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Caso El Koudri, la Dda esclude l’aggravante terroristica

La Procura distrettuale di Bologna non ravvisa l’aggravante terroristica per i fatti del 16 maggio. Il fascicolo resta alla Procura di Modena e El Koudri rimane indagato per strage: la valutazione non è una sentenza.

Redazione Bologna

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Un fascicolo chiuso in primo piano e la torre Ghirlandina sullo sfondo, in un’illustrazione editoriale sulla Procura di Modena.
Il fascicolo resta alla Procura di Modena dopo che la Dda di Bologna non ha ravvisato l’aggravante terroristica. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna non ravvisa l’aggravante della finalità terroristica nel caso di Salim El Koudri. Il fascicolo resta alla Procura di Modena, mentre l’uomo, 31 anni, rimane indagato per strage, aggravata dalla morte di Monica Esposito. La valutazione della Procura non è una sentenza sulla sua colpevolezza. La notizia, riferita il 30 ottobre 2026, è riportata da ANSA, che attribuisce la prima informazione all’emittente Trc.

Perché gli atti restano a Modena

Secondo le cronache, la procuratrice aggiunta Morena Plazzi, con delega al terrorismo, ha ricevuto gli atti dalla Procura modenese e ha escluso l’aggravante. Di conseguenza, il fascicolo resta alla Procura territorialmente competente di Modena e non viene trattato dalla Dda di Bologna per un’ipotesi di reato legata al terrorismo.

La distinzione riguarda l’assegnazione e la qualificazione investigativa del caso, non la gravità dei fatti contestati. La Procura di Bologna indica tra le attribuzioni del gruppo specializzato in terrorismo anche i reati comuni aggravati dalla finalità terroristica. Nel caso El Koudri, l’aggravante non è ravvisata: questo non significa che la Procura abbia dichiarato definitivamente chiarito ogni aspetto del movente o accertato la responsabilità dell’indagato.

Non è stato reperito il provvedimento originale: le motivazioni e la formulazione precisa della valutazione sono quindi quelle riferite dalle testate consultate. ANSA riporta che la Procura di Modena non aveva a sua volta ipotizzato vicinanze dell’uomo a gruppi organizzati. Secondo il resoconto del Corriere di Bologna, la Dda non avrebbe trovato nei video e nelle ricerche online attribuiti a El Koudri elementi di radicalizzazione o di vicinanza a gruppi terroristici.

Resta l’accusa di strage

I fatti risalgono al 16 maggio 2026: nel centro di Modena un’auto guidata da El Koudri investì otto persone. Monica Esposito, 55 anni, morì in ospedale circa due mesi dopo. L’uomo è in carcere e resta indagato per strage, aggravata dalla morte della donna. Alcuni avvocati dei familiari delle vittime hanno sostenuto la matrice terroristica e che l’azione fosse pianificata, riferisce il Corriere di Bologna: una posizione distinta dalla valutazione della Procura.

L’esclusione dell’aggravante non equivale dunque a un’assoluzione e non chiude il procedimento. Stabilire se El Koudri sia responsabile dei fatti spetta al giudice; la valutazione investigativa della Dda riguarda invece la contestazione terroristica.

La perizia psichiatrica è un accertamento distinto

Un altro profilo emerso nell’indagine è la capacità di intendere e di volere. Nell’udienza del 2 ottobre 2026, riferisce RaiNews Emilia-Romagna, i periti hanno concluso che El Koudri era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. È un accertamento sulla sua condizione mentale, non una prova del movente e non una decisione sulla colpevolezza.

Il fascicolo rimane alla Procura di Modena, che proseguirà le valutazioni sul caso. Le fonti consultate non indicano quando si concluderanno le indagini né quali determinazioni saranno assunte sulla richiesta di rinvio a giudizio.

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