Politica
Caso Siher, chiesta al CSM la tutela della gip Landoni: Nordio esclude ispettori
Dopo le critiche di Meloni, consiglieri del Csm hanno chiesto una pratica a tutela della giudice. Il Tribunale monitora i social per possibili minacce; Nordio esclude ispezioni.
Dopo le critiche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla decisione sul caso di Youssef Siher, consiglieri del Consiglio superiore della magistratura (Csm) hanno chiesto una pratica a tutela della gip di Milano Tiziana Landoni. Il documento è stato depositato il 29 ottobre al Comitato di presidenza: è una richiesta, non prova da sola che la Prima commissione abbia aperto la pratica. Intanto, secondo quanto riferito da Il Giorno, il Tribunale di Milano ha avviato il monitoraggio dei social dopo la comparsa di messaggi minacciosi rivolti alla giudice. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha escluso l’invio di ispettori, pur dicendosi sorpreso dalla decisione della gip. La richiesta dei consiglieri e le motivazioni riportate sono descritte nel resoconto ANSA del 29 ottobre.
Che cosa chiede la pratica a tutela
La richiesta è stata sottoscritta dai consiglieri togati del Csm, con l’eccezione di sei componenti di Magistratura indipendente, e dai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli. I firmatari collegano l’iniziativa alle dichiarazioni di Meloni sulla decisione di Landoni e sostengono che possano delegittimare la magistrata e la funzione giudiziaria. Nella loro valutazione, i provvedimenti possono essere criticati anche duramente, ma non rappresentati come un ostacolo alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione del lavoro delle forze dell’ordine. È la posizione dei firmatari, non una valutazione già attribuibile al Csm nel suo insieme.
La procedura è disciplinata dall’articolo 21-bis del regolamento interno del Consiglio. Il Comitato di presidenza trasmette la richiesta alla Prima commissione, che valuta se sussistano i presupposti per aprire la pratica. Se la apre, la commissione svolge l’istruttoria e formula una proposta da sottoporre all’assemblea plenaria. Il testo dell’articolo 21-bis pubblicato in Gazzetta Ufficiale indica come presupposto comportamenti che turbino il regolare svolgimento o la credibilità della funzione giudiziaria. La richiesta depositata, quindi, non coincide né con l’apertura della pratica né con una deliberazione conclusiva del plenum.
Nordio esclude gli ispettori: un passaggio distinto
Al Salone della giustizia, il 29 ottobre, Nordio ha detto di essere sorpreso dalla distanza tra la richiesta della Procura e la decisione della gip, ma ha escluso l’invio di ispettori al Tribunale di Milano. Nel resoconto del Ministero della Giustizia sulle dichiarazioni del ministro, Nordio distingue il merito delle decisioni giudiziarie da eventuali verifiche su violazioni procedurali o deontologiche e rimette alla Procura la scelta sull’eventuale impugnazione.
La richiesta al Csm e la posizione del ministro riguardano dunque due percorsi diversi: il primo è l’esame consiliare di una possibile tutela istituzionale; il secondo, l’eventuale iniziativa ispettiva del Ministero. Nessuno dei due modifica l’ordinanza sul caso Siher.
La decisione della gip e le minacce segnalate
Il 28 ottobre Landoni non ha convalidato il fermo di Siher e ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere. La conseguenza immediata è stata la liberazione, non un’assoluzione: il provvedimento cautelare non chiude di per sé l’indagine. Per la ricostruzione della decisione e la distinzione tra fermo, misura cautelare e giudizio definitivo, si può consultare l’articolo sulla decisione della gip.
Sul fronte della sicurezza personale, Il Giorno riferisce che i carabinieri incaricati di assistere la dirigenza del Tribunale stanno monitorando i canali social per individuare frasi minatorie. Secondo il quotidiano, è stata prospettata una possibile segnalazione alla Prefettura, che potrebbe valutare eventuali misure di protezione: la fonte non descrive una protezione già disposta. Anche questo piano resta distinto dalla procedura del Csm.
I prossimi passaggi
Restano da accertare lo stato della richiesta nella Prima commissione e l’eventuale adozione di misure di protezione. Una notizia specialistica del 30 ottobre riferisce che il Csm avrebbe deliberato l’apertura della pratica, mentre i resoconti ANSA consultati parlano del deposito della richiesta: prima di indicare l’apertura come avvenuta, serve conferma dell’atto o un riscontro ufficiale aggiornato. Intanto, sul versante ministeriale, Nordio ha dichiarato escluso l’invio di ispettori.
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