Politica
Costa annuncia la ripresentazione della proposta sulla separazione delle carriere
Enrico Costa annuncia che Forza Italia ripresenterà la proposta promossa dall’UCPI. Il testo parlamentare del 2022, usato come riferimento, prevedeva due CSM e modalità di scelta dei togati diverse dal sorteggio. La nuova versione e i tempi del deposito non sono stati indicati.
Forza Italia intende ripresentare in Parlamento la proposta di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere promossa dall’Unione delle Camere penali italiane (UCPI). Lo ha annunciato il 31 ottobre a Brescia Enrico Costa, presidente dei deputati del partito, a margine del congresso straordinario dell’UCPI. La dichiarazione, riportata dall’Agenzia giornalistica Opinione, non indica una data per il deposito né allega un nuovo testo: annuncia una scelta politica, non l’avvio di un nuovo esame parlamentare.
La distinzione è rilevante perché il progetto Costa del 2022, spesso usato come riferimento per questa iniziativa, non è oggi un testo in discussione. La Camera lo registra come assorbito dall’approvazione di una proposta abbinata; il successivo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 ha respinto la riforma approvata dal Parlamento. Per ripartire occorre dunque un nuovo atto e, se l’obiettivo è modificare la Costituzione, un nuovo procedimento parlamentare.
In breve: Costa annuncia la ripresentazione della proposta UCPI, ma non precisa quando verrà depositata né se il testo sarà identico a quello del 2022. Quel progetto prevedeva due Consigli superiori della magistratura, concorsi distinti e una modifica all’articolo 112 della Costituzione; per i componenti togati non prevedeva il sorteggio.
Il testo Costa del 2022 è un riferimento, non la nuova proposta
La proposta costituzionale A.C. 23, presentata da Costa alla Camera il 13 ottobre 2022, dichiarava di riprendere il testo di iniziativa popolare promosso dalle Camere penali e presentato nel 2017 con 75 mila firme. La proposta depositata nel 2022 consente di ricostruire i contenuti di quella versione, ma non dimostra che sarà identica a quella annunciata da Forza Italia.
Il progetto istituiva due Consigli superiori della magistratura: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Per entrambi prevedeva componenti togati individuati con modalità stabilite dalla legge e componenti laici scelti dal Parlamento, con una parità numerica tra le due componenti elettive. Non contemplava quindi il sorteggio dei magistrati.
Il testo prevedeva inoltre concorsi separati per giudici e pubblici ministeri e modificava l’articolo 112 della Costituzione: l’azione penale sarebbe stata esercitata «nei casi e secondo i modi previsti dalla legge». Sono interventi che toccano, oltre alla distinzione delle carriere, la composizione degli organi di autogoverno e le regole costituzionali sull’azione penale. Sono però elementi del progetto del 2022: Costa non ha ancora illustrato il contenuto di un nuovo testo.
Il precedente referendum e le differenze sul sorteggio
La proposta A.C. 23 confluì, insieme ad altri progetti, nell’esame della riforma costituzionale di iniziativa governativa. La scheda della Camera sull’iter di A.C. 23 la indica come assorbita dall’approvazione della proposta abbinata. La riforma sottoposta a referendum prevedeva anch’essa due CSM, ma introduceva il sorteggio per selezionare i componenti togati. La presenza di due organi separati, quindi, era un elemento comune; i criteri di composizione non coincidevano.
Il No ha prevalso nel referendum del 22 e 23 marzo 2026: i voti contrari sono stati 14.461.336, pari al 53,74%, contro 12.448.255 Sì. I risultati sono riportati negli atti della Camera e nella pagina del Ministero dell’Interno dedicata alla consultazione. Costa ha definito la riproposizione un «atto simbolico» in riferimento ai voti favorevoli; la dichiarazione non trasforma l’esito referendario in un mandato parlamentare né fa ripartire l’iter.
Quali passaggi servono per modificare la Costituzione
Una nuova proposta costituzionale deve seguire la procedura dell’articolo 138: ciascuna Camera vota il testo due volte, con almeno tre mesi tra le deliberazioni, e nella seconda votazione è richiesta la maggioranza assoluta dei componenti. Se in entrambe le Camere non si raggiunge la maggioranza dei due terzi, la legge può essere sottoposta a referendum, se ne fanno richiesta i soggetti indicati dalla Carta. Il testo dell’articolo 138 pubblicato dal Senato specifica inoltre che la legge non viene promulgata se non ottiene la maggioranza dei voti validi nel referendum.
Il primo passaggio da verificare sarà quindi il deposito: soltanto il nuovo atto permetterà di confrontare le norme con il progetto del 2022 e con la riforma bocciata alle urne. Fino ad allora restano da chiarire il testo, i tempi e il percorso che Forza Italia intende proporre alle Camere.
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