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Qatar, Autosport: chi salta il venerdì rischia Portogallo e Valencia

Dopo una nuova riunione a Sepang, Autosport riferisce che i piloti assenti dalla pista a Doha venerdì potrebbero essere esclusi dalle ultime due gare. Non risulta una sanzione FIM già deliberata.

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Illustrazione editoriale con il ritratto ravvicinato di un pilota MotoGP e una pista appena accennata sullo sfondo.
Un pilota MotoGP in un’illustrazione editoriale sul confronto relativo alla trasferta in Qatar e sul rischio di esclusione riportato da Autosport. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

I piloti della MotoGP si sono riuniti a Sepang venerdì 30 ottobre per discutere della trasferta in Qatar. Secondo Autosport, chi non si presentasse in pista a Doha venerdì 6 novembre rischierebbe di essere escluso dai Gran Premi di Portogallo e Valencia. È una conseguenza riferita dalla testata sulla base delle proprie informazioni: non risulta un provvedimento ufficiale della FIM che abbia già disposto l’esclusione.

La posta in gioco è alta perché, dopo il Qatar, restano soltanto le ultime due gare della stagione. Il calendario ufficiale fissa il Gran Premio portoghese a Portimão dal 20 al 22 novembre e quello di Valencia dal 27 al 29 novembre.

Una riunione tra piloti, senza rappresentanti dei team

Il confronto a Sepang si è svolto negli uffici Yamaha. Autosport riferisce che è iniziato alle 19 ed è durato circa un’ora; GPOne scrive che i piloti si sono incontrati da soli, senza rappresentanti delle squadre né del MotoGP Group. Le due ricostruzioni confermano la riunione, ma non riportano una decisione pubblica dei piloti né un’intesa con il promotore.

Autosport descrive anche un cambiamento negli orientamenti: a Phillip Island, la settimana precedente, circa tre quarti della griglia si sarebbero detti contrari al viaggio; a Sepang, secondo la testata, sarebbero rimasti tre piloti apertamente contrari. Lo stesso articolo parla però di una maggioranza ancora riluttante a partire. Sono valutazioni attribuite ad Autosport, non il risultato di un voto ufficiale o di una dichiarazione collettiva.

Il rischio disciplinare è una minaccia riportata, non una squalifica

La ricostruzione di Autosport distingue due possibili conseguenze di un’assenza: le squadre potrebbero trasferire ai piloti eventuali penalità economiche degli organizzatori; la FIM potrebbe valutare il mancato rispetto degli obblighi contrattuali e applicare sanzioni sportive. La testata riferisce che l’assenza dalla pista il venerdì potrebbe arrivare a precludere la partecipazione alle due gare successive. Non indica però una decisione già presa dagli organi disciplinari, né un atto FIM che applichi questa misura a piloti identificati.

Il regolamento FIM del 2026 attribuisce agli organi sportivi competenze disciplinari e prevede che le decisioni degli Stewards siano comunicate per iscritto alle parti interessate. Questo quadro generale non prova che sia stata deliberata una sanzione specifica per il Qatar: allo stato delle informazioni pubbliche consultate, il rischio di esclusione resta una previsione attribuita ad Autosport.

Le garanzie sulla sicurezza restano al centro del confronto

La disputa nasce dalle preoccupazioni dei piloti per la sicurezza e per la tutela delle persone presenti nel paddock se la situazione nella regione dovesse peggiorare. Autosport riferisce che il Qatar ha fornito garanzie su un piano di evacuazione, sui costi legati a un’eventuale chiusura dello spazio aereo e sul rimpatrio; il confronto riguarda anche quanto queste tutele siano dettagliate e chi debba risponderne. Nel precedente articolo sulle garanzie scritte richieste dai piloti, DiariodelWeb.it aveva ricostruito il nodo delle responsabilità e dei punti ancora da chiarire.

Il GP del Qatar resta in calendario dal 6 all’8 novembre. MotoGP aveva annunciato il rinvio a marzo, spiegando che la decisione era stata coordinata con la FIM e le autorità locali e indicando sicurezza e benessere dei partecipanti tra gli obiettivi. I prossimi passaggi concreti saranno l’arrivo delle squadre a Lusail e l’avvio delle attività in pista: fino ad allora, il possibile stop a Portimão e Valencia va letto come un rischio riportato, non come una squalifica già formalizzata.

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