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MotoGP

Sepang, l’asfalto si sfalda: detriti in pista e meno grip

Nelle prove del venerdì i piloti hanno segnalato frammenti d’asfalto e aderenza ridotta; almeno uno ha riportato lievi contusioni. Michelin mantiene tre opzioni posteriori, ma la riasfaltatura prevista non è stata eseguita.

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Illustrazione editoriale di un tratto di pista con asfalto scheggiato e frammenti sparsi sul fondo.
Le segnalazioni dei piloti a Sepang riguardano detriti in pista e aderenza ridotta. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Durante le prove di venerdì 30 ottobre a Sepang, frammenti d’asfalto si sono staccati dal tracciato e sono stati scagliati verso i piloti che seguivano. Diversi hanno segnalato detriti e grip ridotto; secondo Motorsport.com, almeno un pilota ha riportato lievi contusioni. La superficie deteriorata condiziona il lavoro delle squadre e riapre il tema della sicurezza, ma al momento le segnalazioni non equivalgono a un provvedimento ufficiale sulla gara.

Zulfahmi Khairuddin, team manager del SIC Racing Team, ha detto a Bernama che molti tratti sono danneggiati e sconnessi e che i tempi sul giro sono oltre un secondo più lenti del record del circuito. È un confronto riferito da Khairuddin: l’articolo non specifica i tempi considerati né le condizioni in cui sono stati registrati. Il dirigente ha aggiunto che le squadre devono affinare le regolazioni per aiutare i piloti a mantenere il rendimento fino alla fine della gara.

Il deterioramento interessa anche Moto3, secondo Khairuddin, e non soltanto la classe regina. Per capire come si traduce in pista, contano due aspetti collegati ma distinti: la risposta irregolare del fondo, che può compromettere l’aderenza, e i frammenti che le moto sollevano, un rischio concreto per chi è in scia.

Detriti e grip: le segnalazioni dei piloti

Fabio Di Giannantonio ha raccontato di essere stato colpito da sassolini durante una prova di partenza alle spalle di un altro pilota. Ha descritto il tracciato come una pista da motocross, in un paragone che rende l’idea dei detriti ma non costituisce una valutazione tecnica ufficiale. Luca Marini ha detto che quasi tutto il circuito è in cattive condizioni e ha indicato un rischio particolare alla prima frenata dopo la partenza, quando i piloti dietro potrebbero trovarsi nella traiettoria dei detriti.

Le valutazioni, però, non coincidono sulla gravità e sull’estensione del problema. Álex Márquez ha giudicato la superficie simile a quella dello scorso anno, pur segnalando tre o quattro punti al limite. Marc Márquez ha detto di non aver avvertito grandi differenze rispetto al test di febbraio e non ha definito pericolose le condizioni. Pecco Bagnaia ha espresso un giudizio analogo sul confronto con i test. Joan Mir e Álex Rins hanno invece indicato tratti specifici in cui il fondo o la trazione destano preoccupazione. Le dichiarazioni raccolte da Motorsport.com descrivono quindi un problema condiviso, ma non una diagnosi unanime sulla sua entità.

Il quadro è confermato anche dal resoconto di Autosport, secondo cui la maggioranza della griglia ha lamentato il deterioramento e diversi piloti sono stati colpiti da pezzi di asfalto nelle prime due sessioni del venerdì. Per ora non risulta annunciata una sospensione o una modifica delle gare. Le testimonianze documentano le condizioni riferite dai piloti; non sostituiscono un’ispezione tecnica o una decisione degli organizzatori e degli organi sportivi.

Perché il fondo cambia il lavoro sulle gomme

Il grip è l’aderenza tra pneumatico e asfalto. Se varia da un punto all’altro, la moto può rispondere in modo meno prevedibile in accelerazione, frenata e curva. Il team deve quindi adattare l’assetto e il pilota gestire lo sforzo: Augusto Fernández ha riferito che le gomme perdono rendimento sensibilmente dopo uno o due giri e che spingere troppo presto può penalizzare l’ultimo settore. È la sua valutazione del comportamento in pista, non una previsione valida per ogni moto o per tutta la gara.

La scelta degli pneumatici considera caratteristiche del circuito, condizioni del fondo e temperatura, oltre a messa a punto e stile di guida, come spiega la guida ufficiale MotoGP alla selezione delle gomme. In generale, una mescola più morbida può offrire più grip iniziale ma usurarsi prima; una più dura tende a privilegiare durata e rendimento nella parte finale. Sono indicazioni generali: non permettono da sole di stabilire quale opzione sia migliore sull’asfalto di Sepang questo fine settimana.

Michelin ha mantenuto tre specifiche posteriori per il Gran Premio, compresa una nuova media simmetrica preparata inizialmente in vista della riasfaltatura. Le altre due opzioni sono la soft già usata nel 2025 e la media dello scorso anno, riclassificata come hard per questo appuntamento; queste due hanno una spalla destra rinforzata. Il responsabile Michelin Piero Taramasso ha spiegato, in dichiarazioni riportate da Crash.net, che la nuova gomma è stata mantenuta per offrire alle squadre un’opzione aggiuntiva. La scelta amplia le possibilità di confronto, ma non dimostra che la nuova media sia più adatta al fondo attuale. Per un approfondimento sulle tre specifiche e sulla loro origine, la redazione ha già pubblicato un articolo sulla nuova opzione posteriore Michelin a Sepang.

La riasfaltatura non è stata fatta

Il circuito avrebbe dovuto essere riasfaltato prima dell’appuntamento MotoGP, ma i lavori non sono stati eseguiti. Michelin aveva preparato l’allocazione delle gomme pensando al nuovo fondo; una volta saltato l’intervento, ha deciso di lasciare comunque a disposizione la nuova media. Alcune parti del tracciato sarebbero state lavorate in vista dell’evento di Formula 1 in Malesia, ma le fonti consultate non consentono di stabilire con precisione quali interventi siano stati fatti né quanto abbiano inciso sulle condizioni osservate dai piloti.

Non emerge un calendario pubblico per la riasfaltatura completa né una risposta del gestore alle segnalazioni. Álex Márquez ha auspicato che il lavoro sia realizzato per il prossimo anno: è una speranza espressa dal pilota, non una data annunciata. Anche l’ipotesi che il degrado sia stato aggravato dalle vetture di Formula 1 è riportata da alcune ricostruzioni come possibile, non come causa accertata.

Qualifiche e Sprint saranno i prossimi riscontri

Il programma ufficiale prevede qualifiche e Sprint sabato 31 ottobre e il Gran Premio domenica 1° novembre. Saranno le prossime sessioni a mostrare come evolvono fondo, grip e detriti con il passaggio delle moto. Il riferimento utile per la redazione e per i lettori sarà verificare eventuali aggiornamenti degli organizzatori e degli organi sportivi: fino ad allora, le testimonianze dei piloti restano segnalazioni rilevanti, non un annuncio di modifiche al programma.

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