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Politica

Patria Multietnica? Tra sogni (di alcuni) e realtà politica

Il discorso di Sergio Mattarella al Meeting di Rimini ha sottolineato una visione idilliaca dell’Italia come patria multietnica. Tuttavia, la sfida dell’integrazione resta cruciale per evitare dinamiche di odio similari alle banlieue francesi.

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Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica (© Depositphotos)

Quando il Presidente Sergio Mattarella ha tenuto il suo discorso al Meeting di Rimini, ha evidenziato una visione utopica dell’Italia come patria multietnica e libera dai nazionalismi anacronistici. Il discorso è stato un inno all’apertura e all’integrazione, ma anche una forte critica al clima politico contemporaneo. E mentre le parole del presidente sono state utilizzate dalle opposizioni come una mazza per battere il governo, è fondamentale chiedersi se questa visione idilliaca possa mai diventare realtà.

Sfide dell’integrazione: lezioni dalla Banlieue

Mattarella ha posto l’accento su una patria multietnica, ma il rischio è che senza un piano solido per l’integrazione, la visione possa degenerare in odio e rabbia, simili a quelli visti nelle banlieue francesi. La Costituzione italiana funge da faro, ma non può essere piegata in nome di un’accettazione indiscriminata. La questione dell’integrazione non è solo etica, ma anche pratica, e va affrontata con un realismo lucido.

Libri e voci: il fenomeno Vannacci

Il presidente non ha mai citato il generale Vannacci, ma il suo libro “Il mondo al contrario” sembra avere toccato un nervo nella società italiana, superando altri titoli nelle vendite. L’attenzione al libro di Vannacci solleva questioni non così politicamente corrette ma comunque sentite dall’opinione pubblica. In questo contesto, non dovrebbe essere trascurata la voce dell’altro lato della barricata.

Le barriere invisibili: politiche UE e migrazione

Mattarella ha criticato l’approccio dell’UE alle questioni di immigrazione, ma togliere “muri e barriere” non basta per affrontare la complessità del problema. Ad esempio, i bambini afghani in Iran che hanno aiutato le forze italiane in Afghanistan attendono ancora l’evacuazione, nonostante le promesse. Questa è una delle molte situazioni che richiedono un approccio più umano, ma anche pragmatico.

Tra realismo e utopia

Viviamo in un mondo complicato, in cui le questioni come immigrazione e identità nazionale non possono essere risolte semplicemente con ideali utopici. Sebbene sia allettante rifugiarsi nel “libro dei sogni” di Mattarella, dobbiamo riconoscere che per trasformare questi ideali in realtà, è necessario affrontare le complessità inerenti alla governance, alla politica e al tessuto sociale dell’Italia moderna.

In conclusione, mentre il discorso di Mattarella offre una visione da perseguire, è solo attraverso un dibattito pubblico genuino e misure pragmatiche che possiamo sperare di avvicinarci a questa utopia. E forse, più che mai, è il momento per un dibattito costruttivo che possa elevarsi al di sopra del tumulto politico quotidiano.

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1 Commento

1 Commento

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    Ardmando

    1 Settembre 2023 at 7:54

    In europa essere multietnici significa solo piegarsi ai voleri di stranieri che pretendono di applicare i loro usi e costumi nei nostri territori, ritenendosi offesi dalle nostre tradizioni e pretendendo che queste vengano modificate o abolite per non urtare la loro sensibilità. E troppo spesso politicanti a caccia di nuovi sostenitori, si mostrano accondiscendenti. Senza contare il fatto che l’Europa parla di accoglienza e integrazione, ma è sempre e solo l’Italia a farsi carico di tutto ciò che arriva via mare. Se altre Nazioni fanno finta di nulla o non intervengono giustificandosi con scuse puerili, va tutto bene. Se l’Italia sgarra, diventa automaticamente una nazione di criminali razzisti e insensibili. Così come non ci sarà mai una vera unione dei popoli dell’Unione Europea, non ci sarà mai una Unione Europea veramente multietnica. Specie quando di mezzo c’è la prima ragione di divisione fra popoli differenti: la religione. Abolite le religioni e l’Uomo troverà unità. Ma dal momento che questa è la prima delle utopie, l’Unione non sarà mai unita ne multietnica.

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