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Meloni chiede all’UE un rappresentante per i negoziati sull’Ucraina
La premier chiede di discutere a Dublino chi possa rappresentare l’Ue nei negoziati e con quale mandato. Punta a una decisione dei leader a dicembre, ma la proposta non è stata approvata.
Giorgia Meloni chiede all’Unione europea di decidere chi la rappresenterà nei negoziati sull’Ucraina e con quale mandato. La premier ha scritto al presidente del Consiglio europeo, António Costa, proponendo di discutere la questione all’incontro informale di Dublino del 13 novembre e di arrivare a una decisione al vertice di dicembre. È una richiesta, non un incarico già assegnato: la ricostruzione della lettera è riportata da la Repubblica e da ANSA; non è stata reperita una copia ufficiale della missiva.
La premier sostiene che la moltiplicazione di incontri e iniziative diplomatiche in formati diversi rischi di indebolire la credibilità europea. Nella lettera, secondo il resoconto di Reuters, precisa di non chiedere per sé o per l’Italia il ruolo di rappresentante e afferma che Roma non vuole assumere impegni negoziati senza un mandato dell’Ue. Reuters riporta inoltre il timore espresso da Meloni che, senza una posizione comune, l’Europa rischi di diventare irrilevante nel processo negoziale.
In sintesi: Meloni chiede un confronto a Dublino e una decisione politica a dicembre. La lettera, per quanto riportato, non specifica il nome del rappresentante, i suoi poteri né la procedura per definirne il mandato.
Gli incontri citati da Meloni e il problema dei formati
Nella ricostruzione contenuta nella missiva, la premier elenca iniziative dell’ultimo mese: un incontro a Miami tra consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Paesi europei, rappresentanti ucraini, della Nato e dell’Ue; una riunione a Oslo; e una telefonata con Vladimir Putin avvenuta a margine del Consiglio nordico di Helsinki, che Meloni descrive come svolta a titolo nazionale dal presidente finlandese Alexander Stubb e dal primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre.
La lettera menziona anche appuntamenti che, al 5 novembre, erano ancora futuri: una riunione del cosiddetto formato Berlino prevista per il 12 novembre e una della Coalizione dei Volenterosi, indicata come composta da 37 Stati, fissata per il 19 novembre. Meloni cita inoltre riunioni tecniche a Bruxelles e una presenza europea non meglio precisata ai colloqui previsti ad Abu Dhabi tra Ucraina e Russia, con mediazione statunitense. Sono esempi addotti dalla premier per sostenere la propria tesi sulla frammentazione: la lettera non dimostra, da sola, che i diversi formati abbiano prodotto impegni incompatibili.
Dublino è una tappa proposta, non una decisione già in agenda
L’incontro informale dei capi di Stato o di governo dell’Ue si terrà a Dublino il 13 novembre. Nell’invito ufficiale ai leader, Costa indica come tema centrale l’intelligenza artificiale: competitività e sovranità tecnologica europee, impatto sulla società e governance della sicurezza dell’IA. La lettera d’invito non menziona i negoziati sull’Ucraina. Meloni chiede quindi di inserire la questione nel confronto; al momento, questo non equivale alla conferma che sarà discussa.
Il calendario ufficiale fissa il prossimo Consiglio europeo ordinario al 17 e 18 dicembre. La premier chiede che i leader possano formalizzare una decisione dopo un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati. La sua lettera non stabilisce chi dovrebbe essere scelto né come si definirebbero ruolo e mandato.
Che cosa può decidere il Consiglio europeo
Un rappresentante con un mandato condiviso potrebbe rendere più chiaro quali posizioni siano sostenute dai governi europei e quali impegni possano essere assunti a nome dell’Unione. È questo il risultato politico a cui mira la richiesta di Meloni; i contenuti concreti e gli effetti di un eventuale mandato, però, restano da definire.
Il Consiglio europeo stabilisce gli orientamenti e le priorità politiche generali dell’Ue, ma non conduce direttamente i negoziati né adotta leggi europee. Le sue decisioni sono normalmente prese per consenso, come spiega la guida ufficiale sul funzionamento del Consiglio europeo. La discussione a Dublino, se accolta, sarebbe dunque un passaggio politico: non assegnerebbe automaticamente un incarico né definirebbe da sola le modalità operative. Il prossimo passaggio concreto indicato da Meloni è il vertice di dicembre, ma una decisione resta subordinata all’intesa tra i leader.
La richiesta di coordinare la rappresentanza europea riguarda l’organizzazione dei negoziati, non annuncia un cambio della linea italiana sull’Ucraina. Il 31 ottobre Meloni aveva confermato il sostegno italiano a Kiev, come ricostruito in un precedente articolo del giornale.
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