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Russia

Rjazan, oltre 200 droni e incendi nei siti industriali: un ferito

Il governatore riferisce oltre 200 droni, un ferito e incendi in siti industriali; la corrente è stata ripristinata. Reuters colloca un video verso la raffineria, ma non ne accerta i danni né l’impatto sulla produzione.

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Illustrazione di un impianto industriale integro, con ciminiere e tubazioni.
I siti industriali coinvolti dagli incendi non sono stati identificati dalle autorità regionali; il possibile coinvolgimento della raffineria resta non confermato. Illustrazione generata con intelligenza artificiale. (© Diario del Web / AI)

Nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2026 la regione russa di Rjazan è stata attaccata da oltre 200 droni, secondo il governatore Pavel Malkov. Le autorità locali hanno riferito di incendi in siti industriali, danni a linee elettriche e al ferimento di una persona; l’elettricità in città è stata poi ripristinata. La raffineria di Rjazan potrebbe essere stata coinvolta, ma non è confermato: un’analisi Reuters di un video geolocalizzato colloca un incendio in direzione dell’area industriale dell’impianto, senza verificare quando sia stato girato né chiarire l’entità di eventuali danni.

Nel messaggio pubblicato su MAX, Malkov ha riferito che le fiamme in siti industriali non specificati erano state spente o circoscritte, mentre proseguivano le operazioni di spegnimento. Il governatore ha inoltre detto che una persona era rimasta ferita. Il conteggio dei droni e il bilancio delle conseguenze restano attribuiti alle autorità regionali: le informazioni disponibili non offrono una verifica indipendente completa.

Tra i danni segnalati dalle fonti locali figurano finestre rotte in una scuola, lezioni sospese e abitazioni private danneggiate nel distretto di Rjazan. La televisione regionale GTRK Oka, riportando le informazioni del governatore, riferisce anche di linee elettriche danneggiate e del ripristino della fornitura. L’Associated Press ha riportato il bilancio di Malkov e le successive notizie sull’incendio alla raffineria, distinguendo la dichiarazione ufficiale dalle segnalazioni dei media.

Che cosa mostra il video sulla raffineria

Reuters ha confrontato i punti di riferimento visibili nel filmato — tra cui una chiesa, la rete stradale e gli edifici circostanti — con immagini d’archivio e satellitari. La geolocalizzazione indica che il rogo si vede in direzione dell’area industriale dove sorge la raffineria. L’agenzia precisa però di non aver potuto verificare in modo indipendente la data della ripresa.

Questo riscontro aiuta a individuare la zona inquadrata, ma non prova che l’impianto sia stato colpito. Malkov ha parlato di incendi in siti industriali senza nominarli; anche le immagini, per come sono descritte nell’analisi Reuters, non documentano quali strutture siano bruciate o danneggiate. Perciò l’ipotesi che la raffineria sia stata coinvolta va tenuta distinta dai fatti riferiti dalle autorità regionali.

La capacità dell’impianto non misura i danni

La raffineria è una grande struttura di lavorazione del petrolio e rifornisce anche Mosca, secondo Reuters. L’agenzia indica una capacità di lavorazione di 340.000 barili al giorno: è un dato sulla capacità dell’impianto, non sul volume effettivamente lavorato il 5 novembre. Non sono stati resi noti danni alle unità di produzione, tempi di fermo o riduzioni dei volumi.

Di conseguenza, la capacità nominale spiega perché l’eventuale coinvolgimento della raffineria sia rilevante, ma non consente di calcolare un impatto produttivo o sulle forniture. Il prossimo elemento decisivo sarà un aggiornamento che identifichi i siti industriali interessati e chiarisca se la raffineria abbia riportato danni o modificato le attività. Fino ad allora, l’incendio geolocalizzato e le condizioni operative dell’impianto restano due questioni distinte.

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