Politica
Exit tax, Forza Italia chiede tre correttivi: cosa cambierebbe
Stefania Craxi indica tre modifiche alla proposta di exit tax nella manovra 2027: tassare i guadagni maturati in Italia, salvaguardare chi ha già scelto il regime per i nuovi residenti e rinviare il pagamento per i trasferimenti nell’Ue. Per ora sono richieste politiche, non norme approvate.
Forza Italia chiede tre correttivi alla proposta di exit tax per chi trasferisce la residenza fiscale all’estero: limitare il prelievo ai guadagni maturati in Italia, tutelare chi ha già scelto il regime per i nuovi residenti e consentire il rinvio integrale del pagamento nei trasferimenti verso un altro Paese dell’Unione europea. A indicare le richieste il 5 novembre è stata Stefania Craxi, presidente dei senatori di FI. Non sono modifiche approvate: la norma è ancora una proposta contenuta nella manovra 2027.
La dichiarazione, riportata da ANSA il 5 novembre, annuncia che Forza Italia lavorerà in Parlamento con governo e maggioranza per cambiare la norma. La scheda della Camera sul disegno di legge di Bilancio registra la presentazione del testo il 30 ottobre e, dopo lo stralcio di alcune disposizioni, il passaggio a progetti derivati. La proposta fiscale non è diventata legge e la scheda non documenta un esito parlamentare sui correttivi indicati da Craxi.
Che cosa prevede la proposta di exit tax
La misura, contenuta nell’articolo 17 del disegno di legge, riguarda determinate plusvalenze finanziarie maturate ma non ancora realizzate al momento del trasferimento della residenza fiscale. In base al testo proposto, tra le condizioni per l’applicazione figurano almeno sei anni di residenza fiscale in Italia negli ultimi dieci e un valore complessivo di almeno 800.000 euro per le attività interessate. Il disegno prevede inoltre il pagamento entro 180 giorni; per i trasferimenti verso Paesi Ue o con adeguati accordi di cooperazione è contemplato un differimento, subordinato a un anticipo del 50% e a una garanzia. Una ricostruzione dei requisiti e dei meccanismi della proposta è disponibile nella guida dedicata all’articolo 17 del disegno di legge.
Queste regole sono ancora parte di un testo in esame: requisiti, modalità e decorrenze potrebbero cambiare durante l’iter. La richiesta di FI sul rinvio riguarda in particolare la liquidità di chi si trasferisce nell’Ue: il partito vuole eliminare sia l’anticipo sia la garanzia. Craxi ha sostenuto che tali condizioni potrebbero non reggere davanti alla Corte di giustizia Ue; è una valutazione politica, non una pronuncia della Corte.
I tre correttivi chiesti da Forza Italia
| Richiesta | Effetto indicato da FI | Che cosa si sa |
|---|---|---|
| Tassare solo i guadagni maturati in Italia | Usare il valore dei beni al momento dell’arrivo in Italia come riferimento, per delimitare la quota maturata durante la residenza italiana. | È il criterio proposto da Craxi; la dichiarazione non contiene un testo normativo dettagliato. |
| Salvaguardare chi ha già scelto il regime per i nuovi residenti | Evitare, secondo la senatrice, di cambiare le regole per chi ha già aderito. | La richiesta non specifica quali contribuenti riguarderebbe né come funzionerebbe la tutela. |
| Rinvio integrale per i trasferimenti nell’Ue | Consentire di differire tutto il pagamento, senza anticipo del 50% e garanzia. | La proposta attuale prevede condizioni per il differimento; FI chiede di rimuoverle. |
La tutela dei nuovi residenti resta da definire
La seconda richiesta richiama la promessa fatta a chi ha optato per il regime fiscale dei nuovi residenti, ma non chiarisce la platea interessata né il tipo di salvaguardia. Non è quindi possibile stabilire, sulla base della dichiarazione, se FI chieda un’esclusione dall’imposta, una disciplina transitoria o un’altra soluzione. Il punto dovrà essere precisato in un eventuale emendamento o in ulteriori dichiarazioni.
Quanto alla tassazione dei guadagni maturati in Italia, Craxi propone di prendere come riferimento il valore dei beni al momento dell’arrivo nel Paese e richiama il criterio già usato per le imprese. Anche questa indicazione, allo stato, esprime l’obiettivo politico del partito: non definisce da sola il metodo di calcolo da applicare ai contribuenti.
Il prossimo passaggio è l’esame parlamentare
Il 5 novembre non risultano documentati nelle fonti consultate né un emendamento di Forza Italia con il testo dei tre correttivi né un accordo del governo per accoglierli. Craxi ha annunciato il lavoro parlamentare, ma restano da vedere le proposte formali e l’esito dell’esame della manovra. Fino all’approvazione definitiva, la disciplina descrive ciò che il disegno di legge propone, non ciò che i contribuenti sono già tenuti a fare.
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