Politica
Pecoraro Scanio contesta le nuove soglie per le firme elettorali
La legge n. 180 del 2026 prevede da 6.000 a 7.000 firme per alcune liste alla Camera. Pecoraro Scanio ne contesta le soglie, mentre sono già stati depositati ricorsi contro la legge su più profili, compreso l’accesso alle elezioni.
Alfonso Pecoraro Scanio contesta le nuove soglie di firme per presentare le liste alle elezioni politiche e chiede di verificarne la legittimità costituzionale. La legge n. 180 del 2026, in vigore dal 24 ottobre, stabilisce per alcune liste alla Camera da 6.000 a 7.000 sottoscrizioni per collegio plurinominale, contro le precedenti 1.500-2.000. Ma il suo intervento del 7 novembre non è il primo passaggio giudiziario: il 26 ottobre erano già stati depositati ricorsi contro la legge in 25 tribunali, anche sulla disciplina delle firme.
Dall’assemblea nazionale di Volt Italia a Genova, Pecoraro Scanio ha definito la norma una «grave disparità di trattamento» tra forze già rappresentate in Parlamento e nuovi soggetti. Ha invitato a verificarne la legittimità costituzionale, ma la dichiarazione riportata da Italpress non annuncia un ricorso promosso da lui. I procedimenti già avviati sono un’iniziativa distinta, promossa da una rete di organizzazioni e cittadini.
Le soglie e le deroghe previste dalla legge
La legge n. 180 del 9 ottobre 2026 modifica i requisiti per presentare le liste nei collegi plurinominali della Camera. La soglia ordinaria è compresa tra 6.000 e 7.000 elettori iscritti nelle liste dei comuni del collegio. Per partiti o gruppi costituiti in gruppo parlamentare o in componente politica di un gruppo parlamentare in almeno una Camera alla data di pubblicazione del decreto che indice le elezioni, il requisito scende a 1.500-2.000 firme.
| Condizione della lista | Sottoscrizioni richieste |
|---|---|
| Nessuna delle deroghe previste dalla legge | Da 6.000 a 7.000 per collegio plurinominale |
| Gruppo parlamentare o componente politica in almeno una Camera alla data del decreto elettorale | Da 1.500 a 2.000 per collegio plurinominale |
| Esenzione prevista dal comma 2, nei casi stabiliti | Nessuna sottoscrizione |
L’esenzione totale non riguarda indistintamente tutti i partiti presenti nelle istituzioni. La norma la mantiene per i partiti o gruppi che avevano un gruppo parlamentare in almeno una Camera all’inizio della legislatura e per partiti rappresentativi di minoranze linguistiche che abbiano ottenuto almeno un seggio nelle ultime elezioni per la Camera o il Senato. La fascia ridotta e l’esenzione totale dipendono quindi da requisiti diversi.
Le firme si raccolgono per ciascun collegio interessato, non in un’unica quota nazionale. Ogni lista deve inoltre presentare candidature in almeno metà delle circoscrizioni e in almeno due terzi dei collegi plurinominali di ciascuna circoscrizione. La legge dimezza il numero di firme in caso di scioglimento anticipato della Camera che ne riduca la scadenza di oltre 120 giorni. Per le formazioni non ammesse alle deroghe, la soglia più alta può aumentare l’impegno organizzativo necessario a presentarsi: l’entità concreta dipenderà dai territori scelti e dalla capacità di raccogliere e autenticare le sottoscrizioni.
I ricorsi già depositati e i prossimi passaggi
La contestazione di Pecoraro Scanio si inserisce in un confronto già avviato. Secondo l’agenzia ANSA, il 26 ottobre sono stati depositati ricorsi in 25 tribunali da parte della Rete per un voto libero e uguale. Le contestazioni riguardano più aspetti della legge, tra cui il premio di maggioranza, l’attribuzione dei seggi e le condizioni di accesso alla competizione, compreso l’aumento delle firme.
Il deposito dei ricorsi non equivale a una pronuncia d’incostituzionalità né significa che le questioni siano già state sottoposte alla Corte costituzionale. I ricorrenti chiedono ai giudici di valutare le questioni sollevate; spetterà ai tribunali decidere i passaggi successivi. La prima udienza, a Trento, è stata fissata per il 16 dicembre 2026, secondo ANSA. Le fonti consultate documentano il deposito e la calendarizzazione, non una decisione sul merito.
L’assemblea di Volt Italia a Genova si svolge il 7 e 8 novembre e, nel programma pubblicato dall’organizzazione, comprende attività in vista delle elezioni politiche del 2027. Per ora, la dichiarazione di Pecoraro Scanio resta una presa di posizione politica distinta dai ricorsi già depositati: la questione delle soglie è davanti ai tribunali nell’ambito di contestazioni più ampie, ma la sua legittimità non è stata decisa.
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