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Genova, circa 50 al corteo contro carovita e riarmo

Una cinquantina di persone, secondo la stima del Secolo XIX, ha manifestato sabato 7 novembre nel centro di Genova. La mobilitazione era promossa dal coordinamento Italia in Piazza.

Redazione Genova

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Illustrazione di un piccolo gruppo di manifestanti anonimi in una piazza urbana, riuniti dietro uno striscione senza scritte.
Un gruppo di manifestanti anonimi, in un’illustrazione ispirata alla mobilitazione del 7 novembre a Genova contro carovita, guerra e riarmo. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© DiariodelWeb.it / AI)

Circa cinquanta persone hanno partecipato sabato 7 novembre a Genova a un corteo contro il carovita, la guerra e il riarmo. È la stima riferita dal resoconto del Secolo XIX: non risulta un conteggio ufficiale. La manifestazione era promossa dal coordinamento genovese di Italia in Piazza.

Le ragioni della protesta

La mobilitazione ha accostato la contestazione all’aumento del costo della vita a quella contro le spese per il riarmo e la guerra. Nel presentare l’iniziativa, gli organizzatori hanno richiamato anche i tagli ai servizi pubblici e le disuguaglianze sociali; sono le loro motivazioni, non una valutazione indipendente sugli effetti delle politiche contestate. Lo slogan annunciato per la giornata era «Non saremo noi a pagare».

Il ritrovo era fissato alle 15 in piazza De Ferrari. Il percorso annunciato passava da piazza Matteotti, via San Lorenzo, piazza Raibetta e piazza Caricamento, per proseguire lungo via Gramsci verso Fanti d’Italia, nell’area della stazione di Principe, come indicato nel programma diffuso prima del corteo.

Il percorso: il programma e i resoconti non coincidono

Le cronache successive non descrivono nello stesso modo la conclusione della manifestazione. Il Secolo XIX riferisce che il corteo sarebbe arrivato a Caricamento; RaiNews lo colloca invece fino all’area della stazione di Principe. Il percorso annunciato prevedeva di proseguire verso quella zona, ma le fonti consultate non permettono di stabilire con certezza dove si sia concluso il corteo.

Una mobilitazione distinta da quella del 30 ottobre

Il corteo del 7 novembre si è svolto in una fase di mobilitazioni cittadine sul costo della vita e le spese militari, ma non va confuso con la manifestazione del 30 ottobre, legata allo sciopero generale promosso dai sindacati di base. Per quell’altra iniziativa, le cronache riportate nel precedente resoconto sul corteo di portuali e studenti indicavano stime comprese tra circa 10mila e 15mila partecipanti, senza un conteggio condiviso. Cambiavano promotori e contesto: il confronto non misura da solo il seguito delle diverse rivendicazioni.

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