Politica
Calenda annuncia «Il Centro», lista per le politiche 2027
Calenda indica Azione, Spazio Pubblico e Fondazione Einaudi nel progetto per il 2027. Pina Picierno conferma il coinvolgimento della sua associazione; l’adesione della Fondazione e di una parte dei Libdem resta da chiarire.
Carlo Calenda ha annunciato il nome «Il Centro» per la lista che Azione punta a presentare alle elezioni politiche del 2027. Nell’intervista al Foglio del 5 novembre, il leader di Azione indica tra i soggetti da riunire il suo partito, Spazio Pubblico di Pina Picierno e la Fondazione Einaudi. L’eventuale partecipazione di una parte dei Liberaldemocratici è invece presentata come una possibilità.
Il progetto, per come è stato descritto finora, mira a costruire un’area autonoma dai due schieramenti e a pesare sulla formazione del governo dopo il voto. Calenda lega questa eventualità al risultato elettorale: la lista sarebbe decisiva solo se ottenesse voti sufficienti a incidere sugli equilibri parlamentari. Non è quindi un accordo di governo già concluso, ma l’obiettivo politico dichiarato dal leader di Azione.
Chi ha confermato il coinvolgimento e chi no
Le adesioni indicate nell’annuncio non hanno tutte lo stesso grado di conferma. In un’intervista pubblicata il 4 novembre, Picierno ha detto che Spazio Pubblico sarà nella lista e ha descritto il cantiere come ancora aperto. La Fondazione Einaudi è invece inclusa da Calenda tra i soggetti che dovrebbero partecipare, ma tra le fonti consultate non risulta una sua dichiarazione o un atto che formalizzi l’adesione.
Più incerto è il coinvolgimento dei Libdem. Calenda ipotizza che possa aderire una parte dell’area, richiamando le divisioni interne al partito. Il 4 novembre la direzione del Partito Liberaldemocratico ha approvato, con 26 voti favorevoli e 21 contrari, una linea che apre interlocuzioni con tutte le forze politiche, non soltanto quelle centriste. Quel voto, riferisce Il Foglio, non equivale a un’adesione alla lista di Calenda.
| Data | Passaggio | Che cosa risulta |
|---|---|---|
| 2 novembre | Calenda anticipa una lista di centro | Parla di riunire movimenti dell’area, compresi Spazio Pubblico e una componente riformista dei Libdem, secondo l’intervista al Corriere riportata da HuffPost. |
| 4 novembre | Picierno e la direzione dei Libdem intervengono sul progetto | Picierno conferma la partecipazione di Spazio Pubblico; la direzione dei Libdem apre al dialogo con più forze, senza deliberare l’ingresso nella lista. |
| 5 novembre | Calenda annuncia il nome «Il Centro» | Indica Azione, Spazio Pubblico e Fondazione Einaudi; l’adesione di una parte dei Libdem resta eventuale. |
Le condizioni politiche indicate per il dopo voto
Calenda presenta la lista come alternativa al bipolarismo e indica tre condizioni per un eventuale accordo di governo: perseguire l’obiettivo di un’Europa federale, sostenere l’Ucraina e rilanciare industria e settore energetico. Sono le posizioni del leader di Azione, non un programma comune già approvato dai soggetti citati. Nell’intervista critica inoltre le coalizioni guidate da Giorgia Meloni ed Elly Schlein: le sue valutazioni su partiti e leader restano giudizi politici attribuibili a lui.
L’idea di una lista centrista era stata anticipata da Calenda il 2 novembre, quando aveva parlato di una formazione aperta a movimenti, popolari, europeisti e riformisti. L’annuncio del 5 novembre aggiunge un nome e indica con maggiore precisione i soggetti che vorrebbe coinvolgere, ma non rende pubblici statuto, organi, candidature o regole della lista. Nelle fonti consultate non compare un accordo sottoscritto da tutte le realtà nominate.
I prossimi passaggi da chiarire
Per capire se «Il Centro» diventerà una lista effettivamente condivisa occorrerà verificare le adesioni formali, soprattutto quella della Fondazione Einaudi e di eventuali esponenti Libdem, e conoscere le regole organizzative e le candidature. Anche la linea programmatica dovrà essere definita insieme ai soggetti che aderiranno. Per ora è annunciato un progetto elettorale per il 2027; la sua composizione definitiva e il suo possibile peso dopo il voto restano da stabilire.
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