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Medio Oriente

Israele, Herzog avvia le consultazioni il 4 novembre: Eisenkot può arrivare a 60 sostegni

Herzog riceverà i risultati ufficiali e ascolterà i partiti. Lista Unita e Ra’am potrebbero raccomandare Gadi Eisenkot, che secondo le stime può raccogliere 60 indicazioni: una meno della maggioranza assoluta della Knesset. Le raccomandazioni, però, non formano una coalizione.

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Illustrazione editoriale di Herzog in primo piano, con una bandiera israeliana sullo sfondo.
Herzog avvierà le consultazioni con i partiti dopo la consegna dei risultati ufficiali delle elezioni. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il presidente israeliano Isaac Herzog riceverà i risultati ufficiali delle elezioni e avvierà le consultazioni con i partiti mercoledì 4 novembre. In vista degli incontri, Lista Unita e Ra’am potrebbero raccomandare Gadi Eisenkot per l’incarico di formare il governo. Secondo le stime riportate dalla stampa israeliana, Eisenkot potrebbe raccogliere 60 indicazioni, mentre Benjamin Netanyahu ne avrebbe 46; le posizioni di Avigdor Liberman e di United Torah Judaism restano aperte. Herzog ha annunciato la data e l’avvio delle consultazioni durante una cerimonia in memoria di Chaim Weizmann, invitando i leader a cercare soluzioni per evitare un nuovo voto.

Il dato centrale è che 60 indicazioni non equivalgono a una maggioranza di governo: la Knesset ha 120 seggi e la maggioranza assoluta è di 61. Soprattutto, la raccomandazione al presidente riguarda chi dovrebbe ricevere l’incarico; non dimostra che esista già un accordo di coalizione o che i partiti sosterranno poi il governo in Parlamento.

Seggi provvisori e indicazioni al presidente non sono lo stesso conteggio

I dati diffusi dopo lo scrutinio attribuiscono, in via provvisoria, 53 seggi al blocco di Netanyahu, 48 al fronte che punta a sostituirlo e 19 complessivi a Lista Unita e Ra’am. Queste cifre descrivono la composizione parlamentare stimata; le indicazioni previste nelle consultazioni sono invece una dichiarazione politica dei gruppi su chi dovrebbe tentare di formare l’esecutivo.

Dato riportato Seggi o indicazioni Che cosa indica
Blocco di Netanyahu 53 seggi provvisori; 46 indicazioni attese Consistenza parlamentare stimata e sostegno previsto al mandato
Fronte contrario a Netanyahu 48 seggi provvisori Seggi attribuiti al fronte prima delle consultazioni
Lista Unita e Ra’am 19 seggi provvisori Seggi complessivi delle due liste arabe; la loro raccomandazione a Eisenkot è attesa, non formalizzata
Indicazioni attese per Eisenkot 60; fino a 67 se lo appoggiasse Liberman Stima riferita da Ynet, non una coalizione già concordata
Maggioranza assoluta della Knesset 61 seggi Soglia rispetto ai 120 componenti del Parlamento

La distinzione spiega perché non si possa sommare automaticamente 48 e 19 e concludere che Eisenkot disponga già di 67 voti per governare. Ynet stima che Eisenkot possa ricevere 60 indicazioni anche senza l’appoggio di Liberman; se il leader di Yisrael Beiteinu lo sostenesse, il totale potrebbe salire a 67. Netanyahu, secondo la stessa ricostruzione, sarebbe a quota 46, mentre United Torah Judaism non ha ancora chiarito la propria posizione. Sono proiezioni sulle raccomandazioni attese, non risultati ufficiali delle consultazioni.

Il sostegno dei partiti arabi può essere decisivo anche senza la loro partecipazione a un esecutivo. L’esperienza del 2021 offre un precedente concreto: Ra’am entrò nella coalizione Bennett-Lapid, la prima coalizione di governo israeliana con la partecipazione di un partito arabo. Ma quel precedente non dimostra che l’attuale scenario porterà allo stesso tipo di accordo: il sostegno esterno, l’astensione e la partecipazione alla coalizione sono formule diverse. L’Associated Press segnala che un governo di minoranza potrebbe, in teoria, cercare appoggio esterno o beneficiare di astensioni; la fattibilità dipende dagli accordi e dai voti effettivi.

Il ruolo di Herzog e le scadenze della formazione del governo

Herzog ascolterà i rappresentanti dei gruppi parlamentari e dovrà poi affidare l’incarico a un deputato che abbia accettato di provare a formare un esecutivo. Il presidente valuta chi abbia le maggiori possibilità: il numero delle raccomandazioni è importante nella prassi, ma non determina automaticamente la scelta né garantisce l’esito. La procedura illustrata dalla presidenza israeliana stabilisce che il primo incaricato ha 28 giorni, prorogabili dal presidente per un massimo complessivo di altri 14.

La tabella di marcia aggiunge due passaggi ravvicinati. La consegna dei risultati ufficiali e l’inizio delle consultazioni sono previsti per il 4 novembre; la nuova Knesset dovrebbe insediarsi il 10 novembre. In base alle scadenze indicate da Ynet e alla procedura ufficiale, il presidente dovrà assegnare l’incarico entro sette giorni dalla pubblicazione ufficiale dei risultati: se questa avverrà il 4 novembre, la scadenza è l’11 novembre. Le date successive dipenderanno da quando sarà conferito il mandato.

Se il primo tentativo fallisce, la procedura prevede ulteriori possibilità per altri deputati, con termini stabiliti dalla legge. Se nessuno riesce a formare un governo attraverso i passaggi previsti, si può arrivare allo scioglimento anticipato della Knesset e a nuove elezioni. Perciò il prossimo elemento da verificare non sarà soltanto chi riceverà più indicazioni, ma se queste si tradurranno in accordi sufficienti per ottenere la fiducia parlamentare. La spiegazione del sistema parlamentare israeliano e dei negoziati di coalizione offre il contesto per seguire la fase successiva.

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