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Lavoro

Colosseo, la Cgil annuncia stop a subappalti e lavori su fune

Dopo la morte di Andrea Moretti, il sindacato riferisce di un accordo con il Ministero della Cultura: i lavori dovrebbero ripartire il 3 novembre. Il testo dell’intesa non è disponibile tra le fonti consultate.

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Casco da lavoro e corda ripiegata davanti agli archi del Colosseo, in un’illustrazione editoriale.
La Cgil riferisce di un accordo con il Ministero della Cultura che escluderebbe subappalti e lavori su fune nei cantieri del Parco archeologico del Colosseo. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

La Cgil annuncia un cambio delle modalità di lavoro nei cantieri del Parco archeologico del Colosseo: secondo il sindacato, l’accordo raggiunto con il Ministero della Cultura esclude subappalti e lavori di edilizia acrobatica, cioè eseguiti su fune. Gli interventi dovrebbero riprendere martedì 3 novembre, a poco più di un mese dalla morte di Andrea Moretti, operaio di 22 anni deceduto mentre lavorava nel monumento. Non sono però disponibili il testo dell’intesa né dettagli sufficienti per stabilire quali cantieri e lavorazioni saranno interessati.

La notizia è riportata da Sky TG24, che riferisce l’annuncio di Cgil e Fp Cgil Roma e Lazio. Tra i materiali consultati non risulta una comunicazione del Ministero che confermi i termini dell’accordo. Lo stop va quindi attribuito al sindacato: la sua applicazione concreta e la portata delle nuove regole restano da chiarire.

Che cosa annuncia la Cgil e che cosa resta da definire

Secondo il resoconto, l’intesa cambierebbe il modello di lavoro al Parco archeologico, escludendo il ricorso ai subappalti e all’edilizia acrobatica. La Cgil presenta l’accordo come un risultato del confronto con il Ministero e della mobilitazione dei lavoratori dopo l’incidente. Chiede inoltre di estendere il confronto agli altri siti archeologici e culturali, sostenendo che le tutele debbano riguardare anche dipendenti delle imprese esterne, ditte di manutenzione e società di servizi.

La richiesta di estensione è una proposta sindacale, non una misura che risulta già applicata oltre il Colosseo. Anche per il Parco, senza il testo dell’intesa non è possibile precisare se il divieto riguardi tutti i cantieri o soltanto alcune attività, da quando decorra, per quanto tempo resti in vigore e quali verifiche ne accompagneranno l’attuazione. Sono dettagli che determineranno il cambiamento effettivo nell’organizzazione dei lavori.

La morte di Moretti e le contestazioni sulle condizioni di lavoro

Il Ministero della Cultura e il Parco archeologico hanno comunicato che Moretti, specializzato in lavori in fune in quota, è morto in seguito a un incidente sul lavoro avvenuto all’interno dell’Anfiteatro Flavio nella notte tra il 22 e il 23 settembre. Nel comunicato del 23 settembre, il Ministero riferiva che la magistratura era impegnata a determinare la dinamica dell’accaduto. Le eventuali responsabilità restano materia degli accertamenti: l’annuncio sulle nuove modalità di lavoro non equivale a una ricostruzione dell’incidente né ne stabilisce le cause.

Dopo la morte dell’operaio, la Cgil aveva chiesto verifiche sugli appalti, sulle condizioni di sicurezza e sulla filiera dei lavori. In un intervento pubblicato il 21 ottobre, il sindacato ha inoltre contestato che Moretti fosse definito «esperto» e ha affermato di non aver trovato riscontri alla sua formazione specifica per i lavori su fune. È una ricostruzione sindacale: nel comunicato ufficiale del 23 settembre, invece, il Ministero lo aveva descritto come specializzato in quel tipo di lavorazioni. La differenza tra le due affermazioni non chiarisce da sola la dinamica dell’incidente e va tenuta distinta dalle conclusioni degli accertamenti.

La ripresa dei lavori è il prossimo passaggio

La data indicata per la ripartenza è il 3 novembre. Per capire se e come il modello dei cantieri cambierà davvero, serviranno la pubblicazione o la conferma dei termini dell’intesa, l’indicazione degli interventi interessati e informazioni sui controlli previsti. Per ora, la Cgil presenta la misura come riferita al Parco archeologico del Colosseo e sollecita un confronto più ampio per gli altri siti culturali.

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