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ChatGPT ha citato una rete di siti politici anonimi in 19 risposte su 37
Nel test di NPR su dieci gare per la Camera negli Stati Uniti, ChatGPT ha citato una rete di siti anonimi in 19 risposte su 37. Diciassette citazioni rimandavano a pagine che si presentavano come testate locali; l’identità degli operatori e un eventuale effetto sul voto restano ignoti.
In una prova su dieci gare per la Camera negli Stati Uniti, ChatGPT ha citato una rete di siti anonimi in 19 risposte su 37; in 17 casi ha indicato pagine presentate come testate locali. I siti promuovevano soprattutto candidati democratici, ma non è stato identificato chi li gestisse né è emerso un legame dimostrato con candidati o comitati elettorali. Il risultato, documentato da un’inchiesta di NPR, descrive una prova circoscritta: non stabilisce quanto spesso accada in generale né se la rete abbia influenzato le scelte degli elettori.
La rete comprende 37 siti, dieci dei quali si presentavano come giornali locali. NPR ha esaminato i contenuti e confrontato le proprie osservazioni con il lavoro di VisionHeight, la società di sicurezza informatica che aveva individuato il gruppo. Tra le pagine citate c’era il Kalamazoo Beacon, che aveva pubblicato 16 articoli, tutti dedicati a Sean McCann, candidato democratico in Michigan. In una risposta sulla posizione dei candidati sul costo della vita, ChatGPT aveva indicato McCann come quello con il piano più dettagliato, citando il sito.
Una rete di pagine costruite per sembrare fonti diverse
I siti non erano tutti presentati come giornali. La rete comprendeva anche blog di opinione, pagine politiche statali e portali nazionali. NPR riferisce che gli articoli rimandavano talvolta a registri di voto e ad altre testate, ma che i candidati avversari comparivano per lo più poco o soltanto in relazione a temi potenzialmente sfavorevoli. Il problema documentato non è quindi che ogni informazione fosse falsa: è che contenuti orientati potevano apparire come contributi di fonti diverse e, in alcuni casi, come informazione locale indipendente.
Secondo il rapporto pubblicato da VisionHeight, i 37 indirizzi web furono registrati nella stessa serata di settembre: 36 in meno di otto minuti. La società ha inoltre rilevato che circa 100.000 parole di contenuti sui candidati furono pubblicate in un solo giorno, usando modelli ripetuti con quattro diverse impostazioni grafiche. Sono elementi che, secondo VisionHeight, suggeriscono una produzione automatizzata; non identificano però gli operatori né dimostrano chi abbia commissionato o finanziato i siti.
La struttura poteva dare l’impressione di un consenso più ampio. VisionHeight descrive gruppi di pagine con funzioni diverse: un sito dall’aspetto giornalistico, uno di opinione e altri portali che riprendevano gli stessi candidati. Nei contenuti analizzati dalla società ricorrevano profili e guide in forma di domande e risposte, formulate come richieste che un elettore potrebbe rivolgere a un assistente AI. I siti permettevano inoltre l’accesso ai crawler, i programmi automatici usati dai motori di ricerca e dai chatbot per leggere le pagine web; secondo VisionHeight, ciascun sito elencava 17 crawler e ne consentiva l’accesso.
La ricercatrice Renée DiResta, citata da NPR, ha osservato che dichiarare chi finanzia o coordina le pagine sarebbe la scelta etica più trasparente. Ha anche notato che gruppi diversi competono per influenzare quali contenuti vengono selezionati dai sistemi automatici. La rete, tuttavia, non è stata attribuita a un attore politico specifico.
Che cosa ha misurato la prova di NPR
NPR ha formulato 37 domande su dieci gare per la Camera e le ha sottoposte a ChatGPT, Gemini e alla ricerca Google il 22 e 23 ottobre 2026. Le domande riguardavano, tra l’altro, le posizioni dei candidati su costo della vita e sicurezza pubblica. Per ciascuna domanda e ciascun servizio è stata effettuata una sola richiesta, in sessioni private e con un indirizzo IP associato allo Stato della gara o a uno Stato vicino.
| Servizio | Esito osservato da NPR |
|---|---|
| ChatGPT | Ha citato la rete in 19 risposte su 37; 17 citazioni provenivano da siti che si presentavano come testate locali. |
| Gemini | Non ha citato la rete nelle risposte raccolte; in sette casi non ha risposto direttamente e ha rimandato a fonti esterne. |
| Ricerca Google | I siti non sono comparsi nella prima pagina dei risultati esaminati; neppure le AI Overview li hanno menzionati in quella prova. |
Il confronto vale per le risposte raccolte in quelle sessioni, non per ogni utente o versione dei servizi. Le risposte dei chatbot possono cambiare anche quando la domanda resta identica. Dopo aver segnalato i siti a OpenAI, NPR ha ripetuto cinque volte una domanda sul caso McCann: il Kalamazoo Beacon è comparso come fonte in tutte e cinque le risposte. NPR ha precisato che in alcune risposte McCann non era più indicato come autore del piano sul costo della vita più dettagliato, mentre in altre lo era ancora.
Un’altra prova, descritta da The Atlantic, ha rilevato due siti della rete tra le fonti della modalità AI di Google in risposta a una domanda diversa su McCann. Non è una replica del test di NPR: riguarda un’altra richiesta e un’altra modalità del servizio. Mostra però perché i risultati di un singolo esperimento non bastano a descrivere in modo definitivo il comportamento di tutti gli strumenti.
Il contesto: elettori e risposte generate dall’AI
La rilevanza del caso dipende anche dal tipo di informazioni cercate. In un sondaggio del Pew Research Center su 5.273 adulti statunitensi, condotto dal 12 al 18 ottobre 2026, l’8% ha dichiarato di usare chatbot AI per cercare informazioni sulle elezioni di metà mandato. Tra queste persone, il 76% cercava informazioni sulle posizioni dei candidati e il 71% voleva verificare l’accuratezza di notizie già sentite o lette. I dati non misurano l’esposizione involontaria a risposte generate dall’AI, ma mostrano che alcuni elettori si rivolgono ai chatbot proprio per valutare candidati e informazioni politiche.
La scarsità di fonti affidabili su alcune gare locali può amplificare il problema. Quando esistono pochi articoli indipendenti su un candidato, i sistemi automatici hanno meno materiali solidi con cui confrontare le pagine trovate. Questa situazione è spesso definita data void, cioè un vuoto informativo. NPR richiama ricerche preliminari secondo cui i chatbot possono citare più spesso fonti discutibili quando la copertura giornalistica affidabile è limitata. La prova sull’AI, da sola, non dimostra però che ogni gara locale sia esposta allo stesso rischio.
Google ha dichiarato a NPR di aver rilevato una violazione delle proprie regole e di avere agito; l’inchiesta riferisce che i siti non sono comparsi nei risultati osservati nella prova successiva. OpenAI ha detto di intervenire per migliorare le risposte quando riceve segnalazioni di problemi. NPR non ha potuto stabilire quali cambiamenti siano stati introdotti da OpenAI: il sito legato a McCann è rimasto tra le fonti in tutti e cinque i tentativi successivi.
Che cosa controllare prima di fidarsi di una risposta
Gli operatori della rete non sono stati identificati. La candidata JoAnna Mendoza ha dichiarato di non aver creato i siti e di non sapere chi ci fosse dietro; il Comitato democratico per le campagne alla Camera ha negato un coinvolgimento. NPR riferisce inoltre che diversi candidati e comitati interpellati non hanno risposto. Queste dichiarazioni non chiariscono l’origine della rete, e le prove disponibili non dimostrano che i siti abbiano modificato le intenzioni di voto.
Per chi consulta un chatbot, il controllo più utile è aprire le fonti citate e verificare chi pubblica, quali altri candidati vengono trattati e se le affermazioni trovano riscontro in documenti ufficiali o in testate indipendenti. Anche il nome di un giornale locale non prova, da solo, che esistano una redazione, un editore identificabile o un lavoro giornalistico indipendente. La ricostruzione di NPR documenta una vulnerabilità possibile e una rete in grado di entrare in alcune risposte: non consente di stimarne la diffusione complessiva né di attribuirle un effetto elettorale.
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