Biella
Brich di Zumaglia, riaperta la strada per la cima e alcuni sentieri
Dopo la chiusura per il rischio di caduta degli alberi e i lavori conclusi a marzo, il Brich è tornato accessibile almeno lungo la strada principale e alcuni sentieri. La manutenzione ordinaria è affidata fino al 2029; restano distinti il progetto di valorizzazione e il futuro assetto gestionale.
Al Brich di Zumaglia sono tornate percorribili la strada ciottolata fino alla cima e alcune vie secondarie. La riapertura, annunciata il 28 ottobre da Renato Gibba degli Amici del Brich, arriva dopo gli interventi sul bosco e sui percorsi, conclusi il 30 marzo 2026. Non risulta però confermata l’agibilità di tutti i sentieri. L’Unione Montana Valle del Cervo – La Bürsch ha affidato la manutenzione ordinaria fino al 2029: un passo che assicura la cura di prati, vegetazione e strade interne, ma non definisce chi gestirà la riserva in seguito. La notizia della riapertura e le condizioni descritte da Gibba provengono da un’intervista pubblicata dalla stampa locale, non da un avviso istituzionale con l’elenco dei percorsi aperti.
Dalla chiusura per sicurezza al ritorno dei visitatori
L’area era stata interdetta al pubblico dopo ordinanze motivate dal pericolo di caduta degli alberi. Nel marzo 2026 il Brich è tornato nella disponibilità dell’Unione Montana, dopo la conclusione della convenzione con i precedenti gestori; a quel passaggio sono seguiti gli interventi straordinari per ripulire il bosco e rimettere in ordine i percorsi. Il ritorno alla fruibilità è quindi l’esito di due passaggi diversi: il ripristino dell’area e l’avvio di una cura ordinaria, necessaria a mantenerla accessibile nel tempo.
Il recupero del bosco e dei percorsi è stato finanziato con 200mila euro regionali. Un documento di programmazione dell’Unione Montana indica il contributo concesso per l’intervento; la determinazione regionale consultata riporta invece la domanda dell’ente, pari a 199.958 euro, e l’ammissione al bando. Sono documenti con funzioni diverse: l’importo concesso è indicato nel documento di programmazione, mentre la determinazione regionale ricostruisce la procedura di ammissione.
Un affidamento quadriennale per la cura ordinaria
Per il periodo 2026-2029 l’Unione Montana ha affidato a Riccardo Giavina Cospettin la manutenzione annuale delle aree verdi e delle strade interne. L’importo di aggiudicazione è di 63.936 euro complessivi. L’atto dell’ente relativo all’affidamento riguarda un servizio ordinario: non va confuso con i lavori straordinari già conclusi, né con la sistemazione di singoli tratti di sentiero oggetto di interventi separati.
La distinzione è rilevante per capire che cosa è stato finanziato e che cosa resta da programmare. La riqualificazione ha affrontato il degrado del bosco e dei percorsi; il contratto fino al 2029 copre la manutenzione ricorrente indicata nell’atto. Non assegna la gestione complessiva della riserva, non stabilisce il futuro degli immobili e non documenta che ogni sentiero sia aperto. La descrizione di Gibba riguarda la strada principale e alcuni percorsi secondari.
La gestione futura e il progetto ancora da finanziare
Gli Amici del Brich chiedono alla Regione di approvare una proposta di legge che trasferirebbe la riserva all’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore. A marzo, il presidente dell’Unione Montana Davide Crovella aveva descritto il passaggio come un’ipotesi ancora da definire, anche per quanto riguarda gli edifici. La disciplina regionale inquadra il Brich tra le aree a gestione locale: il testo della legge piemontese sulle aree protette aiuta a distinguere questo assetto dal trasferimento proposto. Secondo un aggiornamento pubblicato il 2 agosto, l’iter per il passaggio non si era concluso nei tempi previsti.
È separato anche il progetto presentato dal Comune di Zumaglia alla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella: la candidatura chiedeva 75mila euro, con 25mila euro di cofinanziamento dei soggetti promotori. Tra le attività previste figuravano il miglioramento dell’accessibilità e dei sentieri, punti di sosta, pannelli informativi e iniziative didattiche; era contemplata anche l’illuminazione del castello. Si tratta di una richiesta di finanziamento, non di un’opera già approvata o realizzata. Il resoconto della candidatura riportava inoltre che l’esito era atteso.
Il prossimo passaggio per i visitatori è verificare quali tratti siano effettivamente accessibili, dato che l’annuncio non elenca tutti i sentieri. Sul piano amministrativo restano da chiarire l’esito della candidatura alla Fondazione, lo stato aggiornato della proposta regionale e il modello di gestione dopo il 2029; il contratto di manutenzione, da solo, non risponde a queste questioni.
Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook