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Mosca dichiara «indesiderata» la piattaforma di dialogo della PACE
La Procura russa ha deciso la designazione il 21 ottobre e il ministero della Giustizia ha inserito la piattaforma nel registro il 30. Per chi collabora con organizzazioni «indesiderate» in Russia sono previste sanzioni; la PACE, però, mantiene il suo forum di dialogo.
La Russia ha inserito nel registro delle organizzazioni «indesiderate» la piattaforma della PACE per il dialogo con le forze democratiche russe. La Procura generale ha preso la decisione il 21 ottobre 2026; il ministero della Giustizia l’ha aggiunta al registro il 30 ottobre, secondo la ricostruzione pubblicata da Kommersant e riportata anche da The Moscow Times. Le autorità russe non hanno commentato ufficialmente la decisione, riferisce quest’ultima testata.
La designazione restringe lo spazio legale per i rapporti con il forum sul territorio russo: la normativa prevede sanzioni amministrative e, per alcune condotte o in caso di reiterazione, responsabilità penale. Non scioglie però la piattaforma né ne cambia il mandato all’interno dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. La voce ufficiale del registro non è stata consultata direttamente: la data e l’inserimento sono attribuiti alle ricostruzioni giornalistiche disponibili.
Un forum consultivo, non una delegazione russa
La PACE ha istituito la piattaforma con la risoluzione 2621 del 1° ottobre 2025. Il suo scopo è mantenere un confronto tra parlamentari dell’Assemblea e rappresentanti delle forze democratiche russe, in gran parte in esilio. Non si tratta di una delegazione nazionale russa: i partecipanti non hanno un seggio che rappresenti Mosca né votano le risoluzioni dell’Assemblea.
La composizione è stata approvata dal Bureau della PACE il 26 gennaio 2026. Tra i partecipanti indicati dall’Assemblea figurano Vladimir Kara-Murza, Garry Kasparov, Mikhail Khodorkovsky e Nadya Tolokonnikova; la piattaforma comprende anche rappresentanti di popoli indigeni e minoranze nazionali. La nota della PACE sulla composizione descrive l’organismo come uno spazio per scambi tra le forze democratiche russe e i membri dell’Assemblea su questioni di interesse comune.
Il forum è stato creato dopo l’espulsione della Russia dal Consiglio d’Europa nel marzo 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina. La piattaforma offre dunque un canale istituzionale di dialogo con oppositori e attivisti russi, ma non ripristina la rappresentanza ufficiale del governo russo nelle istituzioni del Consiglio d’Europa.
Quali conseguenze prevede la legge russa
La classificazione come «indesiderata» è una misura delle autorità russe e produce effetti nell’ordinamento russo. L’articolo 20.33 del Codice delle contravvenzioni prevede multe per la partecipazione alle attività di un’organizzazione designata. Secondo il quadro normativo riassunto dall’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo, la reiterazione può portare a un procedimento penale: la pena massima indicata è di quattro anni di reclusione per la partecipazione, cinque per il finanziamento e sei per l’organizzazione delle attività. Le fattispecie e le pene dipendono dalla condotta contestata; non equivalgono a una condanna automatica per ogni contatto.
I dati raccolti dall’agenzia aiutano a inquadrare l’applicazione di queste norme, senza riguardare la nuova designazione della PACE. Nel 2024, secondo i dati di Mediazona riportati nel rapporto, i tribunali russi hanno emesso 178 multe amministrative per partecipazione alle attività di organizzazioni indesiderate. Tra la metà del 2024 e la metà del 2025, il rapporto cita inoltre almeno 152 procedimenti amministrativi e 25 procedimenti penali, con almeno 37 condanne. Sono conteggi riferiti a periodi e indicatori diversi, non una misura dell’impatto di questa specifica decisione.
Il rischio concreto riguarda soprattutto chi si trovi in Russia e svolga attività che possano essere considerate partecipazione, finanziamento o organizzazione. Le informazioni pubblicate finora non documentano procedimenti avviati contro persone specifiche in conseguenza della designazione della piattaforma. Non permettono quindi di stabilire chi sarà perseguito né con quali accuse.
Che cosa cambia per il dialogo europeo
La designazione aggiunge un ostacolo ai contatti, dalla Russia, con un organismo creato da un’istituzione europea. Non impedisce alla PACE di proseguire i lavori né cancella la piattaforma: la misura riguarda la sua attività secondo il diritto russo, mentre il mandato e le riunioni dell’organismo dipendono dall’Assemblea.
Il prossimo passaggio da osservare è l’eventuale applicazione delle norme a singoli partecipanti o collaboratori. Per ora, il dato documentato è la designazione dell’organismo; non risultano nelle fonti consultate nuove contestazioni individuali collegate a questa decisione.
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