Seguici su

Opinioni

Tiziana Alterio: «Perché la Russia ha già vinto la guerra in Ucraina»

La giornalista e scrittrice Tiziana Alterio racconta al DiariodelWeb.it la figura del presidente russo che ha descritto nel suo libro «Putin. L’uomo di ghiaccio che sfida l’Occidente»

Fabrizio Corgnati

Pubblicato

il

Il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, intervistato dal giornalista televisivo americano Tucker Carlson (© Fotogramma)
Il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, intervistato dal giornalista televisivo americano Tucker Carlson (© Fotogramma)

Chi è veramente Vladimir Vladimirovic Putin? Il pazzo criminale che ha invaso l’Ucraina di punto in bianco, come parte di un piano espansionistico che mira a conquistare tutta l’Europa, oppure il leader che governa la Russia da quasi ventiquattro anni consecutivi, l’ha riportata a essere una superpotenza mondiale e continua a godere di un indice di gradimento da record? Questa è la domanda delle domande per capire la geopolitica di oggi: in un periodo di guerra, dominato dalle opposte propagande, fare chiarezza è più che mai importante. Il DiariodelWeb.it ha intervistato a tal proposito la giornalista e scrittrice Tiziana Alterio, autrice del libro «Putin. L’uomo di ghiaccio che sfida l’Occidente», che si può acquistare sul suo sito.

Tiziana Alterio, chi è veramente Vladimir Putin?
La sua è una figura storica molto complessa, che ricopre perfettamente il ruolo di leader di una grande nazione. Nel libro ne racconto sia le luci che le ombre.

Cominciamo dalle prime.
Non parlo di punti di vista soggettivi, ma di dati oggettivi, storici. Prima di Putin alla presidenza russa c’era Boris Eltsin, il cui governo aveva seguito le sirene degli Stati Uniti: alcuni sostengono che fosse addirittura il braccio esecutivo della Cia. Tanto da svendere il suo Paese alla grande finanza, aprendo alle grandi multinazionali e consegnandolo nelle mani private degli oligarchi.

Perché Eltsin scelse come suo successore proprio Putin?
Perché magari non era una figura politicamente conosciuta, ma era la persona giusta per salvargli la pelle. Eltsin all’epoca era al minimo storico, al 4% di gradimento, e temeva per la vita sua e dei suoi familiari. Scelse Putin perché era un ex agente del Kgb e si era distinto per lealtà.

E infatti così fu: a Eltsin non fu torto un capello.
Tra i primi provvedimenti che Putin prese subito dopo il suo insediamento, il 31 dicembre 1999, ci fu quello di mettere in sicurezza la vita di Eltsin e della sua famiglia.

È interessante che proprio quei leader russi che piacevano tanto a noi occidentali, quelli del disgelo, in realtà in patria fossero odiatissimi. Forse perché quella era una Russia debole, che faceva molto comodo a noi, meno ai loro concittadini.
Proprio così. Anche Gorbaciov non fu molto apprezzato dai russi, ma fino a un certo punto fu molto amato all’estero: fu uno dei primi a compiere un viaggio storico in Occidente. E, dopo di lui, Eltsin portò il suo Paese sull’orlo dell’abisso.

Quale fu l’eredità consegnata da Eltsin nel 2000?
Due dati significativi. Primo, un Paese con 40 milioni di abitanti in condizioni di assoluta povertà sui 140 milioni totali: ci ricordiamo le immagini delle file ai negozi sprovvisti di qualunque bene di prima necessità. Secondo, un debito pubblico altissimo, del 140% del Pil: numeri che in Italia ormai sono normali.

E come reagì Putin?
Mentre tutti i Paesi europei, Italia compresa, seguivano i diktat statunitensi con le privatizzazioni selvagge e il neoliberismo, Putin cambiò rotta. Per questo lo definisco un leader: perché ha una visione politica precisa e di lungo raggio.

Qual è la sua visione?
Per prima cosa riunì tutti gli oligarchi e disse loro che il vento doveva cambiare: dovevano restituire alla Russia tutti i beni usurpati. Grazie a una guerra ferocissima e spietata riuscì a riappropriarsi degli asset strategici.

Così è riuscito a portare la Russia di nuovo ai vertici mondiali, tanto da dare fastidio agli Usa.
Ha risollevato economicamente il suo Paese: oggi il debito pubblico è del 25%. Lo ha ricollocato in una posizione forte e importante, anche militarmente, sullo scacchiere internazionale. Inoltre, crollata l’ideologia comunista che teneva uniti i Paesi dell’ex Unione sovietica, ha trovato un nuovo collante nella religione ortodossa.

Prima accennava anche alle ombre.
Da ex uomo del Kgb, che lavorò anche con la Stasi nell’ex Germania Est, nel periodo della dura repressione, si diceva che fosse un ottimo cane da guardia, capace di stanare i dissidenti soprattutto nelle università. Entrato in politica, da assistente del sindaco di Leningrado Sobchak, fu accusato di stringere accordi poco trasparenti, pur non essendo mai condannato. Per arrivare poi alle morti sospette di alcuni degli oligarchi, seppure mai direttamente riconducibili a lui.

Diciamo che nei servizi segreti lo hanno abituato alle vie spicce per realizzare la visione di cui parlavamo prima. Machiavellicamente diremmo che per lui il fine giustifica i mezzi.
Penso proprio di sì. Il bene della Russia viene sopra ogni cosa. Però, se è davvero un dittatore come viene descritto oggi dall’Occidente, come mai ce ne siamo ricordati solo negli ultimi anni, mentre prima teneva rapporti con diversi presidenti americani? Io direi che non è così, anche se fa comodo raccontarlo in questo modo.

Nella recente intervista con Tucker Carlson, Putin ha spiegato che la sua intenzione non era quella di buttarsi nelle mani della Cina, ma che si è trovato la strada sbarrata a Occidente.
Anche questa visione è supportata dai dati storici. Ha sempre cercato un’alleanza forte euroasiatica, tra l’Europa ricca di manifatture e tecnologia e la Russia carica di materie prime. Ha persino teso una mano agli Stati Uniti, ma per tutta risposta racconta di essere stato «ingannato». Gli accordi con la Nato per impedire l’accerchiamento della Russia, presi verbalmente dopo la seconda guerra mondiale, non sono stati rispettati.

Anche quelli formalizzati molto più tardi a Oslo.
Sì. La sua è stata una posizione difensiva, Putin ha spiegato di non aver alcun interesse a rivendicazioni territoriali, anche se la propaganda lo presenta come una minaccia per i territori limitrofi. E io gli credo, perché altrimenti avrebbe già messo in atto questo piano.

La scelta di seguire il rapporto con gli Stati Uniti invece di quello con la Russia è convenuta all’Europa?
Al contrario, appoggiando gli Usa nella guerra in Ucraina, l’Unione europea ha scelto deliberatamente di suicidarsi.

D’altra parte, come il legame tra Europa e Usa non è nel nostro interesse, neanche la Russia aveva particolare interesse a legarsi alla Cina, rispetto alla quale è in posizione di debolezza.
Putin lo ha spiegato più volte. Ma, con la vicenda dell’Ucraina, l’abbiamo consegnato nelle braccia cinesi, perché non aveva altra scelta che seguire quella strada. Un doppio suicidio, insomma, anche per gli Stati Uniti.

Come andrà a finire?
La Russia ha già vinto la guerra e gli Stati Uniti sono battuti, ma devono salvare la faccia. Nell’intervista a Carlson, Putin ha dichiarato apertamente che la guerra può finire quando gli Usa decideranno di non inviare più armi all’Ucraina. Ma non so se Washington farà questa scelta, decretando la sua sconfitta. Per non parlare dell’Ucraina, un Paese ormai distrutto, in cui sono rimasti solo i più poveri e sono già entrati gli sciacalli come Blackrock.

>In effetti, anche se non viene dichiarato ufficialmente, nell’establishment degli Stati Uniti si sta facendo sempre più strada la posizione secondo cui restare ancorati alla guerra in Ucraina non conviene a nessuno.
Anche perché in contemporanea c’è la guerra in Palestina, dove negli ultimi giorni le posizioni di Biden non coincidono più con quelle di Netanyahu. Molto dipenderà dalle prossime elezioni americane: se dovesse vincere Trump, la situazione cambierebbe notevolmente.

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

1 Commento

1 Commento

  1. Avatar

    Ardmando

    28 Febbraio 2024 at 8:42

    Che pagliacciata filorussa. Chissà quanti soldi ha ricevuto dal Cremlino per scrivere questa marea di cavolate. Putin è alla canna del gas e non può permettersi ne economicamente ne politicamente un altro anno di guerra.

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *