Politica
CSM, Parlamento di nuovo al voto l’11 novembre per i dieci componenti laici
Dopo il mancato raggiungimento della maggioranza il 28 ottobre, Camera e Senato si riuniranno in seduta comune l’11 novembre alle 9.30. Al secondo scrutinio servono i tre quinti dei componenti dell’Assemblea.
Camera e Senato torneranno a votare in seduta comune mercoledì 11 novembre 2026 alle 9.30 per eleggere i dieci componenti di designazione parlamentare del Consiglio superiore della magistratura (CSM). Il primo scrutinio, il 28 ottobre, non ha raggiunto la maggioranza richiesta: la nuova convocazione annuncia un secondo voto, non un’elezione già avvenuta. La data e il quorum sono indicati nel comunicato della Camera sulla convocazione dell’11 novembre.
Per questa seconda votazione serviranno i voti dei tre quinti dei componenti dell’Assemblea. Se non sarà sufficiente, dal terzo scrutinio la soglia sarà calcolata sui tre quinti dei votanti. Il cambiamento riguarda quindi la base di calcolo della maggioranza, non il numero dei seggi da assegnare.
Due soglie diverse per i prossimi scrutini
| Scrutinio | Maggioranza richiesta | Base di calcolo |
|---|---|---|
| Secondo, l’11 novembre | Tre quinti | Componenti totali dell’Assemblea |
| Dal terzo in poi | Tre quinti | Votanti |
La comunicazione della Camera sull’esito del primo scrutinio riferisce che il 28 ottobre la maggioranza non è stata raggiunta e che si sarebbe proceduto a un nuovo voto. Non documenta l’elezione di alcun componente: i dieci seggi restano da assegnare.
Il voto dei parlamentari non riguarda i togati
La votazione dell’11 novembre riguarda soltanto i dieci membri scelti dal Parlamento. È un passaggio distinto dal rinnovo dei componenti togati, eletti dai magistrati: il Presidente della Repubblica aveva convocato separatamente le elezioni dei venti togati e chiesto la convocazione del Parlamento per i dieci membri di designazione parlamentare, come riferisce il comunicato del Quirinale sul rinnovo del CSM.
I componenti parlamentari, comunemente chiamati laici, sono scelti tra professori ordinari di materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio effettivo. Lo stabilisce l’avviso della Camera sulle candidature. La loro elezione non coincide con quella del vicepresidente del CSM: quest’ultimo sarà scelto dal Consiglio tra i componenti di designazione parlamentare.
La parte togata del rinnovo è stata trattata nel resoconto sui componenti eletti dai magistrati. Con il voto parlamentare ancora da svolgere, la composizione elettiva del nuovo Consiglio non è completa. Il prossimo passaggio è dunque il secondo scrutinio dell’11 novembre; se non basterà a eleggere i dieci componenti, la convocazione non indica una data per le votazioni successive.
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