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Anac, il Cdm avvia l’iter per Altieri: da chiarire il ruolo nella Lega

Il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura per Trifone Altieri. La legge esclude chi ha ricoperto cariche di partito nei tre anni precedenti alla nomina, ma la natura e la data di fine del suo incarico nella Lega restano da chiarire.

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Illustrazione editoriale con il ritratto del protagonista della foto di riferimento su uno sfondo istituzionale chiaro e sobrio.
La procedura per la nomina del presidente dell’Anac è stata avviata; restano da chiarire la natura e la data di cessazione dell’incarico nella Lega. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© DiariodelWeb.it / AI)

Il Consiglio dei ministri ha avviato il 5 novembre 2026 la procedura per nominare Trifone «Nuccio» Altieri presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. La candidatura porta al centro un requisito previsto dalla legge: presidente e componenti dell’Anac non possono essere scelti tra chi ricopre cariche in partiti politici o le ha ricoperte nei tre anni precedenti alla nomina. Altieri è stato indicato come responsabile del dipartimento Difesa della Lega, ma non sono disponibili riscontri ufficiali che chiariscano la natura formale e la data di cessazione di quell’incarico.

Il Cdm ha avviato un iter, non ha perfezionato la nomina. Perciò, allo stato delle informazioni disponibili, non si può concludere che Altieri sia incompatibile: restano da verificare sia le date sia se il ruolo ricoperto rientri nella nozione di «carica» prevista dalla norma. Il resoconto della riunione del Consiglio dei ministri del 5 novembre, riprodotto da ANCE, riferisce l’avvio della procedura per Altieri e per i quattro componenti dell’Autorità: Ivano Maccani, Eugenio Rubolino, Carmela Margherita Rodà e Maria Rosaria Maugeri.

Il requisito dei tre anni e l’incarico nella Lega

L’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 150 del 2009 stabilisce che presidente e componenti dell’Anac non possano essere scelti tra persone che ricoprono incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici e sindacati, né tra chi abbia ricoperto tali incarichi o cariche nei tre anni precedenti alla nomina. La norma richiede inoltre che non abbiano interessi in conflitto con le funzioni dell’Autorità. Il testo della disposizione fissa il periodo di esclusione, ma non permette da solo di stabilire se la responsabilità di un dipartimento di partito costituisca, nel caso concreto, una «carica» ai fini della nomina.

Una lista dei dipartimenti della Lega pubblicata il 18 settembre 2024 indicava Altieri come responsabile della Difesa. Un resoconto giornalistico del 6 novembre riferisce che il suo nome sarebbe rimasto nell’organigramma fino a pochi mesi prima, senza però indicare una data formale di cessazione. Il punto da accertare è quindi duplice: quale fosse lo status dell’incarico e quando sia terminato. La verifica andrà riferita alla data dell’eventuale nomina, non all’avvio dell’iter.

Quali passaggi mancano alla nomina

La procedura prevede un decreto del presidente della Repubblica, dopo la deliberazione del Consiglio dei ministri e il parere favorevole delle commissioni parlamentari competenti, espresso a maggioranza dei due terzi. Per il presidente, la proposta è del ministro per la Pubblica amministrazione, di concerto con i ministri della Giustizia e dell’Interno. Il riepilogo della Camera sulle procedure di nomina dell’Anac conferma questi passaggi. Le commissioni possono quindi esaminare la proposta prima degli atti conclusivi, ma il loro parere non equivale a una decisione già presa sulla posizione di Altieri.

Sandro Ruotolo, esponente del Pd, ha definito la scelta «uno scandalo politico» e ha chiesto al governo di chiarire quando sia cessato l’incarico nella Lega e su quali elementi ritenga soddisfatto il requisito. È una contestazione politica e una richiesta di chiarimenti, non un accertamento formale di incompatibilità. La dichiarazione di Ruotolo e le reazioni politiche accompagnano il dibattito sulla candidatura, distinto dalla verifica giuridica richiesta dalla legge.

La continuità dell’Autorità nel frattempo

Nella stessa seduta il Cdm ha approvato anche un decreto-legge per assicurare la continuità delle funzioni dell’Anac. Secondo il resoconto della riunione, il testo prevede che l’attuale presidente e i componenti restino in carica, limitatamente agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti, fino alla nomina dei nuovi vertici e comunque per non oltre 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Il resoconto riferisce dunque l’approvazione del provvedimento, non consente da solo di stabilire quando sia entrato in vigore.

I prossimi passaggi sono il parere delle commissioni parlamentari e gli atti conclusivi previsti per la nomina. In quella fase resta da chiarire se l’incarico nella Lega ricada nel divieto e quando sia cessato; fino ad allora, l’eventuale incompatibilità non può essere presentata come accertata.

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