GenovaLavoro
La Cisl avvia da Genova la mobilitazione sulla manovra 2027
Daniela Fumarola chiede modifiche su fisco, pensioni e organici scolastici. Il disegno di legge prevede ulteriori riduzioni di posti nella scuola e nuove percentuali di rivalutazione per le pensioni più alte.
La Cisl ha avviato il 7 novembre da Genova la mobilitazione nazionale «Il Patto che unisce», chiedendo correzioni alla legge di Bilancio 2027 su fisco, pensioni e scuola. La segretaria generale Daniela Fumarola ha contestato l’ampliamento del regime forfettario, le nuove percentuali di rivalutazione delle pensioni e un’ulteriore riduzione degli organici scolastici. La Cisl ha presentato le richieste al termine della manifestazione: sono posizioni del sindacato, non modifiche già approvate o entrate in vigore.
Secondo il resoconto della Cisl, all’iniziativa hanno partecipato migliaia di lavoratori, pensionati, delegati e quadri delle dieci regioni del Nord. Il percorso proseguirà a Gioia Tauro il 28 novembre e si concluderà a Roma il 12 dicembre, mentre l’iter della manovra è ancora in corso alla Camera. L’obiettivo dichiarato dal sindacato è intervenire sul testo e aprire, insieme a Governo, imprese e parti sociali, un confronto più ampio sulle politiche economiche e sociali.
Scuola: quasi 7mila posti in meno nella proposta
Il disegno di legge prevede, dall’anno scolastico 2027/28, un’ulteriore riduzione di 4.925 posti per i docenti e 2.049 per il personale Ata, per un totale di 6.974. La disposizione interviene su riduzioni già previste dalla normativa e non è un taglio già applicato: il testo è una proposta parlamentare, ancora modificabile durante l’esame.
Fumarola ha chiesto di ritirare la misura, che la Cisl considera miope per il sistema scolastico. Le cifre e la decorrenza sono riportate nel testo del disegno di legge pubblicato dalla Camera.
Pensioni: le percentuali di rivalutazione previste nel testo
Per il 2027, la proposta differenzia la quota di rivalutazione automatica riconosciuta in base all’importo complessivo della pensione. Non si tratta di percentuali di riduzione dell’assegno, ma della quota dell’adeguamento all’inflazione prevista per ciascuna fascia. La Cisl contesta questa rimodulazione e chiede di rivederla.
| Importo complessivo della pensione | Quota di rivalutazione prevista |
|---|---|
| Fino a 4 volte il trattamento minimo Inps | 100% |
| Oltre 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo | 85% |
| Oltre 5 e fino a 6 volte il trattamento minimo | 53% |
| Oltre 6 e fino a 8 volte il trattamento minimo | 47% |
| Oltre 8 e fino a 10 volte il trattamento minimo | 37% |
| Oltre 10 volte il trattamento minimo | 32% |
Le percentuali sono quelle indicate dall’articolo 55 del disegno di legge; il meccanismo prevede anche soglie di salvaguardia tra una fascia e l’altra. L’effetto in euro per ciascun pensionato dipende dall’importo dell’assegno e dal tasso di inflazione utilizzato per la rivalutazione: il testo, da solo, non determina un importo individuale.
Fisco: la contestazione della Cisl e i limiti del confronto
Il disegno di legge alza a 100mila euro la soglia di ricavi o compensi per l’accesso al regime forfettario; Fumarola contesta l’estensione del regime, che la Cisl descrive come tassazione al 15%. La segretaria ha sostenuto che, a parità di reddito, un dipendente o un pensionato pagherebbe più del triplo delle imposte rispetto a un autonomo interessato dal regime.
Quest’ultimo è un confronto affermato dalla Cisl, non una stima indipendente presentata nel resoconto sindacale. Senza le ipotesi di calcolo — tra cui reddito imponibile, contributi e imposte considerate — non è possibile ricavarne un confronto generale valido per tutti i contribuenti.
La mobilitazione punta anche a un patto sociale
La campagna non si limita alle richieste sulla manovra. La Cisl propone un accordo di più lungo periodo tra Governo, imprese e parti sociali, con impegni che, nelle parole di Fumarola, guardino ai prossimi dieci anni e non soltanto alla stagione politica corrente. La base programmatica è il Libro Verde per il Patto sociale, che raccoglie oltre 120 proposte in undici aree: tra le priorità indicate figurano salari, fisco, pensioni, welfare, scuola, formazione, infrastrutture, industria e partecipazione dei lavoratori.
Per lavoratori, pensionati e famiglie, nell’immediato la mobilitazione apre un confronto sulle proposte: non cambia da sé la manovra né introduce nuove regole. I prossimi passaggi sono le tappe di Gioia Tauro e Roma; per le richieste della Cisl, la decisione spetterà al Parlamento, mentre l’eventuale patto sociale resta una proposta da discutere.
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