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Politica

Allarmi bomba sui voli, indagini coordinate dall’Antimafia: Meloni frena sui legami

Le procure distrettuali indagano sotto il coordinamento nazionale; l’ACN ha inviato informative. Il 6 novembre altri due voli da e per l’Italia sono stati coinvolti in allarmi. Meloni: i collegamenti tra gli episodi non sono accertati.

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Illustrazione di un aereo di linea fermo su una pista aeroportuale
Un aereo di linea su una pista, immagine editoriale sugli allarmi che hanno coinvolto voli da e per l’Italia e sul coordinamento delle indagini. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© DiariodelWeb.it / AI)

Le indagini sulle minacce e sui falsi allarmi bomba che hanno coinvolto voli diretti o collegati a scali italiani sono condotte dalle procure distrettuali sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha inviato informative sui casi dei giorni precedenti. La notizia, riferita dall’ANSA il 6 novembre 2026, non precisa il contenuto delle comunicazioni né le ipotesi di reato considerate nei diversi fascicoli.

La notizia del coordinamento arriva mentre nuovi allarmi hanno interessato due voli da e per l’Italia: un aereo proveniente da Roma è atterrato a Lisbona dopo una segnalazione, mentre un volo da Praga diretto a Roma è stato dirottato su Venezia. Sono sviluppi distinti dagli allarmi del giorno precedente a Malpensa, per i quali è stato aperto un fascicolo per procurato allarme. Non è stato accertato che le diverse segnalazioni abbiano un’unica regia.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando a Fieracavalli il 6 novembre, ha detto che gli inquirenti stanno lavorando e che non si può ancora stabilire se gli allarmi sugli aerei siano collegati ad altri episodi citati, tra cui un attacco ai sistemi che conservano plasma in Francia. La premier ha accostato le vicende sul piano della sicurezza delle infrastrutture civili, non le ha presentate come casi di cui sia già provata una matrice comune. Nel suo intervento ha anche posto una domanda politica sulla classificazione delle spese per proteggere i servizi essenziali, senza annunciare uno stanziamento o un piano operativo specifico sugli allarmi dei voli.

Le tappe degli allarmi e delle indagini

Data Fatto riferito Che cosa risulta
5 novembre Due voli in arrivo a Milano Malpensa, da Salonicco e da Porto, sono stati interessati da allarmi. Le verifiche non hanno trovato ordigni. La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per procurato allarme, al momento contro ignoti.
6 novembre Un volo da Fiumicino è atterrato a Lisbona dopo un allarme; un collegamento Praga-Roma è stato deviato su Venezia. Gli episodi si sono aggiunti alle segnalazioni dei giorni precedenti. Le notizie consultate non consentono di attribuirli agli stessi autori degli allarmi di Malpensa.
6 novembre Le procure distrettuali risultano al lavoro sotto il coordinamento della Procura nazionale; l’ACN ha trasmesso informative. Non sono stati resi noti il contenuto delle informative, i destinatari dei singoli accertamenti o gli eventuali collegamenti investigativi.

I dettagli sui voli di Malpensa e sul fascicolo aperto a Busto Arsizio sono riportati dall’aggiornamento dell’ANSA del 6 novembre. La stessa agenzia ha riferito dei due voli coinvolti il giorno successivo, uno diretto a Lisbona e l’altro a Venezia, e di ulteriori allarmi in Europa.

Che cosa comporta il coordinamento nazionale

Il coordinamento riguarda indagini svolte dagli uffici giudiziari distrettuali: non significa, in base alle informazioni rese pubbliche, che i fascicoli siano stati trasferiti a un unico ufficio. Può favorire il raccordo tra accertamenti condotti in territori diversi, ma non prova di per sé che le minacce siano collegate o che sia stata individuata una responsabilità.

La legge 28 giugno 2024, n. 90 ha previsto, tra l’altro, flussi informativi tra ACN e Procura nazionale per le informazioni rilevanti rispetto alle funzioni attribuite a quest’ultima in materia di specifici reati informatici. La norma descrive un quadro di collaborazione, ma le notizie disponibili non chiariscono se quelle disposizioni costituiscano la base giuridica specifica del coordinamento in questa vicenda. Gli allarmi e le informative non bastano a stabilirlo.

Le dichiarazioni di Meloni e ciò che resta da chiarire

A Fieracavalli la premier ha dichiarato che non è ancora possibile dire se i falsi allarmi sugli aerei e gli altri episodi menzionati siano collegati. Ha descritto la protezione delle infrastrutture civili come parte della sicurezza della vita quotidiana e ha discusso se le relative spese vadano considerate di difesa o sanitarie, richiamando i sistemi di protezione del plasma in Francia. Il video delle dichiarazioni a Verona documenta il ragionamento della presidente del Consiglio; non contiene l’annuncio di una nuova misura sugli allarmi aerei.

Restano da accertare chi abbia inviato le minacce, se i diversi episodi siano riconducibili agli stessi autori e quali reati siano ipotizzati nei singoli fascicoli. Per ora, la novità certa riferita è il coordinamento nazionale degli accertamenti e l’invio di informative da parte dell’ACN; l’esito delle indagini non è stato comunicato.

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