Seguici su

Casa

Vacanze estive 2026, cambia il calendario degli italiani: boom delle case vacanza e meno partenze ad agosto

Nel 2026 gli italiani scelgono sempre meno agosto: quasi 16 milioni partiranno a luglio o settembre. Crescono le case vacanza e i soggiorni durano in media 11 giorni

Avatar

Pubblicato

il

Famiglia in vacanza
Famiglia in vacanza (© Redazione / AI)

Le abitudini turistiche degli italiani stanno cambiando. Agosto non è più l’unico mese simbolo delle ferie estive: nel 2026 quasi 16 milioni di persone partiranno a luglio o a settembre, alla ricerca di prezzi più sostenibili, località meno affollate e una maggiore libertà nella scelta delle date.

A fotografare il nuovo modo di viaggiare è un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana. Dallo studio emerge anche il forte aumento delle case vacanza, scelte da più di 7,6 milioni di viaggiatori, mentre per trasporto e alloggio la spesa media prevista raggiunge 939 euro a persona.

Agosto perde centralità: quasi 16 milioni in viaggio a luglio o settembre

Per molti decenni le ferie estive degli italiani si sono concentrate nelle settimane centrali di agosto. Nel 2026, invece, un vacanziere su due sceglierà di partire a luglio e/o a settembre.

Quasi 16 milioni di persone programmeranno il proprio viaggio in uno di questi due mesi, mentre oltre 4,1 milioni di italiani hanno già trascorso le ferie estive nel mese di giugno.

La scelta del periodo varia anche in base all’età. Luglio risulta particolarmente apprezzato dai viaggiatori tra i 45 e i 54 anni: a livello nazionale è indicato dal 28,4% di chi partirà, ma nella fascia considerata la percentuale sale al 37%.

Settembre è invece il mese preferito dai vacanzieri tra i 65 e i 74 anni. In questo gruppo anagrafico viene scelto dal 42,1% degli intervistati, contro una media nazionale del 28,8%.

Il quadro conferma una crescente destagionalizzazione delle ferie, favorita anche dalla possibilità di evitare il periodo più costoso e affollato dell’estate.

La durata media delle vacanze scende a 11 giorni

Non cambia soltanto il periodo delle partenze. A modificarsi è anche la durata dei soggiorni, che nel 2026 sarà mediamente di 11 giorni.

Quasi un italiano su quattro, corrispondente a circa 7 milioni di persone, ha dichiarato di aver ridotto la durata della propria vacanza rispetto alle intenzioni iniziali.

Per oltre 5,2 milioni di viaggiatori, la decisione è legata direttamente all’aumento del costo della vita o al rincaro delle singole componenti del viaggio, come carburante, biglietti, pernottamenti e servizi turistici.

Il dato evidenzia come il budget familiare continui a influenzare profondamente l’organizzazione delle ferie. Molti italiani non rinunciano a partire, ma scelgono soggiorni più brevi, periodi alternativi e soluzioni abitative considerate maggiormente convenienti.

Boom delle case vacanza con oltre 7,6 milioni di preferenze

Tra le principali novità delle vacanze estive 2026 spicca la crescita delle case vacanza. Appartamenti, villette e abitazioni affittate per brevi periodi raccolgono il 26,9% delle preferenze, pari a più di 7,6 milioni di viaggiatori.

La soluzione permette generalmente di disporre di maggiore autonomia, di cucinare in casa e di dividere le spese tra più persone. Elementi che risultano particolarmente importanti per famiglie e gruppi di amici intenzionati a contenere il costo complessivo del soggiorno.

Per superare le preferenze ottenute dalle case vacanza, le strutture ricettive tradizionali devono essere considerate nel loro insieme. Alberghi, hotel, agriturismi e bed and breakfast raggiungono complessivamente il 38,2%, corrispondente a poco meno di 11 milioni di persone.

Il dato mostra quindi la crescente capacità del turismo “fai da te” di competere con l’offerta professionale, soprattutto nelle destinazioni balneari e nelle località in cui sono disponibili numerosi appartamenti turistici.

La maggioranza resta in Italia, ma oltre 6 milioni scelgono l’Europa

La destinazione principale delle ferie rimane l’Italia. Mare, montagna, città d’arte e borghi continueranno ad attirare la maggior parte dei viaggiatori, anche grazie alla possibilità di raggiungere molte località con la propria automobile.

Saranno però più di 6,2 milioni gli italiani diretti verso una meta europea. La Spagna si conferma il Paese straniero più scelto, indicato dal 22,4% di chi viaggerà in Europa.

Seguono la Grecia, con il 14,5% delle preferenze, e la Francia, scelta dal 10,8%. Si tratta di destinazioni facilmente raggiungibili e caratterizzate da una vasta offerta balneare, culturale e gastronomica.

Più contenute le percentuali relative ai viaggi intercontinentali: il 2,1% dei vacanzieri andrà in Asia, l’1,9% in America Latina e l’1,4% in Medio Oriente.

Solo l’1% ha dichiarato di voler raggiungere il Nord America. Il valore appare in calo rispetto al 2022, quando, secondo i dati Istat richiamati dall’indagine, quasi il 3% degli italiani aveva trascorso una vacanza negli Stati Uniti.

L’automobile resta il mezzo preferito per le ferie

Più della metà degli italiani raggiungerà la destinazione finale in automobile. Il mezzo privato sarà utilizzato da oltre 15,8 milioni di vacanzieri, pari al 55,5% del totale.

La percentuale raggiunge il 66,6% tra le persone di età compresa tra i 45 e i 54 anni e sale ulteriormente tra i residenti nel Nord Est, dove l’auto viene scelta dal 67,2% dei viaggiatori.

L’automobile continua a essere percepita come il mezzo più flessibile, soprattutto per chi viaggia con bambini, bagagli numerosi o deve raggiungere località non servite direttamente dal trasporto pubblico.

Al secondo posto si colloca l’aereo, che verrà utilizzato da oltre 8,7 milioni di italiani, pari al 30,7% del campione. Il ricorso al trasporto aereo è particolarmente elevato tra i più giovani: nella fascia tra i 25 e i 34 anni la percentuale arriva al 54%.

Amici e conoscenti contano più degli influencer

L’indagine analizza anche i fattori che orientano la scelta della destinazione. Il 36,1% degli intervistati ha deciso di tornare in una località già visitata, affidandosi quindi a un’esperienza personale positiva.

Un viaggiatore su quattro ha seguito il suggerimento di amici, parenti o colleghi, mentre per oltre 7 milioni di persone è stato soprattutto il budget disponibile a determinare la scelta.

Più limitato, invece, il peso degli influencer. Nonostante la presenza costante di video, fotografie e racconti di viaggio sui social network, soltanto il 9,7% dei rispondenti ha dichiarato di essersi lasciato ispirare dai contenuti pubblicati dai creator.

Il passaparola tradizionale mantiene dunque un ruolo centrale. I consigli provenienti da persone conosciute vengono considerati più affidabili delle immagini promozionali diffuse attraverso i social.

Quasi mille euro a persona per trasporto e pernottamento

La spesa media dichiarata dagli italiani per le ferie 2026 raggiunge 939 euro a persona, considerando esclusivamente il costo del trasporto e dell’alloggio.

Alla cifra devono quindi essere aggiunte le spese per ristoranti, attività, stabilimenti balneari, escursioni, acquisti e altri servizi utilizzati durante il soggiorno.

Il peso economico delle ferie spinge alcune famiglie a ricorrere anche al credito. Secondo le stime di Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati prestiti personali per circa 170 milioni di euro destinati proprio al finanziamento delle vacanze.

Un fenomeno che conferma quanto il viaggio estivo rimanga importante per gli italiani, ma anche quanto sia necessario pianificare attentamente le spese per evitare che il costo delle ferie comprometta l’equilibrio economico familiare.

Vacanze 2026 tra flessibilità, risparmio e nuove abitudini

Il quadro che emerge è quello di un turismo sempre più flessibile e meno legato alle tradizioni del passato. Gli italiani continuano a viaggiare, ma distribuiscono le partenze su più mesi, riducono la durata dei soggiorni e ricercano formule più autonome.

Case vacanza, automobile e partenze fuori agosto diventano così i simboli dell’estate 2026. A orientare le decisioni sono soprattutto il prezzo, le esperienze già vissute e i consigli di amici e familiari.

Più che rinunciare alle ferie, gli italiani sembrano quindi intenzionati a ripensarle, adattandole a un contesto economico in cui la possibilità di partire dipende sempre più dalla capacità di contenere e programmare i costi.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di DiariodelWeb.it e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *