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Meloni dopo il No al referendum: «Bisogna insistere» sulla giustizia

Dopo la sconfitta del Sì al referendum costituzionale, Giorgia Meloni dice che sulla giustizia bisogna insistere. Nell’estratto del libro di Bruno Vespa non annuncia un nuovo testo né un calendario parlamentare.

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Illustrazione editoriale di Giorgia Meloni davanti a uno sfondo istituzionale essenziale.
Dopo la sconfitta del Sì al referendum, Giorgia Meloni dichiara di voler insistere sulle riforme della giustizia. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Dopo la sconfitta del Sì al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, Giorgia Meloni dice di voler continuare a sostenere riforme della giustizia. Nell’estratto del libro-intervista di Bruno Vespa pubblicato il 1° novembre, la presidente del Consiglio racconta di aver riflettuto a lungo e di aver concluso che «occorreva insistere». La dichiarazione esprime una linea politica, ma non annuncia un nuovo provvedimento, un testo di riforma o un calendario parlamentare. La fonte delle parole della premier è l’estratto del colloquio pubblicato da Vespa.

La lettura di Meloni sulla sconfitta

Nel passaggio, Meloni definisce il risultato referendario la sua maggiore delusione e sostiene che la riforma sarà ora più difficile. Tra i suoi obiettivi indica anche un argine a quelle che definisce degenerazioni delle correnti politicizzate. Si tratta della sua valutazione politica, non di una conclusione accertata sulle ragioni del voto.

Un’urna e un documento accompagnano tre dati: la revisione costituzionale non è stata approvata né promulgata; Meloni dichiara di voler insistere sulle riforme della giustizia.
Referendum, Meloni: «occorreva insistere» — Illustrazione generata con AI.

La premier attribuisce parte della sconfitta al peso del racconto della campagna rispetto al merito della proposta. Descrive inoltre gli elettori come divisi tra la richiesta di cambiamento e il timore delle trasformazioni. L’estratto riporta queste interpretazioni, ma non presenta dati o analisi indipendenti che ne dimostrino le cause.

Che cosa cambia dopo il referendum

La revisione costituzionale sottoposta al voto non è stata approvata. L’accertamento ministeriale dell’esito è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 2026: il risultato non è stato favorevole al testo. Di conseguenza, quella legge costituzionale non è stata promulgata.

Come prevede l’articolo 138 della Costituzione, una revisione costituzionale sottoposta a referendum non viene promulgata se non ottiene la maggioranza dei voti validi. Le parole di Meloni non modificano l’assetto vigente e non riavviano da sole l’iter. Un’eventuale iniziativa futura dovrebbe tradursi in atti e passaggi istituzionali concreti, che nell’estratto non sono indicati.

Per ora, quindi, il libro chiarisce l’intenzione dichiarata dalla premier, non le forme in cui potrebbe realizzarsi. Restano da definire contenuti, tempi e percorso parlamentare di eventuali proposte.

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