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Lavoro

Konecta, solidarietà per circa mille lavoratori fino al 2027

L’accordo quadro prevede solidarietà in 19 sedi, rotazione e anticipo aziendale dell’integrazione salariale. Asti, Ivrea e Torino partiranno a gennaio; per altri tre siti restano da definire accordi specifici.

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Illustrazione di un’addetta generica al lavoro a una postazione di call center con cuffie e computer.
Una postazione di call center rappresenta i lavoratori coinvolti dall’accordo quadro di solidarietà. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Konecta Italia e i sindacati hanno firmato il 27 ottobre al Ministero del Lavoro un accordo quadro per gestire la crisi occupazionale dell’azienda. Secondo il comunicato delle organizzazioni sindacali, la preinformativa aziendale indicava circa mille esuberi a livello nazionale. L’intesa prevede contratti di solidarietà difensiva in 19 sedi, con una riduzione complessiva del personale coinvolto pari al 30% su base mensile per ciascuna unità produttiva. Sono previsti anche la rotazione e l’anticipo aziendale dell’integrazione salariale. Il comunicato unitario di SLC-CGIL, Fistel-CISL e UILFPC-UIL riporta i termini dell’accordo.

Il 30% è riferito al personale coinvolto in ogni sede su base mensile: non indica che ciascun lavoratore avrà necessariamente la stessa riduzione individuale. La solidarietà distribuisce una riduzione dell’orario per contenere le eccedenze; l’accordo è quindi una misura di gestione della crisi, non la prova che il problema occupazionale sia risolto. Il numero degli esuberi è una stima riferita dai sindacati sulla base della preinformativa aziendale, non il numero di licenziamenti annunciati dall’intesa.

Le decorrenze nelle sedi coinvolte

Per 16 delle 19 sedi il contratto è previsto dal 2 novembre 2026 al 31 dicembre 2027. Asti, Ivrea e Torino partiranno invece il 2 gennaio 2027, per consentire il completamento dei confronti territoriali sulla riorganizzazione.

Sedi Decorrenza prevista Condizioni indicate
Bitritto, Bologna, Cagliari, Casarano, Corsico, La Spezia, Lecce, Marcianise, Olbia, Parma, Rende, Roma, Settingiano, Taranto, Tavullia e Verona 2 novembre 2026 – 31 dicembre 2027 Contratto di solidarietà difensiva; riduzione complessiva del 30% del personale coinvolto per sede, su base mensile
Asti, Ivrea e Torino 2 gennaio – 31 dicembre 2027 Avvio rinviato per completare i tavoli territoriali sulla riorganizzazione
Livorno e Palermo Accordi specifici da definire dopo la scadenza degli ammortizzatori in corso Scadenza attuale: 31 dicembre 2026; l’accordo quadro indica continuità occupazionale per la sua durata
Padova Accordo specifico da definire dopo la scadenza dell’ammortizzatore in corso Scadenza attuale: 26 febbraio 2027; l’accordo quadro indica continuità occupazionale per la sua durata

Per Livorno, Palermo e Padova, dunque, l’intesa non dettaglia ancora quale organizzazione del lavoro sarà applicata dopo la fine degli ammortizzatori già in corso: rinvia la definizione a successivi confronti. Anche per le sedi piemontesi la decorrenza posticipata lascia aperta la trattativa locale sulla riorganizzazione.

Rotazione, formazione e anticipo dell’integrazione

La riduzione dell’orario sarà di norma verticale e applicata secondo il principio della rotazione. Konecta anticiperà il pagamento dell’integrazione salariale: il comunicato non quantifica l’importo per ciascun lavoratore, che dipende dalla riduzione effettiva e dalle regole applicabili. Nelle giornate dedicate alla formazione, l’orario è indicato al 90%, con integrazione fino alla normale paga oraria.

L’accordo prevede verifiche trimestrali a livello nazionale e territoriale: il primo incontro dovrà tenersi entro il 21 gennaio 2027, i successivi entro il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre. Serviranno a monitorare l’applicazione delle misure; il comunicato non specifica quali eventuali decisioni potranno seguire.

Il confronto con l’intesa del 2025

La solidarietà era già stata utilizzata da Konecta nel 2025. Una sintesi pubblicata da CISAL Comunicazione sull’accordo allora firmato indicava 2.748 dipendenti coinvolti, nove mesi di durata e una riduzione media complessiva aziendale non superiore al 25%, con un massimo individuale del 45% su base mensile. Il nuovo accordo, invece, indica il 30% per ciascuna unità produttiva su base mensile. I parametri della precedente intesa hanno quindi basi di calcolo diverse e non consentono un confronto diretto tra l’impatto individuale dei due accordi.

Lo sgravio contributivo non è automatico

Le imprese possono chiedere, se rispettano i requisiti, una riduzione del 35% dei contributi a loro carico per i lavoratori interessati da contratti di solidarietà difensiva di tipo A e da una riduzione dell’orario superiore al 20%. La misura è soggetta a un massimo di 24 mesi nel quinquennio mobile e ai limiti delle risorse disponibili, come precisa il Ministero del Lavoro. Per le domande relative al 2026, la finestra di invio indicata dal Ministero va dal 30 novembre al 10 dicembre; la domanda e l’ammissione al beneficio non sono automatiche. Le date e le modalità per chiedere lo sgravio nel 2026 sono state approfondite in un articolo già pubblicato. Il comunicato sindacale non dice se Konecta presenterà domanda né se otterrà l’agevolazione.

La crisi del comparto e i prossimi passaggi

Le sigle sindacali collegano le eccedenze alla crisi del comparto CRM/BPO, che comprende servizi di relazione con i clienti e processi esternalizzati. Indicano formazione e riorganizzazione come obiettivi per gestire la trasformazione e chiedono un tavolo nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sono richieste e prospettive, non misure industriali già definite dall’accordo quadro.

Per il Piemonte, La Sentinella riferisce che il confronto locale dovrebbe affrontare anche l’organizzazione del lavoro da remoto e il trasferimento di alcune attività documentali. La stessa testata segnala uno sciopero nazionale dei call center previsto per l’11 novembre e un tavolo di settore al Mimit il 12 novembre: appuntamenti da considerare come programmati alla data della pubblicazione, non come esiti già acquisiti.

Nel breve periodo, i passaggi da seguire sono l’avvio della solidarietà nelle sedi interessate, la conclusione dei confronti locali e la definizione di accordi specifici per Livorno, Palermo e Padova dopo la scadenza degli ammortizzatori in corso. Le verifiche trimestrali del 2027 dovranno misurare l’applicazione dell’intesa; la sua tenuta occupazionale dipenderà anche dalle soluzioni di riorganizzazione che ancora mancano.

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