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Svizzera-Cina, Parmelin da Xi: firma dell’accordo attesa il 30 ottobre
Pechino conferma la visita e annuncia l’incontro con Xi; Berna prevede per il 30 ottobre anche la firma del protocollo commerciale. I negoziati si sono chiusi in agosto, ma l’intesa dovrà poi seguire le procedure di approvazione interne.
La Svizzera annuncia per venerdì 30 ottobre 2026 l’incontro tra il presidente Guy Parmelin e Xi Jinping e la firma del protocollo che aggiorna l’accordo bilaterale di libero scambio tra i due Paesi. Pechino ha confermato la visita e, in una successiva conferenza stampa, ha detto che Xi vedrà Parmelin. Al 29 ottobre, tuttavia, l’incontro e la firma sono ancora in programma: non sono eventi già avvenuti. Il programma annunciato da Berna e la dichiarazione del ministero degli Esteri cinese concordano sull’incontro con Xi; solo la comunicazione svizzera annuncia esplicitamente la firma.
C’è una differenza anche sulle date complessive del viaggio: la nota cinese indica una visita dal 30 ottobre al 1° novembre, mentre il programma svizzero dice che il viaggio prosegue fino a sabato 31 ottobre. Le fonti ufficiali consultate non chiariscono la discrepanza. Il calendario della firma è invece indicato da Berna per il 30 ottobre, dopo il colloquio tra i due presidenti.
Che cosa è previsto durante la visita
Secondo il governo svizzero, Parmelin sarà accompagnato da una delegazione di imprese e del mondo scientifico. Oltre a Xi, sono in agenda colloqui con il ministro del Commercio Wang Wentao, il ministro degli Affari sociali Wang Xiaoping, il ministro dell’Istruzione Huai Jinpeng e il ministro della Scienza Yin Hejun. Il programma prevede anche incontri con rappresentanti di imprese e l’apertura del decimo Forum economico sino-svizzero.
Berna indica tra i temi del colloquio presidenziale i rapporti bilaterali, la cooperazione economica e scientifica, il protocollo commerciale e i dieci anni del partenariato strategico innovativo. Aggiunge che saranno affrontati gli sviluppi internazionali e la sicurezza regionale e globale. La parte cinese, nella conferenza stampa del 28 ottobre, ha definito la cooperazione di libero scambio un punto di particolare rilievo nei rapporti tra i due Paesi; non ha però pubblicato in quella sede dettagli sul programma o sul protocollo.
Un aggiornamento dell’accordo del 2014
Il testo annunciato non crea un nuovo trattato: modifica l’accordo di libero scambio entrato in vigore nel 2014. I negoziati per aggiornarlo sono partiti nel settembre 2024 e si sono conclusi il 20 agosto 2026, dopo cinque round. La chiusura dei colloqui ha definito il risultato negoziale, ma non ha reso operative le nuove condizioni. Nel comunicato sulla conclusione dei negoziati, il governo svizzero precisava che, completata la revisione legale dei testi, i due Paesi avrebbero lavorato alla firma e poi avviato le rispettive procedure interne di approvazione.
Tra gli obiettivi dichiarati da Berna ci sono un accesso più ampio al mercato cinese per merci e investimenti svizzeri e disposizioni rafforzate su ambiente e diritti del lavoro. L’aggiornamento riguarda inoltre regole d’origine, facilitazione degli scambi, servizi, commercio digitale, concorrenza e cooperazione economica e tecnica. Senza il testo definitivo firmato non è possibile precisare qui il contenuto di ogni singola disposizione.
Che cosa significa la stima del 99,8%
Il dato economico più rilevante comunicato dalla Svizzera è che, con l’accordo aggiornato, il 99,8% delle esportazioni svizzere attuali potrebbe entrare nel mercato cinese senza dazi. È una stima del governo svizzero riferita alle esportazioni correnti, non la misura di un effetto già in vigore. Berna confronta questa prospettiva con la situazione dell’accordo esistente, in base al quale quasi tutte le importazioni cinesi in Svizzera sono già esenti da dazi, mentre ciò vale per circa metà delle esportazioni svizzere dirette in Cina.
Il vantaggio indicato riguarda quindi l’accesso tariffario delle merci svizzere, ma non significa che ogni esportazione sarà automaticamente esente da dazi o che tutte le imprese beneficeranno allo stesso modo. Per valutare i singoli effetti serviranno il testo firmato, i dettagli sulle concessioni e le condizioni di applicazione. Il comunicato svizzero presenta inoltre l’accesso degli investitori e le norme ambientali e sul lavoro come parti dell’aggiornamento, ma non fornisce nel riepilogo una valutazione degli effetti pratici su ciascun settore.
Il confronto con l’Unione europea
L’intesa è bilaterale tra Svizzera e Cina: non è un accordo dell’Unione europea e non modifica le regole commerciali applicabili ai Paesi membri. Berna considera la Cina il proprio terzo partner commerciale, dopo l’UE e gli Stati Uniti, e presenta l’aggiornamento anche come uno strumento per diversificare i mercati di sbocco delle imprese svizzere.
Il confronto con Bruxelles riguarda l’approccio, non l’applicazione del protocollo svizzero. La Commissione europea indica tra le priorità nei rapporti commerciali con la Cina la reciprocità, condizioni di concorrenza paritarie e la riduzione degli squilibri. È un quadro distinto dall’intesa bilaterale svizzera: le fonti consultate non documentano conseguenze dirette già definite per l’Italia.
La firma è un passaggio, non l’entrata in vigore
Se il programma sarà rispettato, il 30 ottobre i due Paesi firmeranno il protocollo negoziato. La firma formalizzerà il testo, ma non equivarrà di per sé all’entrata in vigore delle nuove disposizioni: dopo dovranno svolgersi le procedure di approvazione interne. I prossimi elementi da verificare saranno quindi l’effettivo svolgimento dell’incontro e della firma, il testo definitivo e il calendario delle approvazioni. Per la visita resta inoltre da chiarire la differenza tra la data finale indicata da Pechino e quella riportata nel programma svizzero.
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