Politica
Csm, i conteggi assegnano un seggio a Cosimo Ferri: attesa la proclamazione
I risultati riportati dalle cronache attribuiscono a Ferri uno dei cinque seggi proporzionali riservati ai giudici di merito. La proclamazione dei togati è ancora attesa; il primo voto parlamentare per i dieci componenti laici non ha raggiunto la maggioranza richiesta.
I conteggi delle elezioni dei magistrati attribuiscono a Cosimo Ferri un seggio tra i 20 componenti togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura. Il magistrato sarebbe stato eletto attraverso il riparto proporzionale, non per il risultato ottenuto nel solo collegio territoriale. Al 30 ottobre, però, le ricostruzioni giornalistiche segnalavano che mancavano ancora la proclamazione ufficiale e alcuni conteggi finali.
Le votazioni si sono svolte il 25 e 26 ottobre 2026; lo scrutinio dei giudici di merito si è concluso il 29. I numeri attribuiti a Ferri e ai candidati a lui collegati sono riportati da Il Fatto Quotidiano nella ricostruzione del riparto. La proclamazione resta un passaggio distinto dal conteggio provvisorio: fino alla formalizzazione, l’assegnazione va descritta come risultato non definitivo.
Come sono distribuiti i 20 seggi togati
Il sistema combina collegi maggioritari e una quota proporzionale. La legge 195 del 1958, con le modifiche successive, e i dossier parlamentari descrivono i collegi e i metodi di assegnazione. Per i giudici di merito, otto seggi sono assegnati nei collegi territoriali e cinque attraverso il riparto proporzionale nazionale. Gli altri sette seggi riguardano i magistrati di Cassazione e i pubblici ministeri.
| Categoria | Seggi | Modalità di assegnazione |
|---|---|---|
| Magistrati di Cassazione | 2 | Collegio nazionale, metodo maggioritario |
| Magistrati requirenti | 5 | Due collegi territoriali; quattro eletti tra i più votati e un seggio assegnato al miglior terzo |
| Giudici di merito | 13 | Otto seggi in quattro collegi territoriali e cinque con riparto proporzionale nazionale |
| Totale togati | 20 | Componenti eletti dai magistrati |
La distinzione è importante per leggere il caso Ferri: il collegio territoriale stabilisce una parte degli eletti, ma non esaurisce l’assegnazione dei seggi ai giudici di merito. Per la quota proporzionale contano anche i collegamenti tra candidati di collegi diversi e il calcolo nazionale. La scheda del Senato sul sistema elettorale illustra il collegio nazionale e il recupero proporzionale.
Il calcolo dei voti collegati a Ferri
Secondo i numeri riportati dal Fatto, Ferri ha ottenuto 258 voti nel suo collegio. La cifra elettorale complessiva del gruppo collegato comprenderebbe anche i voti di Elisabetta Scolozzi (104), Annarita Donofrio (129), Giacomo Gasparini (7) e Vincenzo Depalma (64): 562 voti in totale. La somma, secondo la ricostruzione, avrebbe consentito al candidato più votato del gruppo di accedere a uno dei cinque seggi proporzionali.
I 562 voti non sono preferenze personali di Ferri: sono la somma dei voti attribuiti ai candidati collegati. È questo il passaggio che spiega come il risultato proporzionale possa differire da quello del singolo collegio. Il calcolo resta comunque quello riferito dalla stampa, non un sostituto del verbale e della proclamazione dell’organo elettorale competente.
La ripartizione provvisoria e il voto sui componenti laici
Le ricostruzioni pubblicate il 30 ottobre attribuiscono sette seggi ad Area, quattro al gruppo formato da Autogoverno diffuso e Magistratura democratica, quattro a Unicost, quattro a Magistratura indipendente e uno a Ferri. Sono conteggi provvisori e raggruppamenti usati dalle cronache, non categorie istituzionali del Csm; la loro conferma dipende dalla conclusione delle operazioni elettorali.
La composizione del Consiglio non si esaurisce con il voto dei magistrati. La legge prevede anche 10 componenti laici, eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio. Il primo scrutinio parlamentare, convocato il 28 ottobre, non ha raggiunto la maggioranza richiesta: servono i tre quinti dell’assemblea nei primi due scrutini e i tre quinti dei votanti dal terzo. La Camera ha riferito che la data del secondo scrutinio doveva ancora essere stabilita.
Il precedente resoconto di DiariodelWeb.it sul primo giorno di scrutinio riguardava sette seggi assegnati con gli altri collegi e non anticipava l’esito proporzionale dei giudici di merito. I prossimi passaggi sono la proclamazione definitiva dei togati e la ripresa, con una nuova convocazione, delle votazioni parlamentari per i dieci componenti laici.
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