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Come se la passa il mercato del Cbd?

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Indicatore di tendenza (© Depositphotos)

Non tutti sanno che uno dei mercati più interessanti da un punto di vista prettamente economico durante il corso degli ultimi anni è senza dubbio quello del cannabidiolo. Rappresentato da un vasto numero di prodotti (oli, tinture, prodotti commestibili, oli per utilizzi topici e tanto altro ancora), questo mercato durante il corso del 2021 era stato valutato come un qualcosa da oltre 15 miliardi di dollari, con una crescita prevista nel giro di otto anni del 18.2%.

Secondo le stime portate avanti da market research future, entro il 2030 il mercato avrebbe dovuto raggiungere cifre inusitate per il macro settore di riferimento, con ben 60 miliardi di dollari di valore complessivo. Tutto questo tenuto in considerazione anche il fattore di difficoltà in possibile aumento, complice la più frequente insorgenza di malattie croniche e di complicazioni legate al difficile processo di legalizzazione del CBD all’interno di molte delle regioni ricche del mondo, considerate gli elementi chiave da sbloccare per portare ad un’ampliamento del bacino di utenza.

Che si tratti quindi di olio da utilizzare con un buon vaporizzatore portatile o di un prodotto da sgranocchiare a fine pasto, il mondo del CBD è qui per rimanere; d’altronde come è possibile pensare di chiudere dentro un sacco e ignorare un prodotto in grado di ridurre ansia e stress, migliorando la qualità del sonno e riducendo dolori?

Vediamo più da vicino come se la passa il mercato del CBD in questo articolo specifico.

Cosa ne pensa la scienza?

Parte della crescita del mercato del CBD si deve senza dubbio al sempre maggiore numero di passi in avanti che vengono fatti dal punto di vista scientifico. Per quanto l’opinione pubblica confonda ancora oggi CBD e THC (due sostanze estremamente diverse come vedremo dopo), gli scienziati stanno scoprendo sempre di più sulle qualità del cannabidiolo come ingredienti per il benessere.

L’assenza di effetti psicoattivi nel CBD sta facendo confluire sempre più investimenti e risorse all’interno dei programmi governativi, modificando poi la percezione. I report sugli effetti positivi si sommano, andando pian piano a scardinare i decenni di terrorismo fatti dai vari governi che hanno ostracizzato la cannabis come la regina delle droghe, senza capire le potenzialità della cannabis light.

Al momento il problema principale del comparto scientifico resta infatti lo spettro che gravita intorno al principio attivo e a tutto ciò che è a esso collegato. La pianta di cannabis è malvista nonostante sia anche economicamente conveniente a più riprese e in un più settori: i pregiudizi sono davvero gli ultimi a morire.

Questione di pubblico

Nonostante sempre più suggerimenti arrivino in merito la comprovata efficacia del CBD nel trattamento di alcune problematiche, il pubblico ha ancora bisogno di tempo per metabolizzare tutti gli effetti positivi collegati a questo principio attivo.

Chi ne fa utilizzo, però, difficilmente torna indietro: secondo le ricerche fatte da GWI (global web index) su 4 mercati europei, appena meno della metà degli utilizzatori di CBD ammette di utilizzarlo ogni singolo giorno così da aumentare al massimo il suo benessere.

Chiaramente non è difficile capire perché i consumatori siano così entusiasti di questa sostanza, esattamente come non è difficile capire perché con la pandemia le percentuali di utilizzo si siano impennate insieme a tutte una serie di altre pratiche legate al benessere generico.

In parte la crescita del mercato si può indicare anche come elemento di un trend più grande che vede gli strumenti alternativi per il benessere in crescita costante dopo lo scetticismo generale che ha circondato la medicina dopo l’exploit dei vaccini.

Un buon portfolio cambia molte cose

Un elemento che si può impiegare per spiegare il successo niente male del CBD durante questi anni, e anche per capire un po’ meglio come faccia il mercato a crescere nella sopracitata maniera nonostante la difficoltà legali del caso.

Le compagnie che realizzano prodotti con il CBD hanno a disposizione una materia prima, la canapa, che è estremamente versatile! Con la canapa è possibile sintetizzare oli ma anche estrarre principi attivi in maniera abbastanza semplice, senza costi di produzione elevatissimi.

I principi attivi poi si possono redistribuire in diverse forme: dalle capsule agli alimenti commestibili, passando poi per forme sintetizzate ad alto grado di purezza o a prodotti dedicati al mondo della cosmesi. Tra tutti questi prodotti i più popolari sono sicuramente gli oli, come anche comprovato dai dati di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito.

In Italia la situazione è più lenta a muoversi, vuoi anche la pachidermica lentezza del nostro apparato giudiziario e burocratico ma sarà difficile tenere all’oscuro di tutti la forza della scienza: di questo possiamo starne certi!

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