Politica
Csm, Nardecchia e Pilla eletti nei due seggi della Cassazione
Nel collegio nazionale della Cassazione, Nardecchia ha ottenuto 1.759 voti e Pilla 1.710, sei in più di Salvatore Casciaro. È un risultato parziale rispetto al rinnovo dell’intero Csm.
Giovanni Nardecchia ed Egle Pilla sono risultati eletti nei due seggi riservati ai magistrati con funzioni di legittimità nel rinnovo del Consiglio superiore della magistratura. Secondo i risultati riportati dai resoconti dello scrutinio del 28 ottobre 2026, Nardecchia ha ottenuto 1.759 voti e Pilla 1.710. Salvatore Casciaro, candidato di Magistratura Indipendente, si è fermato a 1.704: sei preferenze in meno di Pilla. Il resoconto dei risultati del collegio attribuisce a Casciaro il terzo posto, primo tra i non eletti.
Il risultato assegna due dei venti seggi togati, ma non definisce la composizione complessiva del nuovo Csm. I risultati sono riportati da fonti giornalistiche: non è stato reperito un verbale ufficiale di scrutinio con la proclamazione e il dettaglio dei voti.
I voti nel collegio della Cassazione
| Candidato | Voti riportati | Esito |
|---|---|---|
| Giovanni Nardecchia | 1.759 | Eletto |
| Egle Pilla | 1.710 | Eletta |
| Salvatore Casciaro | 1.704 | Primo dei non eletti |
Lo scrutinio ha riguardato un collegio unico nazionale. La disciplina elettorale prevede che i magistrati eleggano in quel collegio due componenti tra quanti svolgono funzioni di legittimità presso la Corte di Cassazione o la Procura generale presso la stessa Corte; sono eletti i due candidati più votati. L’articolo 23 della legge n. 195 del 1958 disciplina la ripartizione dei seggi togati nei diversi collegi.
Un resoconto iniziale indicava 7.682 schede scrutinate e 825 ancora da esaminare; un aggiornamento successivo riportava i risultati dei candidati e, sul totale di 8.507 schede, 460 bianche e 365 nulle. Questi dati aiutano a distinguere la prima fotografia dello spoglio dal risultato successivamente riferito, ma non sostituiscono il verbale ufficiale.
Le candidature e il significato del risultato
Nardecchia era sostenuto dalla rete Autogoverno diffuso con l’appoggio di Magistratura Democratica; Pilla è esponente di Area Democratica per la Giustizia. Casciaro era candidato per Magistratura Indipendente. In questo collegio, quindi, MI non ha ottenuto uno dei due seggi. Il dato descrive l’esito di questa specifica competizione: da solo non permette di ricavare gli equilibri complessivi del Consiglio né gli orientamenti dei suoi futuri componenti.
Il rinnovo riguarda venti membri togati, eletti dai magistrati, e dieci membri laici, eletti dal Parlamento in seduta comune. I due posti della Cassazione sono dunque una parte del totale: restavano da conoscere gli esiti degli altri collegi togati. Separato è il voto parlamentare sui dieci componenti laici: il Senato aveva annunciato la convocazione del Parlamento in seduta comune per l’elezione. L’avviso del Senato sulla seduta e sul voto per i componenti laici documenta questo passaggio distinto.
Perché contano i seggi togati
Il Csm interviene su aspetti centrali dello status professionale dei magistrati, tra cui assegnazioni, trasferimenti e promozioni, e svolge funzioni disciplinari. Per questo il rinnovo dei suoi componenti riguarda l’autogoverno della magistratura. La scheda istituzionale del Quirinale illustra composizione e compiti del Consiglio.
Il prossimo passaggio per definire il nuovo assetto è completare il rinnovo: occorre attendere gli esiti degli altri collegi togati e quelli dell’elezione parlamentare dei componenti laici. Solo allora sarà possibile descrivere la composizione complessiva del Csm, senza dedurla dal risultato della sola Cassazione.
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