Seguici su

Politica

ANAC, il Cdm approva la proroga dei vertici uscenti: poteri limitati per un massimo di 45 giorni

Il decreto-ponte approvato il 5 novembre consente ai vertici uscenti di restare in funzione solo per l’ordinaria amministrazione e gli atti urgenti. Il termine parte dall’entrata in vigore, da verificare in Gazzetta Ufficiale.

Avatar

Pubblicato

il

Illustrazione della facciata istituzionale mostrata nel riferimento, con l’ingresso illuminato e senza insegne leggibili.
La facciata istituzionale richiama la transizione temporanea dei vertici dell’ANAC, in attesa dell’insediamento dei successori. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© DiariodelWeb.it / AI)

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 5 novembre un decreto-legge per garantire la continuità dell’ANAC durante il rinnovo dei suoi vertici. Il presidente e i componenti uscenti potranno continuare a esercitare le funzioni solo per gli atti di ordinaria amministrazione e per quelli indifferibili e urgenti, fino all’insediamento dei successori e comunque per non oltre 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Il testo è riportato nel resoconto del Consiglio dei ministri del 5 novembre.

Il via libera del Governo, da solo, non fa partire il conteggio: il termine decorre dalla data in cui il decreto entrerà in vigore, non dal giorno della riunione. Al 6 novembre non risulta ancora verificata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; senza quel passaggio non è possibile fissare la data di scadenza della proroga.

Che cosa possono fare i vertici durante la transizione

La misura è un regime temporaneo e circoscritto, non un rinnovo dell’incarico né una proroga senza termine. In base alla sintesi diffusa dopo la riunione, il collegio potrà occuparsi dell’amministrazione ordinaria e degli atti urgenti e indifferibili. Il decreto non attribuisce quindi ai vertici uscenti una piena estensione del mandato.

La distinzione conta perché l’ANAC vigila su ambiti che comprendono prevenzione della corruzione, trasparenza e contratti pubblici. La sua relazione sulle attività dell’Autorità descrive, tra le competenze, la vigilanza sugli appalti e la gestione di banche dati nazionali. La norma, però, non elenca nel resoconto quali singoli provvedimenti potranno essere adottati: spetterà ai casi concreti stabilire se rientrino nell’ordinaria amministrazione o siano davvero indifferibili e urgenti.

La proroga non conclude la nomina dei successori

Il decreto-ponte è distinto dalla procedura di rinnovo, avviata nello stesso Consiglio dei ministri. Il Governo ha deliberato l’avvio dell’iter per nominare Trifone Altieri presidente e Ivano Maccani, Eugenio Rubolino, Carmela Margherita Rodà e Maria Rosaria Maugeri componenti dell’Autorità. Sono candidature avviate, non nomine già perfezionate.

Il percorso prevede il passaggio nelle commissioni parlamentari competenti, il cui parere favorevole deve raggiungere la maggioranza dei due terzi dei componenti; la nomina avviene poi con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri. Il dossier del Senato sulle regole di nomina dell’ANAC chiarisce perché il via libera iniziale del Governo non coincide con l’insediamento del nuovo collegio.

La transizione si chiuderà con l’insediamento dei nuovi vertici, se avverrà prima del limite massimo, oppure allo scadere dei 45 giorni calcolati dall’entrata in vigore del decreto. Per conoscere il termine effettivo occorre dunque attendere la pubblicazione ufficiale e verificare la data indicata per l’efficacia della norma.

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *