Politica
Il decreto bollette slitta al prossimo Cdm: tetto al gas ancora da definire
Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre ha approvato il disegno di legge di Bilancio, ma ha rinviato il decreto bollette bis per verifiche tecniche. L’intesa con Bruxelles non rende ancora operativo il tetto al gas: restano da definire regole, tempi e destinatari.
Il Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026 ha approvato il disegno di legge di Bilancio, ma ha rinviato il decreto bollette bis al prossimo Cdm per ulteriori verifiche tecniche. A riferirlo è stata Giorgia Meloni, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi: «Non ci sono né problemi di copertura né con la Commissione europea», ha detto la presidente del Consiglio, secondo il resoconto della conferenza pubblicato da Staffetta Quotidiana.
Il rinvio significa che il nuovo tetto al prezzo del gas non è ancora una misura operativa e non produce, per ora, gli effetti attesi sulle bollette dell’elettricità. Non è però corretto confondere il provvedimento atteso con ogni aiuto già previsto o applicato: la notizia riguarda il nuovo intervento legato al price cap, non l’intero insieme delle misure contro il caro-energia.
Che cosa è stato rinviato e che cosa resta da fare
Il 16 ottobre Palazzo Chigi aveva annunciato un’intesa con la Commissione europea sulle misure del decreto bollette, precisando che l’Italia avrebbe notificato le misure temporanee secondo le regole Ue sugli aiuti di Stato e che la Commissione le avrebbe valutate in via prioritaria. Il comunicato, ripreso da Radiocor, parlava di un’intesa sulle misure, non dell’entrata in vigore del nuovo meccanismo. L’annuncio di Meloni del 28 ottobre riguarda quindi un passaggio successivo: il testo deve ancora superare le verifiche tecniche e tornare in Consiglio dei ministri.
Prima del rinvio, le ricostruzioni giornalistiche descrivevano un tetto temporaneo al gas impiegato per produrre elettricità, con un valore e una decorrenza ancora da definire. Le stime circolate — compresa l’ipotesi di una riduzione delle bollette — non sono parametri approvati né risparmi garantiti. Anche la platea effettiva e le modalità con cui un eventuale calo del prezzo all’ingrosso arriverebbe ai clienti dipendono dal testo definitivo e dalle regole attuative.
Perché il prezzo del gas può incidere sulla bolletta elettrica
Il meccanismo ipotizzato interviene sul gas usato dalle centrali per generare elettricità, non direttamente sul prezzo del gas consumato nelle abitazioni. Nel mercato elettrico all’ingrosso europeo le offerte sono ordinate dai costi più bassi ai più alti; il prezzo di mercato è determinato dall’ultima fonte necessaria a soddisfare la domanda. Quando a fissarlo è una centrale a gas, un aumento del combustibile può quindi riflettersi sul prezzo dell’elettricità. La Commissione europea spiega il funzionamento del prezzo marginale nel mercato elettrico.
Un eventuale tetto potrebbe contenere quella componente, ma non trasformerebbe automaticamente il prezzo all’ingrosso in uno sconto identico per ogni famiglia o impresa. Le bollette comprendono anche costi di rete, oneri e imposte; inoltre, i contratti e i tempi con cui i fornitori trasferiscono le variazioni dei prezzi possono essere diversi. Per questo il risultato per il cliente finale si potrà valutare solo quando saranno noti il testo e le modalità di applicazione.
Il contesto: rincari già registrati per alcuni clienti vulnerabili
Il rinvio arriva mentre l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente segnala aumenti nei prezzi di riferimento per gruppi specifici di clienti. Per il quarto trimestre 2026, Arera ha previsto un aumento del 37,3% della bolletta elettrica rispetto al trimestre precedente per i circa tre milioni di clienti vulnerabili serviti in Maggior Tutela. È un dato circoscritto a questa platea e a quel confronto trimestrale: non descrive l’andamento di tutte le bollette e non misura l’effetto del decreto rinviato.
Anche per il gas, l’Autorità aveva rilevato a settembre un aumento del 12,7% della spesa dell’utente tipo nel Servizio di tutela della vulnerabilità rispetto ad agosto; la componente della materia prima era pari a 78,80 euro per megawattora. Il dato riguarda circa 2,3 milioni di clienti di quel servizio e non va confuso con una variazione generalizzata delle tariffe domestiche.
Le prossime tappe
Il governo ha indicato che il decreto tornerà all’esame del Consiglio dei ministri, ma al 28 ottobre non era stata comunicata la data della prossima riunione. Dopo un’eventuale approvazione, andranno chiariti contenuto, decorrenza e destinatari; per le misure soggette alle regole europee sugli aiuti di Stato resta inoltre il passaggio di notifica e valutazione annunciato il 16 ottobre. Fino ad allora, il tetto al gas e i risparmi che potrebbe generare restano da definire.
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