di approvvigionamento, restrizioni all’ingresso e ritardi nelle autorizzazioni potrebbero rinviare parte delle forniture alla seconda metà dell’inverno. Il rapporto segnala anche difficoltà nei sistemi per pompare acqua piovana e liquami, già messi sotto pressione in vista della stagione delle piogge.

Richieste di soccorso e capacità d’intervento

Il numero delle chiamate non indica quante famiglie abbiano ricevuto assistenza. Reuters riferisce che la Protezione civile ha ricevuto 1.500 richieste e che tre edifici vuoti sono crollati senza causare feriti; Wafa documenta invece due feriti nel crollo di un muro. Sono resoconti su episodi specifici: le fonti consultate non forniscono un bilancio complessivo definitivo di vittime, evacuazioni e danni.

In un’intervista ad Al Jazeera, il portavoce della Protezione civile Mahmoud Bassal ha detto che alcuni centri di accoglienza erano stati completamente allagati e che le persone ospitate erano state costrette a uscire. Il direttore della Protezione civile del governatorato di Gaza, Raed al-Dahshan, ha descritto la capacità di risposta come limitata: «La Protezione civile non ha un solo telone né una sola tenda».

Reuters riferisce che funzionari municipali e della Protezione civile hanno collegato le difficoltà a carenze di carburante e ai danni alle attrezzature. L’agenzia israeliana Cogat, che coordina gli aiuti, ha dichiarato di aver fatto entrare quattro camion per il pompaggio delle acque reflue nella settimana e altri otto nel mese precedente, secondo la stessa ricostruzione. Queste forniture non modificano il dato sulle scorte di ripari riportato dall’Ocha, ma sono un elemento distinto della risposta alle condizioni igienico-sanitarie.

Che cosa resta da accertare

Il dato sulle tende allagate descrive la portata dichiarata dell’emergenza, ma non permette di stabilire quante persone siano rimaste senza riparo né quante abbiano ricevuto assistenza. Anche la stima economica iniziale è attribuita al Media Office. I prossimi elementi da verificare sono il bilancio aggiornato dei danni e delle evacuazioni, gli interventi effettivamente completati e l’ingresso delle forniture necessarie per riparare o sostituire i rifugi prima delle prossime piogge.

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