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Economia

Manovra 2027, proposta l’abolizione del contributo italiano sui pacchi

Il ddl di Bilancio propone di cancellare il prelievo nazionale da 2 euro, rinviato al 1° gennaio 2027 e mai applicato. Dal 1° novembre è in vigore la distinta commissione Ue: criteri e soggetti tenuti al pagamento cambiano.

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Un pacco in primo piano su un nastro di smistamento, con altri pacchi sullo sfondo.
La manovra 2027 propone di abolire il contributo italiano sui pacchi di modico valore provenienti da Paesi extra Ue. La proposta deve ancora completare l’iter parlamentare. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Il disegno di legge di Bilancio 2027 propone di cancellare il contributo italiano di 2 euro per spedizione sui pacchi di modico valore provenienti da Paesi extra Ue. La norma, mai concretamente applicata e rinviata al 1° gennaio 2027, verrebbe abrogata dall’articolo 30 della manovra, secondo la ricostruzione del testo riportata da Sky TG24. Il provvedimento è stato autorizzato alla presentazione alle Camere il 30 ottobre, ma la proposta deve ancora completare l’iter parlamentare, come risulta dalla scheda ufficiale del Quirinale sul ddl.

La novità coincide con l’avvio, dal 1° novembre 2026, di una commissione Ue di 2 euro per articolo. È diversa dal dazio europeo temporaneo di 3 euro, applicato dal 1° luglio alle categorie di merci previste dalla disciplina per i pacchi sotto i 150 euro. Sono tre prelievi con basi di calcolo e regole diverse: non si possono sommare automaticamente come un costo fisso per ogni pacco.

Contributo italiano, commissione Ue e dazio: le differenze

Misura Importo e criterio Stato al 1° novembre 2026
Contributo italiano 2 euro per spedizione extra Ue di valore inferiore a 150 euro Il ddl propone di abrogarlo; l’applicazione è stata rinviata al 1° gennaio 2027
Dazio Ue temporaneo 3 euro per categoria di merci individuata secondo la classificazione doganale, nei pacchi sotto i 150 euro Applicato dal 1° luglio 2026; la misura è transitoria
Commissione di gestione Ue 2 euro per articolo nelle vendite a distanza importate Applicabile dal 1° novembre 2026

La norma italiana era stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026. I successivi rinvii ne hanno sospeso l’applicazione: il dossier del Senato ricostruisce i differimenti fino al 1° gennaio 2027. La manovra propone ora di sopprimerla, ma fino all’approvazione della legge non si tratta di un’abrogazione definitiva.

Come si calcolano i due prelievi europei

La commissione di gestione è fissata in 2 euro per articolo per i beni venduti a distanza e importati nell’Unione. Il regolamento delegato Ue 2026/2152 stabilisce l’importo. Il nuovo Codice doganale prevede che il pagamento spetti al debitore del debito doganale all’importazione; se non c’è un debito doganale, paga la persona che ne sarebbe stata responsabile. Il Codice assegna inoltre alle piattaforme, ai venditori o ai vettori coinvolti responsabilità per gli adempimenti doganali, secondo i rispettivi ruoli. La disciplina non determina da sola l’effetto finale sui prezzi: operatori e venditori possono trasferire i costi, in tutto o in parte, sul prezzo o sulla spedizione.

Il dazio da 3 euro segue invece le categorie doganali delle merci contenute nella spedizione, non il numero dei pacchi: beni appartenenti a categorie diverse possono quindi comportare più di un dazio. La misura riguarda i pacchi di valore inferiore a 150 euro ed è prevista in via transitoria fino al luglio 2028, salvo cambiamenti legati all’avvio del sistema doganale digitale. Il Consiglio Ue descrive il calcolo per categorie e la natura temporanea del dazio.

Le misure europee si inseriscono nella risposta all’aumento delle importazioni di basso valore e ai carichi amministrativi per le dogane. Secondo il Consiglio Ue, nel 2024 sono entrati nell’Unione 4,6 miliardi di pacchi e-commerce sotto i 150 euro; il 91% proveniva dalla Cina. La commissione è destinata a contribuire ai costi di gestione e controllo delle spedizioni.

La stima sulle entrate statali e i prossimi passaggi

La relazione tecnica alla manovra stima che la soppressione del contributo comporti minori entrate per 91,3 milioni di euro annui dal 2027. La cifra è una previsione di gettito, non una misura dell’effetto sui prezzi per chi acquista online. Sky TG24 la riporta sulla base della relazione tecnica, che non è stata recuperata direttamente nel corso della ricerca.

Il passaggio concreto è l’esame parlamentare: le Camere possono approvare o modificare la norma. Fino al voto, il contributo italiano resta formalmente previsto con decorrenza rinviata al 1° gennaio 2027; la commissione europea è invece applicabile dal 1° novembre 2026. Per i consumatori, l’eventuale impatto dei costi europei dipenderà anche dalle scelte commerciali di piattaforme e venditori.

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