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ThyssenKrupp, il lungo cammino della giustizia: Espenhahn inizia la sua pena dopo 5.726 giorni

Dopo 5.726 giorni dalla tragedia della Thyssenkrupp a Torino che vide morire 7 operai in un incendio, Harald Espenhahn, ex AD della multinazionale, inizia a scontare la sua pena

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Dal 10 agosto scorso l'ex amministratore delegato della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn, sta scontando in Germania la pena per il rogo avvenuto a Torino nel 2007 (© Agenzia Fotogramma)
Germania la pena per il rogo avvenuto a Torino nel 2007 (© Agenzia Fotogramma)

Il 10 agosto 2023 segna la fine di un lungo cammino di giustizia per le famiglie delle sette vittime del tragico incendio avvenuto nello stabilimento Thyssenkrupp di Torino nel 2007. Dopo 5.726 giorni, Harald Espenhahn, ex amministratore delegato della multinazionale dell’acciaio, è finalmente entrato in carcere, seppur in regime di semilibertà. Il percorso di giustizia è stato seguito con attenzione da Antonio Boccuzzi, l’unico sopravvissuto all’incendio, che ha snocciolato ogni giorno come se fossero grani di un rosario.

Reazioni e sentimenti contrastanti

La reclusione di Espenhahn ha suscitato sentimenti contrastanti. Per Antonio Boccuzzi, ora commerciante a Torino, questa non rappresenta un risarcimento o una vendetta, ma l’epilogo di una vicenda dolorosa. Altri, come Rosina Platì, madre di uno degli operai deceduti, ritengono che la sentenza non sia paragonabile al dolore e alla sofferenza delle famiglie delle vittime.

Il percorso legale: tra Italia e Germania

Il procedimento giuridico tra Italia e Germania è stato complesso e tortuoso. Nel 2016, la Cassazione italiana ha condannato Espenhahn a 9 anni e 8 mesi per omissioni in materia di sicurezza, ma molti sostenevano che avrebbe dovuto essere condannato per omicidio volontario. Essendo cittadino tedesco, Espenhahn aveva il diritto di scontare la sua pena in Germania, dove gli anni di reclusione sono stati ridotti a cinque. Nonostante la ratifica della sentenza italiana da parte di un tribunale tedesco nel 2020, solo nel maggio 2023 la Corte di Karlsruhe ha respinto l’ultimo ricorso presentato dalla difesa di Espenhahn, consentendo l’inizio dell’esecuzione della pena.

Il destino degli altri imputati

Harald Espenhahn non è stato l’unico ad affrontare la giustizia. Altri dirigenti italiani coinvolti nel caso sono stati incarcerati in Italia. Gerald Priegnitz, un altro manager tedesco, ha affrontato una sorte simile a quella di Espenhahn, con una pena ridotta a 5 anni in regime di semilibertà. Tuttavia, nel novembre 2022, ha beneficiato di una riduzione di pena ed è stato rilasciato.

Le parole del sindaco di Torino

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha sottolineato che, pur essendo importante che chi è responsabile paghi per le proprie azioni, nessuna sentenza potrà mai compensare le vite perdute quella tragica notte. La sua speranza è che l’adempimento della pena serva come monito e risarcimento simbolico per le famiglie delle vittime e per le comunità italiane e tedesche.

In conclusione, la reclusione di Espenhahn rappresenta un momento cruciale in una lunga battaglia per la giustizia. Anche se il dolore delle famiglie delle vittime rimane inestinguibile, la conclusione di questo capitolo può portare un minimo di pace a coloro che hanno atteso a lungo la giustizia.

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