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Vaticano

Michela Murgia, il Cattolicesimo e la voce del “potere” (quello vero)

La controversa eredità di Michela Murgia, scrittrice scomparsa recentemente, riflette posizioni audaci e controverse. Celebrata come figura “cattolica” e “antagonista del patriarcato”, la sua eredità suscita dibattito sulla sua relazione con il cattolicesimo e le idee innovative che ha promosso.

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Michela Murgia
Michela Murgia (© Fotogramma)

La recente scomparsa di Michela Murgia ha suscitato un’ampia ondata di lutto e tributi da parte di figure di spicco nel mondo della cultura, della politica e dell’intrattenimento. Questo fervore di commemorazione offre uno sguardo privilegiato sulla sua influenza e il ruolo che ha giocato nel dare voce alla mentalità contemporanea, amplificata dai principali mezzi di comunicazione. Tuttavia, l’elogio quasi unanime gettato sul suo nome solleva anche alcune riflessioni critiche, indicando che dietro la facciata celebrativa si nascondono opinioni divergenti.

Michela Murgia, una scrittrice cattolica?

La narrazione della Murgia come “scrittrice cattolica” solleva alcune questioni significative. L’identità cattolica, in un’epoca di crisi e mutamenti all’interno della Chiesa stessa, non può essere attribuita con superficialità. Le posizioni e le dottrine propagandate dalla Murgia sembrano sfidare la classificazione tradizionale di “cattolica”, ponendo quindi un interrogativo sul suo vero allineamento.

La celebrazione pervasiva della Murgia è culminata in programmi televisivi e tributi dedicati alla sua memoria, inclusi palinsesti speciali e segmenti di lettura. Questo riconoscimento ufficiale e istituzionale potrebbe essere interpretato come una conferma dell’allineamento della Murgia con il potere dominante. Tuttavia, è importante considerare che una figura “scomoda” come lei non sarebbe stata solitamente onorata in questo modo, portando a domandarsi se l’accoglienza pubblica e mediatica rappresenti una forma di selezione delle idee che vengono promosse.

Le opinioni della Murgia, seppur espressate con forza e passione, riflettono una prospettiva specifica e spesso radicale. Le sue posizioni su temi come l’aborto, l’omogenitorialità e la religione erano distinte e controverse. La sua critica al “patriarcato” e la sua promozione dell’intersezionalità sono riconducibili a movimenti di pensiero che sfidano l’ordine stabilito, ma al contempo sollevano questioni sulla validità e l’efficacia di tali approcci.

La visione teologica

La visione teologica della Murgia è stata lodata da alcuni come un’esplorazione creativa della divinità e dell’umanità. Tuttavia, alcune delle sue affermazioni, come la sua rappresentazione iconoclastica della Trinità, possono essere percepite come provocatorie e lontane dal dogma religioso tradizionale. La sua idea di un Dio-Madre e la sua attitudine critica nei confronti della Chiesa possono essere considerate come aspetti che sfidano il credo tradizionale.

Murgia ha lasciato un’impronta significativa anche nella sua produzione letteraria, con opere come “Accabadora”, “L’incontro” e “Tre ciotole”. Tuttavia, la sua scrittura non rappresentava solo un’espressione artistica, ma anche un mezzo di comunicazione per le sue convinzioni e posizioni. I suoi pamphlet polemici e i suoi interventi nei media riflettevano il suo stile tagliente (a tratti feroce).

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