Politica
CSM, Area e candidati sostenuti da Md conquistano cinque dei primi sette seggi
Nel primo giorno di scrutinio, il 28 ottobre, Area e candidati di Autogoverno diffuso sostenuti da Magistratura democratica hanno ottenuto cinque dei sette seggi assegnati. Il risultato non comprende ancora i 13 posti dei giudici di merito.
Nel primo giorno di scrutinio per il rinnovo del CSM, il 28 ottobre 2026, Area e candidati di Autogoverno diffuso sostenuti da Magistratura democratica hanno ottenuto cinque dei sette seggi assegnati. I posti riguardavano i due magistrati con funzioni di legittimità in Cassazione e i cinque pubblici ministeri. La maggioranza dei seggi scrutinati è quindi andata a queste candidature, ma il risultato non anticipa la composizione complessiva del nuovo Consiglio: restava da completare lo scrutinio dei giudici di merito.
Tra i risultati del collegio di Cassazione, Giovanni Nardecchia ha ottenuto 1.759 voti ed Egle Pilla 1.710. Nardecchia, candidato di Autogoverno diffuso con il sostegno di Md, è risultato il più votato; Pilla, candidata di Area, ha conquistato il secondo seggio. Il resoconto dei risultati della prima giornata di scrutinio riporta anche gli eletti nei collegi requirenti e i voti ottenuti.
I sette eletti e la distribuzione dei seggi
| Collegio | Eletti | Candidatura o collegamento riportato |
|---|---|---|
| Cassazione | Giovanni Nardecchia, Egle Pilla | Autogoverno diffuso, sostenuto da Md; Area |
| Pubblici ministeri, collegio 1 | Stefano Buccini, Eugenio Albamonte, Roberta Amadeo | Magistratura indipendente; Area; Autogoverno diffuso, sostenuto da Md |
| Pubblici ministeri, collegio 2 | Giuliano Caputo, Gianluca De Leo | UniCost; Area |
Nel collegio 1 dei pubblici ministeri Stefano Buccini, di Magistratura indipendente, ha ottenuto 941 voti ed Eugenio Albamonte, di Area, 926. Roberta Amadeo, candidata di Autogoverno diffuso, è stata eletta come migliore terza con 902 voti. Nel collegio 2 Giuliano Caputo, di UniCost, ha raccolto 972 voti; Gianluca De Leo, di Area, ne ha ottenuti 900.
Considerando i collegamenti riportati per i candidati, la distribuzione dei sette seggi è: tre ad Area, due ad Autogoverno diffuso sostenuta da Md, uno a Magistratura indipendente e uno a UniCost. È una fotografia dei primi collegi scrutinati, non la prova di un’intesa formale tra gruppi né un’indicazione certa della futura maggioranza del CSM.
Perché il risultato è ancora parziale
Le votazioni per i componenti togati si sono svolte il 25 e 26 ottobre. Il rinnovo assegna 20 seggi eletti dai magistrati: due nel collegio di legittimità, cinque ai pubblici ministeri e 13 ai giudici di merito. Il primo scrutinio ha riguardato i primi sette posti; quello dei giudici era previsto per il 29 ottobre e richiedeva anche il calcolo della quota proporzionale. La ripartizione definitiva non si può quindi ricavare dai risultati del giorno precedente.
Il CSM non è il Parlamento e i seggi togati non vanno confusi con i dieci componenti eletti dalle Camere in seduta comune. I togati sono una parte dei 30 componenti elettivi; nel Consiglio siedono inoltre tre membri di diritto. Il dossier della Camera sulla composizione del CSM riepiloga queste componenti e il quadro normativo.
La composizione conta perché il Consiglio decide su aspetti dello status dei magistrati, fra cui assegnazioni, trasferimenti e promozioni, e giudica le condotte disciplinarmente rilevanti. La pagina del Quirinale sulle funzioni del CSM illustra le competenze dell’organo. Un componente eletto nel collegio di legittimità partecipa inoltre alla sezione disciplinare, come ricostruito nel resoconto di Domani sui risultati in Cassazione.
Il passaggio successivo
Il dato decisivo per completare il quadro è l’esito dello scrutinio dei 13 seggi dei giudici di merito. La notizia principale resta dunque circoscritta ai primi sette posti assegnati il 28 ottobre: prima di pubblicare o aggiornare il pezzo, la redazione dovrà verificare l’esito della fase successiva e l’eventuale proclamazione ufficiale degli eletti.
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