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Medio Oriente

N12: contrasto tra Netanyahu e Zamir su una direttiva legata all’Iran

Secondo fonti anonime citate da N12, Zamir avrebbe chiesto un confronto e autorizzazioni formali prima di procedere. Netanyahu nega il contrasto; il contenuto della direttiva non è pubblico e non è confermato un ordine di attacco immediato.

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Un fascicolo militare chiuso davanti alla sagoma stilizzata di un edificio istituzionale
Illustrazione editoriale sulla controversia riferita da N12 alla vigilia delle elezioni israeliane. (© Diario del Web / AI)

A due giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre 2026, N12 ha riferito di un contrasto tra il premier Benjamin Netanyahu e il capo di stato maggiore Eyal Zamir su una direttiva politica legata a una possibile azione contro l’Iran. Secondo fonti anonime citate dall’emittente, Zamir avrebbe chiesto un esame approfondito e documenti firmati che attestassero l’autorizzazione politica e legale prima di procedere.

Il contenuto della direttiva non è stato reso pubblico. La ricostruzione di N12 non dimostra che sia stato impartito un ordine di attacco immediato né che Zamir abbia rifiutato di eseguire un ordine. L’emittente riferisce inoltre che alcuni ambienti militari temevano una rapida escalation con Teheran e un possibile uso politico della questione iraniana alla vigilia del voto: sono valutazioni attribuite a fonti non nominate, non fatti accertati.

La smentita di Netanyahu e le accuse dell’opposizione

In un’intervista a Channel 14, Netanyahu ha negato il contrasto e definito la notizia priva di fondamento. Durante la campagna elettorale ha anche sostenuto che l’Iran o gruppi suoi alleati potrebbero tentare di interferire con le elezioni, aggiungendo che l’esercito è pronto a difendere il Paese e a colpire. Non ha chiarito se queste dichiarazioni siano collegate alla direttiva riferita da N12.

Esponenti dell’opposizione, tra cui Gadi Eisenkot e Yair Golan, hanno accusato il premier di politicizzare la sicurezza e hanno espresso sostegno alla cautela attribuita a Zamir. Sono accuse formulate da avversari politici durante la campagna elettorale, non prove delle intenzioni di Netanyahu.

Che cosa resta da chiarire

Il Jerusalem Post e l’Associated Press hanno ripreso la ricostruzione di N12 e la smentita del premier. Queste riprese documentano la circolazione della notizia e le reazioni, ma non costituiscono conferme indipendenti del contenuto della direttiva.

Chiedere un confronto e autorizzazioni formali non equivale automaticamente a respingere un ordine; una possibile operazione, a sua volta, non significa che un attacco sia stato deciso. Senza dettagli pubblici sulla direttiva e riscontri indipendenti, non è possibile stabilirne l’obiettivo concreto né sapere se siano state avviate procedure operative. Dalle informazioni riportate non emerge una conseguenza immediata specifica per l’Italia.

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